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Comparativa di 16 CPU, architetture a confronto

08:00 - 12 settembre 2011 di Patrick Schmid e Achim Roos

Conclusioni

Con questo articolo siamo andati indietro nel tempo, testando design differenti. L'idea era quella di dare uno sguardo a come si sono evoluti i prodotti di Intel e AMD nel corso degli anni. Per farlo abbiamo dovuto creare un ambiente libero da ogni sorta di variabile. Abbiamo eseguito benchmark di ogni processore usando un singolo core impostato a 3 GHz.

La buona notizia è che siamo stati in grado di generare alcuni dati interessanti su come le successive generazioni di hardware si comportano in base al clock. La cattiva notizia, se si può chiamarla così, è che molti risultati sono più di natura teorica che altro. Naturalmente le applicazioni threaded si avvantaggeranno di più core e se potete usarne di più in un processore AMD rispetto alla CPU Intel allo stesso prezzo, la situazione cambia di conseguenza.

I test sintetici come 3DMark 11 e Sandra 2010 Pro non lasciano dubbi sul fatto che i carichi di lavoro moderni richiedano CPU adeguate. Dati i risultati della suite Cryptography di Sandra, sappiamo che chiunque usi la codifica o decodifica AES per codificare per esempio una partizione di sistema, deve considerare un processore in grado di accelerare quell'operazione. Lo stesso si applica agli appassionati di giochi. Tessellation e fisica stressano sia la scheda video sia la CPU, il che significa che i processori multi-core sono più rilevanti che mai, persino per gli utenti mainstream.

È difficile generalizzare sui risultati che abbiamo visto, date le differenze rilevate tra i vari carichi di lavoro. E nuovamente non vogliamo dire che se un core Clarkdale o Lynnfield è più veloce di uno Phenom II, significa che i processori Core i5 o i7 siano più veloci di un chip AMD a un determinato prezzo. Dopotutto, AMD mitiga queste debolezze aggiungendo più core rispetto alle CPU Intel.

Anche se Intel è al top in molti test, il risultato è positivo anche per AMD. I processori Intel sono generalmente più veloci dei chip AMD in termini di prestazioni per clock e per core. Rispondere a quelle prestazioni mancanti aggiungendo più core fisici pone AMD nella fortunata posizione in cui i suoi Phenom II a quattro o sei core offrono ancora ampie prestazioni con le applicazioni single-threaded, e decollano con operazioni più parallele. Completate da un prezzo aggressivo, queste CPU hanno un buon valore per l'appassionato.

In ogni caso per AMD è giunto il tempo di miglioramenti significativi ed evidenti nella sua prossima piattaforma desktop, se spera di continuare a competere con Intel. Il die shrink a 22 nm Ivy Bridge è in arrivo, e sicuramente offrirà frequenze superiori. I risparmi energetici saranno probabilmente un segno distintivo della mossa evolutiva, così come un ulteriore aumento delle prestazioni grafiche.

A questo punto, siamo amareggianti nel dover dire che i core AMD, singolarmente, battono solo il vecchio Pentium 4 di Intel o forse anche un Core 2 del 2006/2007. Non hanno alcuna possibilità contro qualsiasi altra cosa, da Nehalem a oggi. Ancora una volta, questo si riferisce alle prestazioni per clock per core e non ai prodotti multi-core che possiamo acquistare. AMD deve tornare in gioco, non solo inserendo nei suoi processori tanti core, ma anche migliorando notevolmente le prestazioni per clock.

In conclusione, la concorrenza ha spinto Intel a progettare l'architettura Core prima, e poi quella Nehalem. E chiaramente sta ancora stimolando i miglioramenti nei processori; quindi non vediamo l'ora di toccare con mano il lavoro svolto da AMD, quando Zambezi sarà nei nostri laboratori.

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Commenti

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1/7 avanti    
gigiobis 12/09/2011 08:44
 
+12 
insomma, dopotutto, anche se vecchi di generazione, gli amd risultano ancor ai best-buy per molti grazie al rapporto prezzo prestazioni.

