Un'altra sezione del tutto nuova è Libro, che permette di progettare con una certa cura dei libri fotografici e poi stamparli. Il software prevede cinque formati di libro, da 18 x 18 centimetri a 33 x 28, di un numero di pagine qualsiasi purché inferiore a 240 (copertina compresa) e in cui ciascuna pagina può avere un layout con da 1 a 4 fotografie (sono disponibili diversi layout predefiniti, più o meno semplici). Il fotolibro finale può essere inviato da Lightroom ai servizi di Blurb.com, per ricevere poi direttamente a casa il risultato cartaceo, oppure esportato come documento PDF da inviare al nostro servizio di stampa preferito.
Ci sono tre modi per creare un libro fotografico, una volta scelte le foto che lo devono popolare. Il più veloce è lasciar fare tutto a Lightroom in base al design delle pagine che abbiamo scelto, ma il risultato non sarà granché: una successione di pagine tutte uguali. Il più elastico, ma anche il più lento, è comporre il libro del tutto manualmente pagina per pagina, scegliendo il layout per ciascuna e trascinando a colpi di mouse le singole fotografie negli spazi dedicati.
La strada migliore sta probabilmente nel mezzo, lasciando fare il grosso del lavoro a Lightroom e poi modificando alcune pagine di quelle assemblate automaticamente. La possibilità di avere tre tipi di visualizzazione (pagina singola, pagine affiancate, multi-pagina con vari gradi di ingrandimento) permette di non perdersi nella gestione dei fotolibri con molte pagine.
La progettazione di un fotolibro in Lightroom 4 è tutto sommato semplice e può dare buoni risultati, ma è poco elastica e richiede impegno per arrivare a qualcosa di diverso dai soliti template
Con Lightroom 4 si possono ottenere risultati tutto sommato interessanti, sempre tenendo conto che non siamo davanti a un programma di impaginazione. Le opzioni disponibili per la personalizzazione sono molte - di fatto l'unica cosa che non si può variare è il layout delle singole pagine, ossia la posizione relativa dei box del testo e delle immagini, ma le combinazioni predefinite sono quasi 200 - però questo impone anche di "pensare" il fotolibro prima di metterci a lavorare, pena il fare rapidamente una gran confusione.
La parte carente di questa sezione è la gestione del testo, che è una componente comunque importante di un fotolibro: non ci sono funzioni di importazione da documenti esterni e il massimo che possiamo fare per velocizzare le operazioni è giusto copiare e incollare nei box del layout il testo scritto altrove, a meno di non volerlo digitare direttamente all'interno del programma.
Considerando che nella maggior parte dei casi una foto sarà condivisa su Internet più che stampata, Lightroom 4 vede potenziate anche le funzioni di condivisione. Quelle più importanti si trovano nella parte bassa della barra laterale sinistra, nella sezione Servizi Pubblicazione, e riguardano Facebook e Flickr. La scelta in questo senso appare logica: sono rispettivamente il social network e il sito di condivisione fotografica più importanti. In teoria si può collegare Lightroom 4 anche ad altri servizi di pubblicazione, ad esempio Picasa, ma bisogna per questo ricorrere ai plug-in disponibili (gratis o a pagamento) sulla community Lightroom Exchange di Adobe stessa.
La configurazione dei collegamenti verso Facebook e Flickr è molto semplice e richiede poche impostazioni: le nostre credenziali di accesso ai due siti, il livello di qualità da utilizzare nell'esportazione delle immagini, qualche indicazione per la gestione dei metadati associati alle immagini (essenzialmente cosa esportare rendendolo pubblico e cosa no).
Adobe mette in particolare evidenza anche il fatto che una immagine possa essere esportata via e-mail senza uscire dal programma: una volta impostato l'account di posta (sono supportati i servizi più importanti, come Gmail, e in generale il protocollo SMTP) si può comporre il testo del messaggio e allegare l'immagine in vari formati. La condivisione via mail non può essere considerata "moderna", ma secondo Adobe ha ancora il suo peso in ambito professionale.
