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De Benedetti è per l'informazione a pagamento, noi no!

15:16 - 26 gennaio 2010 di Dario D'Elia

Web e carta, semplicemente lontani

Stipendi, tempistiche di consegna, potenzialità di introito, dimensioni delle strutture e tanti altri elementi che condizionano l'attività di una redazione online non possono essere lontanamente paragonate a quello che succede in via Cristoforo Colombo 90 a Roma - sede de La Repubblica. Le firme di prestigio delle grandi testate godono di privilegi e trattamenti economici che i comuni freelance e redattori online si scordano. Questo non vuol dire che l'elite professionale non meriti un trattamento adeguato, ma semplicemente che al passo con i tempi questo non può essere fatto scontare all'intera categoria.

Noi di Tom's Hardware, come tantissimi altri siti Internet che fanno informazione, cerchiamo di impegnarci al massimo nel gestire i proventi generati dalla raccolta pubblicitaria per fornire un servizio gratuito e di qualità. Non siamo una bestia rara, ma semplicemente il frutto di un libero mercato dove la competizione è motore del tutto. Abbiamo dovuto partire da zero, scoprire un nuovo mercato, imparare a convivere con il cambiamento, e riscrivere le regole che governano il rapporto con il lettore. L'essere professionisti del web ti obbliga all'umiltà, e forse ti regala anche la capacità di individuare la giusta misura tra i diritti e i doveri nei confronti degli utenti.

Se per rendere sostenibili le attività online dei quotidiani cartacei bisogna tassare provider e Google, non è forse come chiedere l'ennesimo sovvenzionamento? Questa volta ai cittadini della Rete?

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Commenti

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1/4 avanti    
Geralt_di_Rivia 26/01/2010 15:36
 
qualcuno deve avere spiegato a questi parrucconi che internet è vacca da mungere.. siamo fregati..
Tsaeb 26/01/2010 15:38
 

 Originariamente inviata da Geralt_di_Rivia

qualcuno deve avere spiegato a questi parrucconi che internet è vacca da mungere.. siamo fregati..



Forse i parrucconi non hanno capito che se a Google girano le scatole li leva dai suoi motori di ricerca e fanno la fame pure su internet! In questo mercato si fanno soldi generando interesse e traffico sul proprio portale, se pretendono di chiedere il "pizzo" a Big G forse è meglio che vadano in pensione e lascino il posto a qualcuno più giovane.
Masamune 26/01/2010 15:46
 
ma sta gente già ne prende parecchio di danaro a buffo. che altro vogliono?
se dovessimo giudicarli per la loro professionalità starebbero tutti a chiedere l'elemosina ai semafori.
per 4 notizie imprecise e spesso faziose e servili vorrebbero pure un obolo? ma va!
Black_Prime 26/01/2010 15:49
 
Ma Tom's Hardware IT riesce a stare a galla con la sola pubblicità sul sito? Solo per capire su che ordine di grandezza siamo..
Red.87 26/01/2010 15:49
 
Grande tom's... la Repubblica deve puntare più sulla qualita, se spera di guadagnare su Internet quello che ha perso in lettori cartacei (meno 100.000 lettori, leggi -17,3 %)!

Viva l'informazione libera e indipendente! Non per forza gratuita: l'alta qualità si paga. Ma un quotidiano on line della qualità di repubblica, con colonne di gossip e foto da sito di curiosità, non vale nemmeno 10 cent al giorno!
Francomoh 26/01/2010 15:49
 
Prima "l'equo compenso" ora questa boiata di tassare i provider.
Che altro dopo?

Con tutte questi vecchi, nuovi e futuri balzelli, per logica, dovremmo avere servizi eccellenti: dovremmo avere la FIAT in attivo, i treni che spaccano il secondo e copertura minima dell'ADSL a 20mb.

Peccato che sto solo fantasticando
DarkRadeon 26/01/2010 15:49
 
1) Togliere tutti i finanziamenti ai giornali
2) Chi vuole aprire un quotidiano a pagamento anche online è liberissimo di farlo, anzi ne esistono di già di siti che vendono il quotidiano in formato ebook con abbonamento, anche in Italia.
3) Qualora tu pubblichi una notizia in una pagina pubblica NON puoi assolutamente chiedere il pizzo a chi ti cita.
4) Se vuoi il tuo materiale prodotto non venga citato da altre pagine allora metti quel materiale sotto pagina con accesso tramite abbonamento, come molti già fanno.
grng 26/01/2010 15:52
 
Già marciano con i contributi dell'editoria (roba che permette la sopravvivenza a tantissimi giornali/riviste che nessuno compra, ma riescono a vivere sulle spalle dello stato), ora pure il "pizzo".
Capisco il problema del mantenimento di una struttura costosa come una redazione, ma se ognuno vuole tenersi un'agenzia interna sono problemi loro
Mach6 26/01/2010 15:54
 
QUTO IN PIENO il signor Masamune ....volevo dire la medesima cosa.....

Viviamo in un paese dove la regola "chi + ne ha più ne guadagna" è constantemente applicata per evitare che ogni forma di innovazione e di pensiero possa scalzare qualsivoglia "PARRUCCONE" dalla sua sedia.
max8472 26/01/2010 15:56
 
Se Google ha voltato le spalle a 334 milioni di naviganti cinesi, non vedo quale sia il problema a chiudere le porte in un paese che, al pari della Cina, è una dittatura non dichiarata, il che a pensarci ci rende peggiori, dove i giornali non fanno altro che servire il regime visto che da esso dipendono, e vorrebbero tassare una società per azioni straniera per i loro ridicoli servizi? Risparmiassero la vita a qualche albero, e si mettessero seriamente in gioco online, rinunciando volontariamente alle sovvenzioni statali, dimostrino di avere le p***e di giocarsela alla pari con gli altri, e POI solo allora (forse) il discorso potrebbe essere intavolato.

Ma il vero problema è questo Paese dove la FIAT chiede continuamente sovvenzioni statali e gli azionisti intascano i dividendi...
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  Categoria: Finanza e Mercati