Articoli e news    Prezzi

Contro i veri hacker non c'è firewall che tenga

17:00 - 1 febbraio 2010 di Alan Dang

Intervista esclusiva a Joanna Rutkowska, massima esperta di sicurezza informatica.

Introduzione

Abbiamo avuto il piacere di parlare con Joanna Rutkowska, una protagonista indiscussa nel settore della sicurezza digitale, fondatrice e amministratrice di Invisible Things Lab (ITL), una società di consulenza e di ricerca di alto profilo.

TH: Grazie per aver trovato un po' di tempo per parlare con noi, Joanna. Cominciamo dagli elementi fondamentali: sei riuscita a costruirti un ruolo importante nel mondo della sicurezza, grazie alla tua esperienza sugli attacchi invisibili, come i rootkit, e più recentemente scoprendo delle vulnerabilità su macchine virtuali e a livello hardware. Prima di entrare in questi dettagli, ci racconti qualcosa di più su di te?

Joanna: Sono una ricercatrice che si occupa di sicurezza a livello di sistema, come nel kernel, nell'hypervisor, nel chipset, e così via. Ricercatrice, non cacciatrice di bug o tester. Sono più interessata ai problemi fondamentali piuttosto che a bug specifici che creano problemi a software specifici. Per esempio, può il sistema operativo offrire una qualche sicurezza, anche se un'applicazione, come per esempio Adobe Reader o IE, è  compromessa? Io credo nella "sicurezza tramite isolamento".

Ho pensato anche agli affari, e fondato Invisible Things Lab (ITL), una società di ricerca e consulenza. Sono molto orgogliosa della squadra che sono riuscita a creare in azienza, che include Alexander Tereshkin e Rafal Wojtczuk, due dei migliori ricercatori nel campo della sicurezza dei sistemi. Recentemente mi sono sempre più allontanata dal ruolo di "debugger", per avvicinarmi ad uno di più alto profilo, necessario per gestire il lavoro della squadra. Mi piace, in effetti, fare il dirigente.

TH: Essere il capo è una buona cosa, ma come hai cominciato a occuparti di ricerca?

Joanna: È passato così tanto tempo che nemmeno me lo ricordo!

TH: Proviamo con una domanda più facile. Qual era il tuo primo computer, e qual è il tuo primo ricordo sul tema della programmazione.

Joanna: Era un PC/AT 286, con l'incredibile velocità di 16 MHz, se ricordo bene, e aveva anche 2 MB di RAM (ma credo che fosse dopo un aggiornamento della scheda madre). Avevo undici anni quando ho cominciato a giocarci, e quasi immediatamente sono partita con GW-BASIC, e dopo un anno o giù di lì sono passata al Borland Turbo Basic, che era davvero fantastico, con una bellissima interfaccia grafica e la possibilità di creare davvero degli eseguibili.

TH: Com'è la settimana tipo nei vostri uffici?

Joanna: Siamo orgogliosi di essere un'azienda moderna, e non abbiamo uffici fisici. Ognuno lavora da casa sua, e ci scambiamo i materiali con mail protette da crittografia. Non esiste niente di simile ad un orario predefinito, tipo 09.00-05.00. Il nostro lavoro richiede molta creatività, e sarebbe stupido forzare qualcuno ad un orario.

Per me, personalmente, è particolarmente importante fare un pisolino al pomeriggio. Non sono efficiente se non ho dormito a sufficienza. Non ho mai lavorato in un ufficio. 

Condividi:   
 
  Consigli per gli acquisti:

Commenti

Aggiungi un tuo commento
1/11 avanti    
Fall4 01/02/2010 17:15
 
complimenti per l' articolo.
Grazie Alan Dang di averlo pubblicato, è stato un piacere leggerlo!
Xfire 01/02/2010 17:26
 
Questa donna esiste davvero???
Ma capitano tutte a me quelle che al di fuori di MSN non concepiscono nulla del PC? .

Articolo molto interessante, anche dal lato tecnico.
Tresh 01/02/2010 17:30
 
Cavolo però, sta praticamente dicendo che non c'è speranza per la sicurezza....
Lei utilizza 3 vm con sopra 3 browser settati in maniera diversa solo per navigare. Io con firefox su windows 7 ci faccio praticamente tutto e uso il firewall integrato + avira.
Praticamente un bunker (lei) contro la casetta di marzapane di H&G (io).....e ora mi ha fatto venire anche i complessi.....sigh
franky_gtx 01/02/2010 17:39
 
io uso Mac ..
EpoX 01/02/2010 17:39
 
+1 
Passi dire che tra Win, MAc e Linux non ci sono sostanziali differenze in termini di sicurezza, ma portare all'estremo il ragionamento e dire "avere un antivirus non serve a niente, anzi qualche volta lui stesso ha delle falle di sicurezza" mi pare un po' esagerato e spocchioso...

Ringraziando il cielo noi comuni mortali non dobbiamo fronteggiare malintenzionati supercervelloni all'avanguardia e belli-belli-belli-in-modo-assurdo come lei, forse per questo a noi l'antivirus+firewall serve e funziona...

P.S.
Se su un computer consiglia "uno Xen personalizzato, che userebbe cose come la VT-d per la disagreggazione Dom0, TPM e TXT per l'avvio sicuro, e isolamento di alto livello tramite partizioni personalizzate DomU. Ogni DomU, poi, avrebbe una versione rinforzata di Linux", non oso immaginare che tipo di antifurto abbia messo sulla sua auto...
morph_v2 01/02/2010 17:45
 
il computer dove tengo i dati sensibili è fisicamente scollegato dalla rete... e ancora non mi sento sicuro, le chiavi della sala server sono in mano a due persone!
miko88 01/02/2010 17:46
 
Allora, secondo lei, tutte le aziende che producono antivirus dovrebbero darsi all'agricoltura? Non capisco...
morph_v2 01/02/2010 17:48
 
un esempio che ricordo.. http://www.azpoint.net/software/software/7003/Norton-Antivirus-Bug-nella-funzione-Live-Update.asp
Theprov 01/02/2010 18:02
 
Si vabbè...secondo questa io me dovrei mette a fa partire tante macchine virtuali quanti programmi uso...ma sta fori come un balcone...volete la sicurezza assoluta? C'è solo un modo, rivedetevi Mission Impossible, vedrete che troverete un ispirazione....
Sbabba 01/02/2010 18:06
 
"Uso queste impostazioni da un po' di tempo, e devo dire che mi ci trovo piuttosto bene. La mia compagna, che non ha nulla a che vedere con la tecnologia, usa impostazioni simili sul suo Mac, e ci si trova bene."

La mia compagna... avete scritto male voi o ho letto bene io ?
1/11 avanti    
Accedi o  registrati.
Nome utente:
Password:
Segnala TomsHW

Correlazioni

  Categoria: Sicurezza
  Tag: Sicurezza E Networking