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Powermat, il caricabatteria senza fili è realtà

11:30 - 20 novembre 2009 di Andrea Ferrario
Come funziona

La base di ricarica, da sola, non è sufficiente per ricaricare in maniera wireless il vostro telefono. Ogni smartphone, console portatile o lettore musicale deve essere abbinato a un "sistema di controllo", che permetta alla base di "dialogare" con il dispositivo.

In pratica, il Powermat deve "conoscere" il modello del telefono, o del lettore, che si vuole ricaricare, e il suo stato di carica, così da fornirgli la giusta potenza e interrompere la ricarica quando la batteria è piena. Ciò avviene tramite un chip RFID, unico per ogni dispositivo: nel caso dell'iPhone, questo è integrato in un guscio protettivo, per i BlackBerry si tratta di una cover sostitutiva della batteria, per gli iPod di una base, e così via.

Quando avete munito il vostro iPhone, per esempio, del guscio con chip RFID, e collegato la base alla presa elettrica, potrete attivare la ricarica, semplicemente poggiando il telefono sopra la tavola. Un avviso sonoro e un LED, vi indicheranno che il dispositivo è in ricarica.

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Commenti

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1/4 avanti    
3vil5 20/11/2009 11:40
 
lo userò quando basterà buttarci sopra il cell, indipendentemente da marca o modello.
Etnamita 20/11/2009 11:47
 
+1 
ahhh...!tempo fa chiesi a un negoziante se esisteva qualcosa del genere ma per xbox, erano i primi periodi di xbox e non conscevo gli accessori, e mi chiedevo se esiteva per i joypad, risultato venni deriso come un cretino, un po lo meritavo ma oggi passo di li e gli faccio leggere st' articolo...
Tiabhal 20/11/2009 11:50
 
Quando i chip rfid saranno integrati di default nei dispositivi e la base permetterà di ricaricare più di 3 dispositivi allora lo comprerò.
Cyber-Boy 20/11/2009 11:52
 
Già, è ancora acerba come tecnologia e quel powercube è inutile: se devo collegare un cavo per alimentare il telefono tanto vale collegarci direttamente l'alimentatore originale! Dobbiam aspettare che i chip rfid vengano integrati in tutti gli apparecchi elettronici.
emakhno 20/11/2009 12:01
 
ma che fastidio é un filo?
questa trovata mi sembra degna di partecipare alla fiera delle invenzioni piu inutili del secolo, anzi dannose viste le onde che circoleranno...
kappa76 20/11/2009 12:04
 

 Originariamente inviata da emakhno

ma che fastidio é un filo?
questa trovata mi sembra degna di partecipare alla fiera delle invenzioni piu inutili del secolo, anzi dannose viste le onde che circoleranno...



non è per un filo, è per poter far fuori tutti gli innumerevoli caricabatterie uno diverso dall'altro che ho in casa.
Mi accontenterei già del caricabatterie unico, ma se questo powermat si evolverà permettendo di buttarci sopra qualsiasi cosa e caricarla allora ancora meglio..
emakhno 20/11/2009 12:13
 

 Originariamente inviata da kappa76

non è per un filo, è per poter far fuori tutti gli innumerevoli caricabatterie uno diverso dall'altro che ho in casa.
Mi accontenterei già del caricabatterie unico, ma se questo powermat si evolverà permettendo di buttarci sopra qualsiasi cosa e caricarla allora ancora meglio..



se non fanno uno standard per quelli col filo perché dovrebbero farlo con questi caricatori wireless?

secondo me non sanno piu che inventarsi per vendere, ma la tecnologia dovrebbe essere funzionale all'uomo, non viceversa...
Mr.Qppo 20/11/2009 12:28
 
A me invece sembra un buon inizio, certo è ancora acerba come tecnologia e quindi il campo di applicazione non è vasto, ma credo che in futuro darà ulteriori soddisfazioni.

Un filo non dà molto fastidio, ma se provi a pensare ad una ciabatta a cui colleghi, in casa, almeno 3 caricabatteria per i cellulari, poi quello per l'ipod, la fotocamera, la console portatile ecc. ecc. Ecco che si fa presto a passare dal filo al gomitolo.

Un'altra prospettiva di applicazione interessante potrebbe essere quella di dotare il PowerCube di un alloggiamento dedicato alla ricarica delle batterie stilo o similari. Se non, ancora meglio, produrre le stesse batterie stilo con già integrato l'RFID, in modo da poterle ricaricare sempllicemente appoggiando sulla superficie l'oggetto che le contiene, se non troppo grosso, oppure appoggiando direttamente le batterie stesse.

Chi ha figli piccoli credo possa comprendere cosa vuol dire ritrovarsi nella situazione di avere una miriade di giocattoli a batterie.

Per quanto riguarda la pericolosità delle onde credo che in questo caso sia piuttosto irrilevante visto il cortissimo raggio di azione per una tecnologia ad induzione magnetica, e questo, tornando al tipo di applicazione che ho menzionato sopra, può essere un vantaggio perchè magari è il bambino stesso che in tutta autonomia appoggia il giocattolo sulla superficie per ricaricarlo non dovendo maneggiare con fili, cacciaviti e trasformatori.
Diverso invece il discorso per le altre tecnologie, accennate nell'intervista, che fanno uso di micro-onde o onde radio che hanno un raggio di azione ben più ampio.
jayjay77 20/11/2009 12:39
 
Per adesso non ha senso... questo tipo di tecnologia inizierà a prendere senso quando i dispositivi avranno tale tecnologia integrata e ci sarà l'infrastruttura adatta a supportarli.. tipo scrivanie di uffici e comodini di albergo con docking station wireless incorporate..
sciacallo75 20/11/2009 12:40
 
eheheh che furboni...RFID...
allora ragazzi.
Un RFID serve, normalmente per identificare qualcosa (un badge, un telefono, un pc, ...)
In questo caso, loro usano una vera e propria spirale che, alimentata dal campo magnetico variabile emesso dal powermat, genera, per induzione, una corrente parassita che alimenta il vostro cell o quello che volete.
Questo significa che hanno inventato l'acqua calda...quello che non vi dicono è che una tale trasmissione di potenza ha rendimenti più bassi del "semplice" trasformatorino a filo. Quindi consumate più energia. Emettete onde elettromagnetiche a go-go. Buttate via un sacco di soldi...

Va bene che non sappiamo più cosa regalare a natale, ma tanto vale donare i soldi ad una associazione benefica, pro trans-bruciati vivi...

a tutti
Giovanni
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  Categoria: Smartphone