Peccato che molti si siano stufati di aspettare i BD.
Xeus32 12/09/2011 08:45
 
+3 
Ma chi scrive degli articoli così poco chiari!
Alla fine i test hanno misurato IPC dei vari processori!
Questo è un parametro che va contato come il TPI e non incide sulle reali prestazioni del core.
Mi spiego meglio:
Quando si sviluppa un'architettura si può puntare ad avere un ipc alto o basso; se si usa un ipc basso l'elettronica sarà "più semplice" e si potrà avere una frequenza di clock più alta. Viceversa se si ha un ipc alto si sarà farà fatica (a parità di processo produttivo) a raggiungere frequenze alte.
Se volete farvi un'idea prendete dell'importanza dell'ipc prendete una GPU dove per stessa natura hanno un IPC molto alto e come sapete bene i core non superano il 1.5Ghz.
IMHO la corsa hai core è morta (ho un quad da 4 anni e non ne vedo alcun limite) in quanto il passaggio da 4 a 6 core non cambia nulla se non in alcuni scenari particolari.
La corsa al GHZ è morta con il P4, l'unica cosa che è rimasta è la miniaturizzazione.
Con i 22nm probabilmente si sposterà il limite fisico dei 3.8ghz del p4 a qualcosina più in su per tale motivo IMHO non vedo sbagliato perdere un po' di IPC per avere qualche Ghz in più; in quanto tutte le cpu nuove hanno il turbo e la regolazione della frequenza dinamica per cui una variazione di frequenza sarebbe molto ben gradita.
peppo82 12/09/2011 08:50
 
-11 
Mah, gli x6 Amd una volta erano ben più competitivi di come appaiono ora...
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killeragosta 12/09/2011 08:54
 
+2 
Io l'ho trovato un articolo interessante, mi è piaicuta molto come comparativa!
baobab 12/09/2011 09:11
 
+6 
Mi sà che mi tengo il vecchio core 2 duo occato a 3.6 ancora per qualche anno, le architetture non sono progredite tanto come credevo.
alfa 33 12/09/2011 09:15
 
-1 

 Originariamente inviata da Xeus32

Ma chi scrive degli articoli così poco chiari!
Alla fine i test hanno misurato IPC dei vari processori!
Questo è un parametro che va contato come il TPI e non incide sulle reali prestazioni del core.
Mi spiego meglio:
Quando si sviluppa un'architettura si può puntare ad avere un ipc alto o basso; se si usa un ipc basso l'elettronica sarà "più semplice" e si potrà avere una frequenza di clock più alta. Viceversa se si ha un ipc alto si sarà farà fatica (a parità di processo produttivo) a raggiungere frequenze alte.
.



Discorso che funzionava fino a 6-7 anni fa, in quanto oggi il limite alla frequenza massima è sostanzialmente termico e quindi svincolato dalla complessità dell'architettura.
Se ne sono accorti alla intel con l'architettura netburst (P4) che aveva un basso IPC (vedi grafico sopra) perchè nei piani dell'azienda avrebbe dovuto arrivare a 10 ghz di frequenza operativa, peccato che già a 3 diventavano buoni per cuocere le uova.
Quindi oggi la sfida è sull'IPC.
ALT-F4 12/09/2011 09:23
 
+1 
Veramente un articolo splendido, complimenti!
Bisognerebbe rifarlo periodicamente per vedere quanto migliorano realmente le architetture
Jester_vr 12/09/2011 09:37
 
-23 

 Originariamente inviata da gigiobis

insomma, dopotutto, anche se vecchi di generazione, gli amd risultano ancor ai best-buy per molti grazie al rapporto prezzo prestazioni.

Peccato che molti si siano stufati di aspettare i BD.



Scusa ma te che articolo hai letto?
In quello che ho letto io amd è stata sotto (e di molto) in ogni bench...
Solo il vecchio P4 e ogni tanto il core 2 non si sono rivelati conpetitivi con (i modelli di punta) amd...

Non sono un fanboy e non mi frega niente, ma parlandoci chiaramente, i sandy non costano poi coi tanto e distruggono qualsiasi controparte amd... Sti BD usciranno un anno dopo e (forse) dovrebbero riuscire a tenergli testa... Si ma quanto costeranno? 300$? beh allora resto a intel :|
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StigHelmer 12/09/2011 09:55
 
credo che terrò il mio i7 920 ancora per mooolto tempo
demon77 12/09/2011 09:57
 
+8 
Diciamo che nell'articolo si analizza la "potenza pura" del core delle soluzione AMD e INTEL.

Nente di nuovo sotto il sole visto che sono bench stranoti da secoli.
Diciamo che questo articolo guadagnerà enorme interesse quando tra i bench potremo leggere le scritte "BULLDOZER"
1/7 avanti    
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  Azienda: Intel
  Categoria: Processori
  Tag: Pentium, Intel Core i3 - i5 - i7, AMD Phenom