
E' bene ripetere che vi sono degli elementi ben individuati dalla dottrina perché uno scritto possa realizzare le fattispecie di diffamazione. Come detto non basta una querela perché avvenga la condanna, potendo anche essere mossa in modo intimidatorio e infondato.
Allo stesso modo, non è neppure possibile aver paura di esercitare il proprio dissenso con la critica, che è lecita anche se pungente e spietata se effettuata nei modi consentiti dall'ordinamento.
La fattispecie è complessa perché comprensiva di una serie di elementi da analizzare sul caso specifico, in quel determinato contesto e periodo storico.
Non basta una querela perchè avvenga la condanna
In alcuni casi la Cassazione ha ritenuto che non vi fossero gli estremi della diffamazione anche in casi limite di critica "di parte" prendendo atto che il giudizio di un articolo, che per definizione sostanzia la critica, non può essere rigorosamente obiettivo ed imparziale, in quanto "è ineludibile espressione del retroterra culturale e formativo di chi lo formula e - nel caso della critica politica - anche delle sue opzioni ideologiche" (sentenza n. 6419 del 16 novembre 2004).
Infatti l'art. 595 del codice penale va applicato considerando "scriminanti" abbastanza chiare per determinate situazioni che variano secondo l'argomento trattato, come ad esempio provocazioni subite, critiche di natura politica o compiute verso i personaggi pubblici, che in quanto persone notorie, sono fortemente meno tutelate da tale articolo (anche se spesso sono coloro che inspiegabilmente e più di tutti invocano la tutela giudiziale).
In generale, possiamo essere certi di rimanere al di fuori dell'ambito della diffamazione, anche qualora da una critica ne derivi una lesione all'eventuale prestigio altrui, a condizione che si tratti di un argomento di pubblico interesse (c.d. pertinenza), che siano rispettati i limiti dell'obiettività e della correttezza della forma espressiva (c.d. continenza) e che l'informazione sia vera e circoscritta al caso concreto, utilizzando sempre il buon senso nel raccontare il fatto.
Il problema degli utenti è la leggerezza con cui talvolta portano critiche poco costruttive, come spesso paragonare negozianti a "truffatori" semplicemente perché più cari di altri.
Bisogna prestare attenzione a chiamare un negoziante "truffatore" - Clicca per ingrandire
Se quindi, in alcuni casi si è stati vittime della "censura" preventiva dell'amministratore su determinati frasi sconvenienti, prima di ogni giusta lamentela è bene essere certi di aver letto e compreso le condizioni di servizio offerto dal forum su cui si scrive e il significato letterale degli aggettivi riportati (nel caso appena riportato il "truffatore" è colui che esegue la truffa con artifizi e raggiri previsti dall'art. 640 c.p. e non chi propone al pubblico in un libero mercato prezzi al di sopra della concorrenza). Infatti la diffamazione a mezzo internet potrebbe comportare anche una serie di aggravanti proprio perché rivolta a un numero indeterminato di persone e per questo (a prescindere dalla natura editoriale del giornale/blog/forum ove risiede), gravosa in termini economici.
Se i consumatori facessero valere i propri diritti con gli strumenti di cui abbiamo parlato relativamente alla "messa in mora" e "diffida ad adempiere" muovendo critiche anche severe sui disservizi subiti ma senza riportare frasi ingiuriose, otterrebbero molto di più senza passare dalla parte del torto.
Per coloro che volessero approfondire l'argomento, una versione più lunga e con un maggior numero di riferimenti normativi e giurisprudenziali è consultabile qui sulla rivista telematica dirittodellinformatica.it.
Il Dott. Giuseppe Croari è consulente e fondatore Studio Legale Associato Fioriglio-Croari. Ha svolto attività accademica e attualmente si occupa del settore stragiudiziale connesso alle problematiche di diritto dell’informatica e delle nuove tecnologie.
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Originariamente inviata da Lechter
se io avessi un negozio che riceve critiche pesanti, sarei pesante non col criticante ma con chi la critica l'ha scatenata. Dovremmo fare come in Scozia, dove si può gridate "str***o" a un qualsiasi rappresentante pubblico senza incorrere in sanzioni. Sta cosa della diffamazione è assurda, un pò come le schiere di mamme che si lamentano se il proprio povero figliolo ciccione è preso di mira dai compagni: anzichè lamentarsi dalla professoressa in modalità lagna = ON, sarebbe meglio dare qualche merendina in meno al figlio e gettarlo in una qualche squadra di sport qualsiasi. E' anche per queste tutele che nascono generazioni di pappemolli atomici, una volta finiva con una s***ttata ora c'è la mamma che protegge i virgulti. MAH!
Originariamente inviata da Lechter
E' anche per queste tutele che nascono generazioni di pappemolli atomici, una volta finiva con una s***ttata ora c'è la mamma che protegge i virgulti. MAH!
Originariamente inviata da Roberto Buonanno
Io preferisco un paese regolato da leggi che permettono anche a una persona che non ha i mezzi per difendersi dalla prevaricazione fisica, economica o sociale, di difendere i propri diritti.
Originariamente inviata da enri09
Tempo fa avevo scritto qui sul forum di un e-shop che mi aveva fornito un prodotto simile ma sostanzialmente inferiore a quello ordinato (e pagato in anticipo), oltretutto spedito con alcune settimane di ritardo e con estrema scortesia e lentezza nelle risposte alle mail.
Bene il negozio mi ha formalmente diffidato richiedendomi di cancellare il post e minacciando azioni legali.
Io per quieto vivere ho cancellato tutto.
Leggendo l'articolo però mi sembra di avere capito che avevo tutto il diritto di sconsigliare agli utenti del forum quel negozio....
Originariamente inviata da Roberto Buonanno
Leggi bene. Avevi il diritto a descrivere con cura, con parole civili e fornendo prove il tuo caso specifico. Ma non di sconsigliare gli acquisti, quella è una conclusione che gli altri devono trarre da sé.
Originariamente inviata da Roberto Buonanno
Leggi bene. Avevi il diritto a descrivere con cura, con parole civili e fornendo prove il tuo caso specifico. Ma non di sconsigliare gli acquisti, quella è una conclusione che gli altri devono trarre da sé.
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