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Comparativa dischi SAS da 2,5", Seagate contro Hitachi

08:00 - 4 novembre 2011 di Achim Roos

Attualmente i dischi enterprise da 2,5" stanno dando del filo da torcere ai rivali da 3,5". Sono più veloci, più flessibili e ora offrono capacità simili (al momento si parla di 1 TB). In questo articolo analizziamo tre soluzioni di Hitachi e Seagate, chi vincerà la battaglia dell'altà densità?

Introduzione

Gli SSD stanno lentamente ma inesorabilmente mandando in pensione i vecchi hard disk magnetici, almeno nelle situazioni in cui le prestazioni sono l'aspetto più rilevante, se non l'unico.

Nel caso dei prodotti consumer usare un SSD invece di un hard disk è certamente l'idea migliore, soprattutto per un desktop – dove c'è senz'altro posto per aggiungere un disco magnetico di grandi dimensioni per l'archiviazione. Anche per i notebook è l'opzione migliore, sempre che siate disposti a tenere la vostra collezione d'immagini, video e musica su un disco esterno.

In ambito enterprise invece le cose non sono così ovvie, ed è utile uno sguardo più ravvicinato.

SSD al fresco?

Come ormai sappiamo fin troppo bene, gli SSD offrono prestazioni di I/O significativamente maggiori; per un uso professionale però bisogna prendere in considerazione anche altri aspetti, come l'affidabilità nel tempo e le certificazioni.

In contrasto con gli hard disk, l'affidabilità degli SSD è stata testata meno e quindi chi prende le decisioni negli ambienti IT ci ha pensato a lungo prima di integrarli in sistemi mission critical, cioè macchine il cui buon funzionamento influisce direttamente sui fatturati.

Inoltre la maggior parte degli SSD usa la connessione SATA; solo una manciata di modelli supporta l'interfaccia SAS di classe enterprise (con le due porte) che assicura una protezione ottimale contro i problemi di HBA (Host Bus Adapter). In effetti OCZ è l'unica azienda che offre questa tecnologia con la famiglia di prodotti Talos.

Considerati questi aspetti, i dischi che testiamo oggi hanno ancora parecchi punti a loro favore. L'Ultrastar C10K600 di Hitachi, il Constellation.2 di Seagate e il Savvio 10K.5 di Seagate infatti sono tutti compatibili con le porte SAS 6 Gb/s e alcuni modelli hanno persino il supporto Fibre Channel. Seagate offre anche la crittografia automatica del disco con cifratura AES 256 bit, indicata per gli ambienti dove la sicurezza dei dati è prioritaria.

Questi dischi sono ammirevoli anche in termini di affidabilità: Hitachi e Seagate stimano un MTBF (mean time between failures) di circa 2 milioni di ore per i loro C10K600 e Savvio 10K.5; un valore elevato persino nel segmento enterprise.

Le buone cose si presentano in piccolo

Abbiamo chiesto ai produttori di dischi enterprise di dirci perché le soluzioni da 2,5" sono una buona scelta nel segmento server e ci hanno dato tre buone ragioni. La più ovvia ha a che fare con il consumo dell'infrastruttura IT. In contrasto con gli hard disk da 3,5" i piccoli dischi usano meno energia e di conseguenza non diventano così caldi, perciò richiedono un raffreddamento inferiore.

Le dimensioni ridotte poi richiedono meno spazio nel server e perciò contribuiscono a migliorare la scalabilità. Il terzo argomento riguarda la capacità dei dischi da 2,5" che hanno raggiunto le loro controparti da 3,5" con velocità di 10.000 e 15.000 RPM. Questo è dimostrato dal Savvio 10K.5 e dal Constellation.2, che offrono una capacità di archiviazione rispettivamente di 1000 GB e 900 GB. I nostri test mostrano che i dischi da 2,5" sono uguali a molte soluzioni da 3,5" quando si tratta di prestazioni.

