Articoli e news    Prezzi

Chromebook, lavorare tra le nuvole si può

08:00 - 9 settembre 2011 di Andrea Ferrario

Il concetto funziona, ma abbassate il prezzo

Buona parte degli scetticismi su Chrome OS sono scomparsi dopo aver adottato il Chromebook come unico sistema di lavoro per qualche giorno. Lavorare con Google e i suoi software cloud si può, anche se l'esperienza non è completamente indolore.

Samsung Chromebook Serie 5 - Clicca per ingrandire

Diamo per scontato che siate quel tipo d'utente che non ha bisogno di software specifici, e che può quindi affidarsi unicamente a Gmail, Google Documents e gli altri software online. In questo caso dovete mettere in conto qualche minuto di disservizio al giorno, causato da un server che non risponde o una connessione a Internet non molto stabile. Nella nostra esperienza personale questi piccoli ritardi non ci hanno cambiato radicalmente l'esperienza, ma ogni situazione è differente. Google ha da pochissimo inaugurato la versione offline di Gmail, e presto metterà a disposizione le applicazioni per portare offline anche Google Calendar e Google Docs. Queste applicazioni offrono un po' più di libertà, ma non rivoluzionano il modello d'uso.

Samsung Chromebook Serie 5 - Clicca per ingrandire

Se siete interessati a un Chromebook, il consiglio è di fare una prova prima dell'acquisto. Aprite il browser Chrome, abbandonate le applicazioni Windows, e iniziate a lavorare solo con il software di Google. Se l'esperienza sarà soddisfacente, allora potrete considerare il Chromebook come il vostro prossimo acquisto.

Il Serie 5 di Samsung offre dei tasti dedicati, una buona tastiera e un buon pad multi-touch. La qualità costruttiva è buona, nonostante sia stata usata solo la plastica, e l'autonomia di almeno sei ore è un buon risultato. Peccato per il surriscaldamento della parte sinistra della tastiera, che durante la ricarica della batteria diventa rovente. La dotazione di porte e caratteristiche è alla pari con quanto offerto da un classico netbook.

Samsung Chromebook Serie 5
Immagini 27 -  123
 
Samsung Chromebook Serie 5 1 Samsung Chromebook Serie 5 2 Samsung Chromebook Serie 5 3 Samsung Chromebook Serie 5 4 Samsung Chromebook Serie 5 5 Samsung Chromebook Serie 5 6 Samsung Chromebook Serie 5 7 Samsung Chromebook Serie 5 8 Samsung Chromebook Serie 5 9 Samsung Chromebook Serie 5 10
Samsung Chromebook Serie 5 11 Samsung Chromebook Serie 5 12 Samsung Chromebook Serie 5 13 Samsung Chromebook Serie 5 14 Samsung Chromebook Serie 5 15 Samsung Chromebook Serie 5 16 Samsung Chromebook Serie 5 17 Samsung Chromebook Serie 5 18 Samsung Chromebook Serie 5 19 Samsung Chromebook Serie 5 20
Samsung Chromebook Serie 5 21 Samsung Chromebook Serie 5 22 Samsung Chromebook Serie 5 23 Samsung Chromebook Serie 5 24 Samsung Chromebook Serie 5 25 Samsung Chromebook Serie 5 26 Samsung Chromebook Serie 5 27
 

Il prezzo di 399 euro non è in assoluto molto elevato, ma lo diventa quando si considera il Chromebook nella sua totalità. Dopo tutto si tratta di una piattaform Atom con nulla di speciale. Non sono stati usati materiali pregiati, e la tastiera non è nemmeno retroilluminata. Il sistema operativo non richiede nemmeno il pagamento di una licenza.  299 € per la versione Wi-Fi e 349 per quella 3G sarebbero prezzi più indicati, anche se probabilmente un Chromebook dovrebbe costare ancora meno. Dopo tutto, un qualsiasi notebook con installato Google Chrome può potenzialmente diventare un Chromebook. A un prezzo inferiore diventerebbe un'opportunità per diverse tipologie di utenti, ma fino a quel momento, rimarrà un prodotto ristretto a una nicchia selezionata di utenti.

Condividi:   
  • Ultime news
  • Google
  • Chrome OS

Commenti

Aggiungi un tuo commento
1/4 avanti    
Il Tiny 09/09/2011 09:12
 
+4 
Il prezzo e il sistema operativo mi tengono ben lontani.

Molto buona l'autonomia invece.
demon77 09/09/2011 09:14
 
+4 
NON mi ispira e NON mi attira.
Poi oh.. è anche una soluzione "pioniera".. con l'evolversi della rete e delle connessioni magari un domani sarà la normalità..
fabiet 09/09/2011 09:22
 
+14 
Per molta gente la lettura dell'articolo potrebbe pure fermarsi deifnitivamente a questa frase:
"C'è però una condizione preliminare che dovrà essere sempre soddisfatta: la connessione a Internet. Senza, il Chromebook è una scatola vuota… o quasi"
the dark vash 09/09/2011 09:57
 
-16 
ok, io ho comprato un tablet, all'inizio ero entusiasta, ora mi si pone un problema: quando devo simulare in matlab o compilare c, che faccio? risposta: lo vendo.
A causa dei voti negativi ricevuti dagli utenti, questo commento non è visibile. Clicca qui per leggerlo.
danma 09/09/2011 09:58
 
+7 

 Originariamente inviata da articolo

Abbiamo anche testato l'autonomia in riproduzione video, riproducendo ininterrottamente un video da YouTube. In questo caso abbiamo raggiunto un'autonomia di 6 ore e 7 minuti.


