Come scattare fotografie notturne

Le ore notturne offrono al fotografo la possibilità di esprimere la sua creatività sperimentando nuove tecniche per "dipingere" con la (poca) luce disponibile. Non è difficile ottenere immagini di grande impatto in queste condizioni, impossibili scattando di giorno. Basta solo seguire qualche consiglio e disporre degli strumenti adatti. In queste pagine vi spieghiamo come fare.

Introduzione

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Tutte le foto sono state scattate da Mauro Piatti

Quando si scatta in condizioni di scarsa illuminazione o completamente al buio, la prima cosa da tener presente è come la macchina, o meglio il suo sensore, reagisce alla luce.  Quest'ultimo, infatti, è per certi versi simile all'occhio umano; se la luce diminuisce, occorre aumentare la sua sensibilità incrementando il valore "ISO". Con le macchine analogiche, lo stesso effetto si otteneva sostituendo la pellicola con una a maggior sensibilità, passando così da ASA 100 a 400 o addirittura 1600, un valore ritenuto all'epoca molto elevato.

Nel digitale, occorre invece amplificare i segnali luminosi ricevuti dalla superficie fotosensibile con opportuni circuiti interni alla fotocamera, un enorme vantaggio rispetto all'analogico in quando tale valore (l'ISO, appunto) si può cambiare con continuità in base alle condizioni d'illuminazione.

Il sensore, composto da milioni di fotorecettori, detti anche fotositi o (impropriamente, ma comunemente) pixel, trasforma la luce incidente in un segnale elettrico analogico che viene amplificato, inviato al convertitore A/D (interno al sensore stesso, se si tratta di un CMOS) ed elaborato successivamente dal sistema esposimetrico e dal processore d'immagine.

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Il sensore d'immagine, cuore di ogni fotocamera digitale, comincia a mostrare i suoi limiti quando diminuisce la quantità di luce disponibile

In condizioni di scarsa illuminazione, come nella fotografia notturna, è necessario innanzitutto incrementare la luce catturata dal sensore. Ciò è possibile, in prima analisi, impostando un'apertura maggiore sull'obiettivo.  Ma, come sappiamo, spesso non è sufficiente… Arrivati ad un certo punto, occorre amplificare i segnali luminosi ricevuti dai pixel, un'operazione purtroppo non indolore. Come nelle macchine analogiche all'aumentare della sensibilità della pellicola diventava più vistosa la grana, nel digitale aumentare la sensibilità significa fare i conti con un maggior rumore. 

Bisogna infatti pensare che qualsiasi tipo di foto-trasduttore, persino ad otturatore chiuso e quindi non esposto alla luce, genera comunque della corrente (si chiama, appunto, corrente di buio), dovuta all'agitazione termica degli elettroni.  Questa corrente indesiderata produce rumore visibile, che si somma al segnale utile con effetti più o meno gravi dai quali, nella maggior parte dei casi, non si può prescindere.

Fatta questa premessa, entriamo nel vivo dell'argomento.

Potete scaricare tutte le foto presenti in questa guida in formato originale da questo link.

Fotografia notturna: quale fotocamera scegliere?

Per la fotografia notturna, esiste un tipo di fotocamera da prediligere rispetto ad un'altra? La risposta è senz'altro affermativa: poiché si lavorerà presumibilmente ad ISO elevati, le reflex o le mirrorless con sensore full frame sono senz'altro da preferire alle altre. A parità di risoluzione, infatti, fotositi di maggiori dimensioni hanno un'efficienza maggiore, quindi raccolgono più fotoni generando un segnale più forte con la stessa luce incidente, il che richiede una minor amplificazione a valle e quindi minor rumore.

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Il sensore formato Leica Full Frame misura 24 x 36 mm, pari a 864 mm2. Sul mercato esistono fotocamere FF di risoluzione compresa fra i 12 e i 50 Mpixel, con comportamenti molto diversi in termini di rumore e di dinamica. Si noti che a parità di dimensioni, più la risoluzione è bassa (quindi minore il numero di pixel), inferiore sarà il rumore in quanto gli stessi sono più grandi e quindi più efficienti.

Un esempio eclatante è quello della Sony α7S II, una mirrorless con sensore FF CMOS Exmor® da "soli" 12,2 Mpixel che presenta una sensibilità ultra-elevata, un'ampia gamma dinamica e un algoritmo di elaborazione delle immagini migliorato rispetto alla prima versione. Questa macchina può lavorare sino ad ISO 409.600, praticamente può fotografare soggetti in ambienti privi di luce:

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La Sony α7S II è probabilmente la migliore fotocamera attualmente disponibile per la fotografia notturna, o comunque quando la luce disponibile è molto limitata

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Esempio di foto notturna scattata con la Sony α7S II a ISO 51.200. Si noti il rapido tempo di posa di 1/800 sec. con l'obiettivo tutto aperto (f/1.8), con una presenza di rumore più che accettabile. Al valore ISO massimo di 409.600, si sarebbe potuto scattare con un tempo quattro volte inferiore a parità di diaframma, o chiudere il diaframma a f/5 a parità di tempo. Ciò rende possibile fotografare nell'oscurità anche soggetti in movimento avendo la certezza di bloccarli

Anche la nuova Nikon D5, reflex professionale FF da 21 Mpixel, non scherza affatto in termini di sensibilità massima raggiungibile, poiché in modalità estesa arriva a ben 3.280.000 ISO, un valore semplicemente impressionante. Certo, a queste sensibilità non si può pretendere che l'immagine sia anche di buona qualità (a tal proposito è riportato qualche sample sul web); è un valore da utilizzare in casi estremi.

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La Nikon D5, il nuovo punto di riferimento fra le reflex professionali FF

La controparte negativa legata all'acquisto di una fotocamera full frame è costituita dal costo elevato. Per fortuna, la tecnologia dei sensori ha compiuto enormi passi avanti negli ultimi anni e oggi anche fotocamere APS-C e persino Micro 4/3 sono in grado di offrire prestazioni molto buone in termini di rumore agli alti ISO, grazie anche al lavoro svolto da processori d'immagine sempre più potenti ed algoritmi di riduzione del rumore sempre più efficaci scattando in JPEG, e quindi si prestano alla ripresa di scenari notturni, pur con qualche accorgimento che vedremo tra poco.