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Commenti

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Actarus_77 04/11/2011 09:17
 
Vorrei sapere in campo professionale se gli ssd si possono utilizzare.
Perchè queste bestie SAS costicchiano e in più si deve tenere presente il controller che non costa poco...
Anche il più scaruso degli ssd offre prestazioni non paragonabili ai SAS se non ho capito male.
Dav1de 04/11/2011 09:37
 
-1 

 Originariamente inviata da Articolo

In contrasto con gli hard disk, l'affidabilità degli SSD è stata testata meno e quindi chi prende le decisioni negli ambienti IT ci ha pensato a lungo prima di integrarli in sistemi mission critical, cioè macchine il cui buon funzionamento influisce direttamente sui fatturati.


Così come ci hanno pensato a lungo quelli dell'IT delle sup-Poste italiane con i due black out di seguito?
Blissett 04/11/2011 09:51
 
-1 
se si facesse un rapporto Costo, volume, prestansioni e consumi il costellation 2 vincerebbe a man bassa...

Cmq le prestazioni IO di questi dischi sono imbarazzanti, un cliente ha chiesto alla nostra azienda un' applicazione che riesca a gestire 3-4000 operazioni al secondo sulla loro infrastruttura SQL Cluster (di 2 anni fa)... io penso che ci toccherà un po forzarli a fare dei test di I/O prima... Che programma usate voi per il test dei DB??
LiloLilo 04/11/2011 10:31
 

 Originariamente inviata da Blissett

se si facesse un rapporto Costo, volume, prestansioni e consumi il costellation 2 vincerebbe a man bassa...

Cmq le prestazioni IO di questi dischi sono imbarazzanti, un cliente ha chiesto alla nostra azienda un' applicazione che riesca a gestire 3-4000 operazioni al secondo sulla loro infrastruttura SQL Cluster (di 2 anni fa)... io penso che ci toccherà un po forzarli a fare dei test di I/O prima... Che programma usate voi per il test dei DB?



Per testare l'i/o puoi usare l'utility sqlio di Microsoft
ma è diverso da testare il numero di operazioni SQL, dipende anche dal tipo di operazioni naturalmente, io userei uno script e misurerei il tempo di esecuzione per esempio, dopodichè si potrebbe anche verificare se il database in oggetto necessita di qualche ottimizzazione, indici ecc..
Leopardo 06/11/2011 16:45
 
Questi dischi sono ammirevoli anche in termini di affidabilità: Hitachi e Seagate stimano un MTBF (mean time between failures) di circa 2 milioni di ore per i loro C10K600 e Savvio 10K.5; un valore elevato persino nel segmento enterprise.

Scusate la mia ignoranza... 2.000.000 : 24 : 365 mi dovrebbe dare quanti anni possono durare questi dischi...ed a me viene fuori 22 e rotti anni...
Alla faccia del bicarbonato di sodio :O
said1 08/11/2011 10:39
 

 Originariamente inviata da Leopardo

Scusate la mia ignoranza... 2.000.000 : 24 : 365 mi dovrebbe dare quanti anni possono durare questi dischi...ed a me viene fuori 22 e rotti anni...
Alla faccia del bicarbonato di sodio :O



Infatti non è così: altrimenti avrebbero dovuto cominciare i test 20 anni fa
Quel dato di MTBF è un valore statistico fatto su un campione di n hdd fatti funzionare per m ore (per esempio su 2000 hdd funzionanti per 1000 ore se ne è guastato solamente uno): se dopo qualche mese si guastassero tutti l'MTBF rimarrebbe uguale (in realtà si dovrebbe tener conto anche del "operating time of interest" e dei guasti per usura a medio e lungo termine).
E' anche vero che se un hdd non si rompe nelle prime settimane di vita è molto probabile che duri per svariati anni.
   
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  Azienda: Hitachi
  Categoria: Hard Disk e SSD
  Tag: Hard disk da 2,5"