Il video cos'era?
nyan cat?

Tornando it, 400€ per un portatile che può essere usato solo in rete, dove in alcune zone d'italia si sfiorano i 0.02Mb in down, mi sembrano un po tantini...
aracruz2 09/09/2011 10:13
 
+18 

 Originariamente inviata da the dark vash

ok, io ho comprato un tablet, all'inizio ero entusiasta, ora mi si pone un problema: quando devo simulare in matlab o compilare c, che faccio? risposta: lo vendo.



beh se sapevi che avresti dovuto usare matlab, perchè hai comprato un tablet???
zesto 09/09/2011 10:14
 
+13 
Recensione apprezzabile (benchè si basi su un'esperienza soggettiva più che su dati verificabili, come lo stesso autore sottilinea), molto meno il prodotto.

E non è una questione di connessione internet. Non solo lo trovo un prodotto inutile, ma anche "pericoloso". Inutile perchè per le sue intrinseche limitazioni costa veramente troppo. "Pericoloso" perchè è chiara la strada su cui si vorrebbero portare i clienti: siccome il mercato pc è cotto (per svariati motivi) ci si deve per forza inventare qualcosa di nuovo. Quindi ci si inventa il cloud, questa parolina magica diventata la litania senza fine degli ultimi mesi. Niente problemi di pirateria software, grandi potenzialità per la vendita di software (tramite app store: già il nome spiega la funzione...) e gb di spazio nei server per salvare i nostri dati. Quindi oltre al fatto che un domani i programmi gratis potrebbero diventare a pagamento o essere limitati al punto da indurre a comprare una versione con più funzionalità, oltre al controllo dei miei dati e al fatto che si potrebbero bloccare a piacimento app di terzi (magari free...) nessuno può garantire la sicurezza dei dati in assoluto. Molti sostenitori del cloud dicono "eh ma sai quanti utenti distratti verrebbero salvati se potessero mettere i loro dati altrove?". Gli eventi di questi mesi ci hanno insegnato che un attacco hacker può penetrare dove meno te lo aspetti e che le server farm vanno a fuoco.

Con la stessa cifra (o anche meno) potrei prendere un 12" con un E-350 dell'amd, tenere la licenza windows (o cercare di farmela rimborsare), mettere in dual boot Ubuntu e attivare il servizio ubuntu one (che mi permette di salvare in remoto...pardon: in cloud...5gb di dati, se proprio ne sentissi la necessità) e avrei una macchina più performante, con maggiori possibilità di utilizzo per lavoro/svago, con la possibilità di tenere i dati in locale, senza dover avere la spada di Damocle della connessione, senza cordoni ombelicali a chicchessia per poter accedere a dati e applicazioni.

Il cloud può essere un'idea interessante come supporto degli attuali sistemi, magari più in ambito business che in quello privato. Perchè è chiaro che se la cosa dovesse prendere piede le spese per l'ampliamento e il mantenimento delle infrastrutture (indispensabili a reggere l'aumento del traffico dati su internet) e l'immenso storage di dati nei server avrebbero un costo non indifferente che qualcuno dovrà pagare: cioè gli utenti. Se nel frattempo gli "ecosistemi" di macchine attualmente in uso dovesse essere soppiantato da sistemi cloud non resterebbe che piegarsi e pagare, oppure tornare a vivere come negli anni '60.

Tutto rigorosamente imo.
dst 09/09/2011 10:19
 
+10 

 Originariamente inviata da the dark vash

ok, io ho comprato un tablet, all'inizio ero entusiasta, ora mi si pone un problema: quando devo simulare in matlab o compilare c, che faccio? risposta: lo vendo.



scusami ma un tablet serve per fruire di contenuti o al massimo per modificare dei contenuti. Se ti compri un tablet e solo dopo scopri di avere bisogno di compilare in C, sei un pollo, senza offesa.
NightHawk VII 09/09/2011 10:41
 
+3 
Non ne vedo l'utilitá.
Il cloud é vecchio come i computer stessi. Una volta, quando la potenza necessaria a eseguire le operazioni più banali occupava spazio e costava uno sproposito, più utenti accedevano alla stessa macchina tramite dei terminali remoti. Adesso che anche un netbook può far girare Photoshop e gli smartphone dual core raggiungono potenza di calcolo inimmaginabili fino a 5 anni fa in un telefono, ci ripropongono un concetto vecchio.
Secondo me é un computer assolutamente inutile. Senza contare il fatto che sul suo stesso hw girerebbe un so tradizionale.
OT: appena acquistati due caviar green da 2 Tb per un bel raid 1 alla faccia del cloud! XD
winner03 09/09/2011 10:42
 
-7 
è il futuro, ma in Italia sarà un FLOP.
A causa dei voti negativi ricevuti dagli utenti, questo commento non è visibile. Clicca qui per leggerlo.
1/4 avanti    
Accedi o  registrati.
Nome utente:
Password:
Segnala TomsHW

Correlazioni

  Azienda: Google
  Categoria: Notebook
  Tag: Chrome OS