In coda a questo articolo sulla R3000, vogliamo approfondire il tema della scelta tra Epson Stylus Photo R2000 e Stylus Photo R3000. Le principali differenze tra le due riguardano la palette di colori utilizzati per la stampa e, di conseguenza, il risultato finale su carta; lo sfruttamento delle carte; il bianco/nero e l'uso degli inchiostri nero photo e nero matte. Consideriamo ciascuno di questi aspetti singolarmente.
Entrambe le stampanti utilizzano inchiostri a pigmenti con le tinte standard ciano, magenta, giallo. Quello che cambia sono i colori di contorno con cui vanno a riempire ed espandere il gamut riproducibile. La R2000 utilizza arancio e rosso, la R3000 invece utilizza una diversa formulazione di magenta (che chiama "vivid magenta") e aggiunge le tinte "light" ciano chiaro e vivid magenta chiaro.
La R2000 è pertanto più indirizzata verso immagini brillanti e colori leggermente più strillati, mentre la R3000 con le sue tinte intermedie, che potremmo definirle di riempimento, è più orientata verso toni pacati. Per questo, nelle singole recensioni, abbiamo parlato a proposito della R3000 di equilibrio tra brillantezza e resa degli incarnati. Volendo quindi sintetizzare in un modo non esaustivo ma capace di rendere l'idea, potremmo dire che la R2000 è la stampante per paesaggi, la R3000 per ritratti.
Entrambi i modelli sfruttano inchiostri a pigmenti e si esprimono al meglio su carte matte e fine art. Passando alle carte glossy, solo la R2000 utilizza il cosiddetto Gloss Optimizer, una copertura trasparente e lucida che ricopre l'immagine dando un maggior effetto lucido e prevenendo il cosiddetto bronzing, cioè l'effetto causato dalla diversa riflessione della luce tra substrato lucido e inchiostro a pigmenti. La R3000 sfrutta in generale molto bene anche le carte glossy, ma in presenza di finitura super-lucida, come nel caso della Premioum Glossy, il bronzing può fare capolino. La R2000 è pertanto più adatta per chi intende usare frequentemente carte lucide.
La Stylus Photo R3000 utilizza un mix di tre inchiostri monocromatici (nero photo opure matte + grigio + grigio chiaro) per creare le immagini bianco/nero. Questo assicura neutralità e transizioni più naturali nei mezzitoni e nei passaggi tra alte e basse luci.
Con la R2000, è possibile che immagini bianco/nero virino leggermente verso tonalità indesiderate o comunque impreviste, e che si sia quindi costretti a fare una correzione. Il modo migliore per avere certezza di risultato è dare una precisa direzione all'immagine verso un tono caldo o freddo, attraverso i driver o creando in Photoshop un'immagine duo-tone.
Entrambe le stampanti sono dotate di nero cosiddetto fotografico, photo black o PK, e nero matte, MK. La R2000 tiene entrambe queste tinte in linea, così è possibile passare da una carta lucida a una matte ogni volta che si desidera, senza spreco di tempo né di inchiostro.
La R3000, al contrario, ha un solo canale per entrambi i neri, così a seconda del supporto utilizzato può essere necessario procedere allo svuotamento del canale d'inchiostro e alla sostituzione della cartuccia. L'operazione è automatica, ma richiede tempo (dai 2 minti ai 2 minuti e mezzo) e comporta un certo spreco di inchiostro, pari a 3 ml nel passaggio da nero matte a nero photo e di 1 ml nel caso inverso.
Chiaro quindi che la R2000 è più versatile e adatta a passare di contesto.
La R2000 è più economica, tanto in sede di acquisto quanto in sede di gestione.
| Stylus Photo R2000 | Stylus Photo R3000 | |
|---|---|---|
| Prezzo di listino | € 499 | € 799 |
| Prezzo rilevato online | € 500 | € 700 |
| Stima costo inchiostro A4* | € 0,80 | € 0,98 |
| Stima costo inchiostro A3* | € 1,79 | € 2,19 |
(*) Utilizzando immagine campione Tom's Hardware
Tirando le somme di quanto detto finora, possiamo concludere che la R2000 è maggiormente votata all'utente domestico, non professionale.
Per questo tipo di utente, tipicamente, i costi sono più importanti, la stampa su carta lucida è più frequente - perché è quella che si trova più facilmente in commercio - e le immagini dai colori più accesi sono tipicamente preferite a quelle con colori più naturali e realistici. Quanto al B/N, poi, è obbiettivamente difficile per un non professionista trovare difetti nella stampa della R2000.
Chi stampa di più (al di là dei costi, le cartucce hanno una vita decisamente più lunga, il che rende accettabile piccole produzioni private), prevalentemente su carte matte e fine art, dovrebbe invece rivolgersi alla R3000. Che è anche l'unica tra le due ad assicurare un risultato certo e costante, oltre che tecnicamente perfetto, nella stampa bianconero.
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Commenti dei lettori (10)
*guarda il prezzo
Dimentichi però che i vapori del toner non fanno proprio bene alla salute, io eviterei...
Ci sono stampanti a getto di inchiostro che permetto di risparmiare molto rispetto alle laser e assorbono decisamente meno corrente. Per le stampe a colori meglio affidarsi a professionisti del settore nel 90% dei casi.
che costa il doppio.
Su internet la r3000 viene circa 550€ e se la gioca con la pro 9500 mark II.
La 3880 viene, sempre su internet, quasi 1200€.. O_o
A quel punto preferirei una canon pro-1, che ne costa "solo" 850
Dipende anche molto da quanto stampi. Io a casa stampo pochissimo e con le getto ogni volta era una lotta a cercare di resuscitare gli inchiostri, che ovviamente si erano un po' seccati. Questo portava anche ad una sostituzione relativamente frequente degli inchiostri, che ovviamente aveva un impatto sui costi non trascurabile. Con la laser zero problemi da questo punto di vista.
Se invece stampi a sufficienza, concordo con te.
ma scusami ma non puoi non contare che incluso nel prezzo di una 3880 ci sono cartucce da 80ml, ovvero 400 euro in più di solo inchiostro (rapportato al prezzo per ml per le cartucce della r3000).
Quindi realisticamente parlando, la differenza tra una 3880 e una r3000 è di 200 euro. Chiaro se si stampa pochissime foto e/o si continua a trascurare i costi di gestione...forse la 3880 non è più appetibile della r3000
detto tra noi, la recensione è alquanto scarna. Non c'è una e dico una prova strumentale.