
Come giudicare tutti questi drive in relazione l'uno con l'altro? Se state cercando l'unità SSD migliore da collegare a un'interfaccia SATA 6 GB/s la scelta migliore sono probabilmente i Vertex 3: non arrivano primi in tutti i test, ma considerando tutti i risultati hanno mostrato le prestazioni più convincenti. In questo contesto anche il Crucial m4 si è dimostrato un concorrente agguerrito.
L'aspetto chiave però è il prezzo: il drive Crucial dovrebbe risultare meno costoso, e quindi vincente anche se con prestazioni leggermente inferiori.
L'Intel SSD 510 ha prestazioni impressionanti se si guarda ai trasferimenti sequenziali, ma non sembra un buon drive da usare in un server Web o per ospitare un database. Inoltre il prezzo non è particolarmente competitivo. Il modello da 120 GB costa circa 225 euro, quindi è leggermente più caro di un Crucial RealSSD C300.
Se il vostro computer è un po' più datato è dovete ripiegare sull'interfaccia SATA 3 Gb/s le opzioni sono invece più numerose. L'Intel SSD 320 elimina alcune lacune dell'X25-M, ma se siete utenti generici e avete già il modello precedente non ci sono ragioni rilevanti per cambiare drive. I nuovi drive Intel sono migliori nella scrittura sequenziale e in quella casuale grazie alla cache più grande, ma il passaggio ai 25 nm riduce le prestazioni con le letture casuali. Una situazione che vede il vecchio X25-M ancora in vantaggio rispetto al nuovo SSD. 
La situazione dei drive Intel si rispecchia in quelli degli OCZ Vertex 2, anche se nel caso di Intel il salto tra le due generazioni è minore. Intel trova la sua carta vincente nel prezzo: il 320 da 120 GB infatti costa circa 265 euro. Il Vertex 2 costa meno, ma considerando che è di vecchia generazione probabilmente è più conveniente il prodotto Intel.
Il passaggio dai 34 ai 25 nm impone anche una minore resistenza dei drive. I drive MLC a 34 nm offrivano 5.000 cicli PE (Program/Erase, cicli completi di cancellazione e scrittura) dichiarati, mentre i nuovi modelli a 25 nm si fermano a 3.000. Il problema è che questo parametro non è utile per determinare la longevità di un drive. Altri fattori infatti entrano in gioco, come l'algoritmo di scrittura, la garbage collection, o il wear-levelling.
Intel per esempio ha scelto di puntare sull'affidabilità con il 320, di fronte a un utenza attenta alla differenziazione sempre più acuta tra i vari SSD sul mercato, dopo il passaggio ai 25 nanometri.
In conseguenza di tutte queste considerazioni è difficile dichiarare un vincitore assoluto, soprattutto perché la resistenza alle scritture non si può testare in un paio di giorni. Intel spinge su altri fattori per promuovere i propri prodotti: per esempio la grande affidabilità o la protezione elettrica dovrebbero dare più tranquillità ai potenziali acquirenti.
Se invece guardiamo alle prestazioni, per quanto possiamo raffinare e ritoccare i nostri test, la verità è che da questo punto di vista le differenze tra i vari SSD sono sempre più risicate. Tanto le nostre analisi quanto quelle di altre colleghi mostrano che basta cambiare un parametro per vedere un diverso vincitore. A meno che non dobbiate usare il vostro SSD in un modo univoco, quindi, le prestazioni difficilmente possono essere un criterio di scelta valido. 
Naturalmente la differenza continua a essere abissale tra SSD e hard disk magnetici, e chi ha un drive a stato solito difficilmente è disposto a tornare indietro. A meno che non vogliate un SSD ad alte prestazioni, tutti i prodotti in commercio sono molto simili tra loro. E se il prezzo è un fattore limitante per voi, non dovreste preoccuparvi dei benchmark: se passate dagli hard disk agli SSD, qualsiasi sia la vostra scelta avrete l'impressione di aver cambiato pianeta.
Infatti non avete bisogno del miglior SSD sul mercato per ottenere un salto enorme rispetto agli hard disk. Se si considera questo aspetto, i drive con controller SandForce di prima generazione sono ancora ottimi.
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Originariamente inviata da crash01
@davide, dal serieale della tua ocz
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