APU AMD A8-3500M, ecco a voi Llano

di Don Woligroski, 14 giugno, 2011 06:00

Introduzione

Subito dopo la fine del secolo scorso, AMD fece una grande scommessa sul K8 - meglio conosciuto come Athlon 64 - e diede un taglio all'aumento delle frequenze di lavoro in modo da eseguire più istruzioni per clock, oltre che sulle estensioni a 64 bit native. Nel frattempo, Intel aveva fatto leva sulla superiorità produttiva per spingere il più possibile l'architettura NetBurst. L'azienda aveva infatti dichiarato di aspettarsi un Pentium 4 a 10 GHz in tempi non troppo lunghi.

Le frequenze elevate dei Pentium 4 portarono Intel a scontrarsi con gli spessi muri della fisica e del consumo energetico e, alla fine, il limite realistico si è rivelato essere vicino ai 4 GHz. Se in quel periodo volevate la CPU più veloce al migliore prezzo, probabilmente avreste acquistato un Athlon 64; i processori Pentium 4 costavano di più e offrivano di meno. Il mercato ci mise un po' a capirlo, ma Davide (AMD) stava battendo Golia (Intel).

Intel naturalmente non rinunciò alla competizione, e si sveglio presto dal torpore. L'azienda passò dall'architettura NetBurst dei P4 a quella Core, nata dagli sforzi fatti nel settore mobile. Naturalmente si rivelò una soluzione migliore, più veloce e meno affamata di energia. In seguito arrivò il Core i7 Nehalem, seguito recentemente dalle CPU desktop Sandy Bridge Core i3, i5 e i7.

In tutto questo susseguirsi di eventi, AMD ha permesso che il suo inaspettato vantaggio si contraesse sempre di più, fino a sparire. Per essere chiari e onesti, i migliori processori Phenom II si confrontano al meglio con i Core 2 Quad più che con i moderni Core i7. Infatti il dual-core Core i3 2100, prodotto a 32 nanometri, riesce a tenere testa a un quad-core Phenom II X4 955 (45nm) in molti test.

AMD è quindi a più di una generazione di distanza da Intel quando si parla di prestazioni nell'ambito delle CPU desktop e continua ad affidarsi all'architettura Stars che è stata introdotta più di due anni fa. L'azienda riesce a "tirare avanti" aggiungendo un centinaio di MHz alle frequenze più o meno ogni due mesi, ma quando il principale avversario presenta una nuova architettura, è quasi impossibile competere con semplici incrementi di frequenze. Francamente è difficile raccomandare una piattaforma AM3, oggi come oggi.

Forse per trovare una maggiore competitività AMD nel 2006 acquistò ATI, il produttore delle note schede grafiche Radeon. Poco dopo AMD annunciò l'iniziativa Fusion, con il piano di combinare CPU e GPU sullo stesso die. Ci sono voluti cinque anni ma i primi processori Fusion sono arrivati sul mercato all'inizio di quest'anno, con la piattaforma Brazos e le APU della serie E e C, pensate per i netbook. Secondo AMD le vendite nel primo trimestre sono state un successo. Da un punto di vista della grafica, nessuna piattaforma Intel Atom può competere. Brazos è migliore di Atom anche quando quest'ultimo è affiancato alla piattaforma Nvidia Ion 2.

I netbook a basso consumo sono il mercato ideale per Fusion, ma i segmenti desktop e notebook sono molto più competitivi. Tutti i processori Core i3, i5 e i7 Sandy Bridge sono stati equipaggiati con Intel HD Graphics, una soluzione in grado di gestire operazioni di produttività in Windows, di riproduzione di video e persino il gaming leggero. Se Fusion vuole dare una dimostrazione di forza deve offrire qualcosa di speciale: prestazioni da vera scheda video dedicata insieme a capacità di calcolo degna di una CPU competitiva.

Oggi diamo un primo sguardo alla APU Llano, che è stata pensata per i settori desktop e mobile. Vedremo se la scommessa di AMD, fatta nel 2006, pagherà nel 2011. Gli attuali Phenom II e Athlon II hanno poco da offrire oltre i 100 euro rispetto agli avversari, tranne in quei pochi casi in cui si usano applicazioni molto ottimizzate per il calcolo parallelo (threaded); in questo caso le CPU Phenom II X6 potrebbero essere ancora indicate. In generale però i chip Sandy Bridge prendono a schiaffi le soluzioni AMD per prestazioni, consumi e valore complessivo.

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