Recensione Far Cry Primal

Recensione di Far Cry Primal, la nuova avventura in soggettiva di Ubisoft che trascina i giocatori in un pericoloso e sconfinato mondo preistorico.

Far Cry Primal

 

Far Cry Primal è l'ultima avventura in soggettiva di Ubisoft, che questa volta trascina i giocatori nelle pericolose lande di Oros, nel 10.000 A.C.

LOGO

Introduzione

La mia preda è gigantesca. Si muove lenta, ignara del pericolo che incombe. Una serie di lance trafigge il suo manto, e ora il suo corpo giace inerme a terra, ma non c'è nemmeno il tempo di gioire che una feroce tigre si avventa sul mio pranzo, e su di me. Cerco di lottare, ma sopraffatto dagli attacchi mi ritrovo solo, ferito, affamato e con la notte che incombe, con i suoi numerosi pericoli.

Far Cry Primal  (5)

Armato della sola forza d'animo e di rudimentali tecniche per creare utensili e armi riesco a trovare un rifugio e a dirigermi verso la mia meta. Il viaggio è ancora lungo, ma dalla mia parte ci sono preziosi alleati e antichi rituali che mi permettono di affrontare le avversità, librandomi nei cieli come un rapace notturno e domando i pericolosi predatori che fino a pochi minuti fa volevano sbranarmi.

Ciò che vi abbiamo descritto non è l'incipit di un libro d'avventura, ma sono le battute iniziali di Far Cry Primal, la nuova e sconfinata avventura in soggettiva di Ubisoft. La software house francese questa volta ha deciso di portarci nel 10.000 Avanti Cristo, nelle lussureggianti lande di Oros, fra valli incontaminate e montagne innevate in cui il rischio di congelamento è dietro l'angolo. Riuscirà questo capitolo preistorico della saga di Far Cry a reggere il confronto con i suoi apprezzati predecessori?