Lightroom 4 integra una specie di piccolo client di posta (solo SMTP) per spedire le fotografie come allegati senza uscire dal programma
Una forma particolare di condivisione integrata in Lightroom 4 è quella verso Revel, il servizio di sharing di Adobe stessa noto fino a qualche tempo fa come Carousel. Chi si iscrive a Revel - pagando 5,99 dollari al mese o 59,99 dollari l'anno - può caricarvi un numero illimitato di immagini suddivise in cinque album virtuali, ciascuno dei quali può essere condiviso con cinque altre persone (il formato supportato è solo il JPEG). Il vantaggio di Revel è che le immagini caricate possono essere visualizzate, elaborate (con alcuni filtri predefiniti e i controlli di base) e scaricate in locale con un iPad o un iPhone utilizzando l'App Revel (gratuita) e anche con un Mac mediante il software Revel, sempre gratuito; le versioni per Windows e Android sono in fase di sviluppo.
Ricordiamo infine che Lightroom 4 vede migliorate sensibilmente anche le funzioni legate alla gestione delle clip video: non è diventato un programma di video editing, ma al suo interno si possono tagliare le clip e ottimizzarle con alcune funzioni base di ritocco (esposizione, contrasto, presenza…).
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Commenti dei lettori (9)
C'è supporto alla gpu per alcune funzioni (nvidia, cuda o intelhd3000/quicksync)?
Grazie
Sicuramente ha sempre avuto un engine notevole nella gestione dei RAW.
Grazie, ciao.
E' anche possibile importare dati gpx per sincronizzare le foto con le coordinate gps. Oltre ai dispositivi dedicati ci sono anche delle App per smartphone che registrano tali dati. Io uso geotag photos
http://www.geotagphotos.net/en/
Molto comodo e consuma poche risorse se impostato con un timer a 10 minuti.
ma non fanno prima a comprare aperture e rivenderlo?
L'occupazione della memoria è stata grosso modo la stessa, l'utilizzo della CPU è stato in media leggermente minore (35-40% contro 40-45% durante l'applicazione del Pennello di regolazione per il contrasto, ad esempio) e anche nella fase di importazione delle immagini non ci sono state differenze rilevanti in quanto a carico della CPU.
Valuto il computer che ho usato per il test come un modello di potenza media per quello che c'è sul mercato (è un portatile con Core i5 a 2,3 GHz, 4 GB di RAM, grafica Radeon HD 6630M): Lightroom 4 non ha dato problemi su questo PC, quindi non lo giudico un'applicazione affamata di risorse.
Ciò premesso, è vero che sono state segnalate esperienze diverse dalla mia. Specialmente gli utenti della versione Mac hanno indicato che LR4 spesso è più lento di LR3. Si suppone però possa essere stato un problema legato alla conversione delle Librerie dal vecchio motore grafico al nuovo e alla gestione delle precedenti anteprime-miniature delle immagini.
Mi aspetto - ma è un parere personale - che la situazione migliori con la versione 4.1 di Lightroom, che al momento è ancora allo stadio di Release Candidate.
A parer mio la strategia migliore è la solita: scaricare la versione temporeanea del software dal sito Adobe e utilizzarla per un po' di tempo con un sottoinsieme significativo delle proprie immagini. Dopo un paio di settimane si possono tirare le proprie conclusioni e decidere se vale la pena aggiornare.
In quanto all'ottimizzazione di Lightroom per sfruttare le funzioni specifiche delle GPU, purtroppo niente da fare. Al momento il team di sviluppo di Lightroom non intende seguire quella strada.
Saluti a tutti!
la nuova versione va bene per giocarci ma se devi lavorare ...lascia perdere .. al momento non è consigliabile..
considerando il costo meglio aspettare