

Se siete tra i milioni di persone che portano sempre con sé una chiavetta USB, avete già, in un certo senso, un drive SSD. Dopotutto un drive flash non è molto diverso dalla memoria flash che si trova all'interno della chiavetta, se non per il circuito stampato, o PCB, che magari ne unisce due. L'interfaccia è diversa, perché un SSD è pensato per essere montato all'interno di un computer, e non collegato tramite una porta USB (anche se esistono SSD esterni con connessione USB 3.0), ma il sistema, e i comandi, sono gli stessi. Un'altra differenza importante, tra un pendrive e un SSD, è che il controller è fisicamente sul drive, per gli SSD, mentre una chiavetta USB si affida al controller del computer a cui è collegata. Il controller integrato aiuta ad ottenere maggiori velocità nel trasferimento dati, una cosa relativamente facile da capire: è come andare a casa del vicino per farsi dare istruzioni dal capo, o alzare la testa e parlargli, perché è seduto alla scrivania accanto.
Immaginate che ogni chip di memoria sia un impiegato; in ufficio arriva un faldone di carte da compilare, e il lavoro viene affidato a due impiegati, cioè due chip, per fare più in fretta. In teoria più persone si assegnano alla stessa attività, e prima le carte saranno pronte. Ecco perché i drive flash "dual-channel", quelli con due chip di memoria, sono più veloci di quelli a chip singolo e perché, in generale, più chip è sinonimo di più velocità. Tra i tanti elementi che pesano sulle prestazioni di un SSD, questo è probabilmente quello più importante.

Un hard disk tradizionale, invece, non è poi molto diverso dai vecchi LP. Usa piatti rotanti, abbinati ad una testina che scrive e legge i dati, tramite tecnologia magnetica. I dati sono scritti, e letti, modificando l'orientamento magnetico delle particelle sulla superficie dei piatti, sostanzialmente stabilendo valori di 0 e 1 per ogni bit, e creando le informazioni che costituiscono i nostri file. La densità delle particelle magnetiche e il numero di piatti stabilisce la capacità totale del disco. Per leggere e scrivere i dati il controller istruisce la testina su dove e come muoversi. La testina deve posizionarsi esattamente sul disco fisso, e per farlo impiega del tempo, detto "tempo di accesso" (o anche di ricerca), che è una delle cause principali per cui si dice che gli hard disk siano il collo di bottiglia dei sistemi moderni. Se l'applicazione che state usando deve fare una sola ricerca, seguita da un lungo periodo di lettura a scrittura (per esempio la riproduzione di file multimediali) le prestazioni totali saranno migliori, rispetto ad attività che prevedono più movimenti della testina, che deve cercare informazioni sparse in diversi punti dell'hard disk. Questa è la ragione per cui la deframmentazione è un'attività importante, da svolgere regolarmente.
La differenza tra la riproduzione di un file continuo e letture/scritture casuali si può spiegare rico rendo ancora al paragone dei dischi in vinile. Durante l'ascolto, potreste prendere il braccetto che sorregge la testina, posizionarlo esattamente sul solco che divide una canzone dall'altra, e poi abbassarlo per ascoltare la vostra canzone preferita. Con le letture casuali, sarebbe come ascoltare 10 secondi della prima canzone, poi 20 della quarta, 30 della seconda, e così via, per ottenere il risultato che volete, prendendo però solo una parte di ogni frammento. Chiaramente dovreste muovere la testina diverse volte, e perdere molto tempo nei vari passaggi, cercando di posizionare esattamente la testina sul disco. Ecco spiegato il tempo di ricerca, e perché ha un effetto così deleterio sulle prestazioni degli hard disk.
"A stato solido" significa semplicemente che non ci sono parti in movimento. Un drive SSD (Solid State Drive, o disco a stato solido) è quindi qualcosa in più rispetto ad un semplice chip di memoria flash, perché aggiunge anche un controller intelligente, un circuito e un'interfaccia di comunicazione, tutto in un case esterno piuttosto solido. Alcuni SSD, in verità, non hanno il case, e si collegano direttamente alle interfacce di comunicazione della scheda madre, o allo slot PCI Express di un portatile. La mancanza di un case protettivo non influenza le prestazioni, chiaramente, ma rende l'SSD meno resistente, e più sensibile a traumi che potrebbero danneggiarlo, nonché meno costoso.

Originariamente inviata da AngelX
E' solo questione di tempo, presto o tardi gli SSD soppianteranno gli HD magnetici, ed era ora, ormai l'HD è l'unica cosa elettromeccanica rimasta ancora nel computer, il suo collo di bottiglia, il suo tallone d'achille.
Originariamente inviata da dani7710
perchè costano cosi tanto?
ogni chip è come un processore?
su ogni wafer un ssd si prende 8 - 16 die?
Originariamente inviata da silvio3d
certametne si ma gli HD magnetici resteranno sempre almeno in un segmento di mercato perche la capacità è un paramentro che in certi casi è piu importante della velocità
i disci SSD anche tra qualche anno saranno comunque piu piccoli come capacità rispetto a dischi classici e i 5-10 o piu TB che verranno raggiunti. Quindi vedo un mercato dove si useranno i dischi SSD per tutto tranne nello storage estremo dove resteranno in uso per parecchi anni i dischi classici.
Originariamente inviata da FrankieBoy
In tutto ciò non sono ancora riuscito a capire se un Kingston V-Series, se non si fa un uso professionale del computer, conviene oppure comunque sono troppo economici e soggetti a rotture premature (con conseguenti perdite di dati)...
Originariamente inviata da silvio3d
i dischi Kingston sono semplicemetne dei dischi Intel solo con un logo diverso quindi non dovresti avere nessun problema, l'unico divetto e che sono un po lenti nella scrittura sequenziale ma visto il prezzo per un uso generico ti danno tutti i vantaggi comuni a un disco ssd a un prezzo accettabile
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