Come nasce un hard disk, viaggio al centro di Seagate

Viaggio al centro di ricerca e sviluppo di Seagate, a Longmont (Colorado), dove Seagate progetta e testa i propri hard disk.

Introduzione

All'utente finale interessa avere hard disk sempre più capienti, ma dietro ogni prodotto che arriva sul mercato c'è un'intensa attività di ricerca e sviluppo. Seagate è tra i principali produttori di hard disk e spende qualcosa come 2 miliardi all'anno in ricerca e sviluppo, il tutto per assicurare ai propri clienti un tasso di rottura (fallimenti) annuo dell'1,2%. Si tratta di una media sull'intera azienda, ma naturalmente i prodotti business offrono un tasso di rottura inferiore rispetto ai modelli consumer.

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Affermare che "2 miliardi di dollari comprano una maggiore affidabilità" non dice molto, perciò siamo volati nella contea di Boulder, Colorado, per visitare un impianto di ricerca e sviluppo di Seagate. L'azienda tiene molto alla segretezza, ed è molto raro che il gigante degli hard disk apra le porte alla stampa, ancora meno uno dei suoi quattro centri di ricerca e sviluppo - uno è in Minnesota e gli altri due sono in Asia, anche se quello di Longmont è il più grande. Perciò quando ci hanno permesso di dare un'occhiata al "dietro le quinte" della produzione degli hard disk non abbiamo potuto dire di no.

Nel 1978 Seagate si chiamava Shugart Technology, dal cognome del fondatore Alan Shugart, ma poi dovette cambiare nome per una querelle legale con Xerox. Prevalse il nome Seagate, che non è altro che l'unione di "sea gate", un percorso o un canale che dà accesso all'oceano, in questo caso un oceano d'informazione. In quegli anni gli hard disk rappresentavano infatti il pilastro verso la diffusione delle informazioni. Il tema nautico persiste persino oggi nell'architettura del centro di ricerca e sviluppo di Longmont, con una facciata molto simile al timone di una nave (o una prua, a seconda della prospettiva) e una parte interna sostenuta con travi a vista.

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I dipendenti di Seagate sono come i marinai alla scoperta dei sette mari, dei pionieri. Anche se il paragone sembra azzardato, non c'è nulla di semplice nell'offrire una maggiore capacità a un costo inferiore al passato. Dietro ci sono innovazioni che richiedono anni di lavoro senza sosta, per non parlare dei miliardi di dollari in ricerca e sviluppo.

Dopo 35 anni di attività Seagate ha messo a punto un processo di sviluppo dei prodotti (Product Development Process, PDP) che funziona. Si articola in otto tappe, come illustrato di seguito:

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Il focus della nostra infografica è sulla fase Design, perché è qui che si concentrano gli sforzi dei dipendenti del centro di Longmont. Il lavoro in quel di Longmont, in verità, inizia prima, nella fase Concept. Durante questa fase il team marketing di Seagate lavora con i clienti per definire i requisiti del prodotto, valutare opportunità di mercato e sviluppare i primi disegn concettuali basati sul portfolio tecnologico esistente. Dopo aver trascorso fino a cinque anni nel fissare le tappe, valutare la fattibilità tecnologica e di marketing, si passa la palla al "Core Team" per il progetto vero e proprio. Quest'ultimo genera una sorta di contratto al cui interno ci sono i parametri chiave che il progetto deve soddisfare, occupandosi di specifiche che riguardano consumi e prestazioni, oltre che la metodologia di test che dimostri che tutti i punti siano rispettati o superati.

La fase Design porta ad avere un proof of concept funzionante, utile per capire se è possibile realizzare un prodotto. Durante la fase Design il Core Team riprogetterà il disco o si affiderà a un design esistente. La piattaforma non è la stessa cosa che realizzare un modello specifico, ma è un'architettura base che può essere usata per rispettare vari requisiti di mercato.

Per esempio usando un design drive concept, il progetto di un HDD da 4 TB e cinque piatti (3,5 pollici) è diventato il predecessore di un Seagate Enterprise Capacity 3.5 HDD da 6 TB con sei piatti. Gli ingegneri hanno aumentato il numero di piatti da cinque a sei per hard disk, facendo piccoli miglioramenti al progetto, cambando la testina di scrittura, aggiornando il firmware e così via.

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Si è trattato di aggiornamenti minimi piuttosto che una massiccia revisione, ma sono stati necessari per consentire l'evoluzione della linea da 7200 RPM di Seagate. I design solitamente portano a creare più hard disk e a volte più famiglie di prodotti, a seconda di quante combinazioni di fattori specifiche sono realizzate durante lo sviluppo.

Il lavoro del Core Team inizia in una stanza molto simile a questa, dove conferenze e incontri possono andare avanti per oltre un anno. Il Core Team diventa come una seconda famiglia, favorendo una maggiore efficienza e un flusso di idee più concentrato. Potrebbe sembrare strano che la fase Design richieda così tanto, ma il numero di dettagli da affrontare quando si effettua anche la più piccola delle modifiche a un progetto può essere sconcertante. Il passaggio da cinque a sei piatti, per esempio, ha richiesto una completa riprogettazione del circuito stampato del disco. Il numero di viti è cambiato, la posizione dei fori per il montaggio dello chassis anche, i filtri di ricircolazione dell'aria e i lubrificanti dei dischi sono stati entrambi modificati, e così via, nel corso di mesi di scrupolose analisi e simulazioni.

Alla fine, dopo aver capito come realizzare un progetto, l'analisi di fattibilità determina se si può passare dal design alla creazione. Per esempio a parità di altri fattori nessuno acquisterà un disco più lento allo stesso prezzo. La valutazione di fattibilità deve confermare che un progetto soddisfi le esigenze di profitto della società, pur offrendo i prodotti a un prezzo adeguato. Se una nuova unità non offre valore all'azienda e ai clienti non c'è alcun senso nel realizzarla.