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Fotografare la natura, consigli per esperti e amatori

14:00 - 27 settembre 2010 di William Van Winkle

Per scattare delle belle foto non serve una costosa macchina fotografica reflex. In questo articolo vi diamo alcuni consigli, utili sia agli amatori che ai professionisti, per scattare delle belle foto della natura.

Introduzione

Ormai al mondo ci sono milioni di macchine fotografiche digitali o, per dirlo con un termine più moderno, fotocamere. Che si tratti di compatte o reflex, ce n'è almeno una in ogni casa, per non parlare di quelle integrate nei telefoni cellulari. Tutti noi o quasi abbiamo quindi l'occasione di scattare fotografie negli ambienti più disparati.

L'avvento del digitale è un ulteriore invito a improvvisarsi fotografi. Se la foto viene male basta cancellarla, e nessuno ci piangerà sopra. In passato invece, per vedere un'anteprima bisogna stampare i "provini". Una spesa aggiuntiva sufficiente a tenere lontano gran parte degli amatori.

Eppure la maggior parte di noi sa poco su come si scatta una buona fotografia. Vale soprattutto per chi usa le compatte, ma anche tra chi ha una reflex – complici i prezzi in calo – spesso si trova perso senza la modalità automatica. Le macchine moderne aiutano molto anche i meno esperti, e non è difficile ottenere buoni scatti anche se si è completamente a digiuno di tecniche fotografiche.

Le modalità automatiche però non fanno miracoli: grazie al software la fotocamera cerca di trovare le impostazioni migliori per ogni foto. In gran parte dei casi il risultato è valido, a volte eccellente. Ma se la luce o altri elementi non sono perfetti, l'immagine risultante sarà scadente.

Molti si accontentano, ed è un peccato. Durante un viaggio molti di noi si trovano davanti a paesaggi mozzafiato, opere d'arte che non vedranno mai più, eventi irrepetibili. Il ricordo di questi momenti non può essere un'immagine sfocata, sovraesposta o con altri difetti. E si finisce per mangiarsi le mani: "perché non ho fatto quel corso di fotografia l'inverno scorso, quando ho preso la macchina fotografica?". Avrete quasi certamente centinaia o migliaia di fotografie nei vostri hard disk o CD. Quante di queste potevano essere migliori?

Tra i tanti tipi d'immagine che si possono scattare, i paesaggi sono molto comuni. La natura si offre ai nostri obiettivi, ma non è sempre facile immortalarne la bellezza. Immaginate che Canon v'inviti a una visita di tre giorni al parco nazionale dello Yosemite, e vi offra la possibilità di usare apparecchiature fotografiche con un valore di circa 13.000 euro, una buona scorta di schede di memoria professionali Lexmark e la guida di un fotografo professionista. È l'incredibile offerta che quest'azienda propone in cinque parchi nazionali negli Stati Uniti. In Italia ci sono stati eventi simili, dedicati però solo ai professionisti (programma CPS), ma non c'è ancora una routine. Speriamo che diventi presto un'abitudine estesa anche ai semplici appassionati.

Abbiamo raccolto in quest'articolo alcuni dei preziosi insegnamenti che ci ha dato il fotografo presente al parco, Lewis Kemper. Per scattare una bella foto non basta trovare il giusto tempo d'esposizione e la migliore apertura del diaframma. Questi aspetti sono fondamentali, ma nelle prossime pagine ci occuperemo di argomenti diversi, e cioè di come "vedere" gli elementi che contribuiscono a creare una grande fotografia. Sono principi relativamente semplici, che si possono seguire anche con una compatta. Speriamo che vi possano servire per creare immagini eccezionali la prossima volta che farete un viaggio immersi nella natura.

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Commenti

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1/4 avanti    
Xfire 27/09/2010 14:21
 
+1 
Bellissimo articolo, subito messo tra i segnalibri!
LeChuck 27/09/2010 14:26
 

 Originariamente inviata da Xfire

Bellissimo articolo, subito messo tra i segnalibri!



Quoto, ottima guida!
AlexCasa 27/09/2010 15:18
 
+1 
Non mi è chiarissimo come si possano "accentuare i toni rossi" chiudendo il diaframma da 10 a 14, o in anni e anni non ho mai imparato una cosa fondamentale come questa, o c'è una traduzione imprecisa...boh...
Tresh 27/09/2010 15:53
 
+2 
Grazie della guida, ci sono ottimi spunti che metterò in pratica presto
Se posso permettermi una lieve critica personale, leggendola mi sembra che sia stata data troppa "tolleranza" al post process. Come se sbagliare una foto non fosse un problema perché "tanto c'è photoshoppe che corregge tutto".
IMHO il fotoritocco dovrebbe servire al limite per correggere quei piccoli difetti difficilmente visibili con il piccolo display della reflex, stravolgere un'immagine come si vede nella lezione 6 (è un esempio, so bene che quella foto è puramente didattica)...bè mi sembra pigrizia.
Quindi ok alla correzione del RAW, ma non dimentichiamoci che la foto nasce dalla macchinetta e non dal PC
tuttodigitale 27/09/2010 16:05
 
"In passato quindi bisognava fare una scelta, impostando la macchina in modo tale da catturare i dettagli nelle zone d'ombra o in quelle più luminose. Solo alcuni grandi geni della fotografia, come Ansel Adams, riuscivano a superare questo limite senza l'aiuto di un computer e del software moderno."

Beh questa frase è un'esagerazione. La differenza tra Ansel Adams e un fotografo della domenica è che il primo sapeva esattamente quello che voleva e sapeva i limiti della sua attrezzatura, il secondo scatta senza pensare e basta.




"L'idea iniziale era di fotografare Jennifer accanto all'albero, ma non funzionava. Per trovare l'immagine giusta spesso bisogna procedere per tentativi."

Il maestro nel "il negativo" metteva al primo posto il concetto della PREVISUALIZZAZIONE. Bisogna in qualche modo conciliare la parte creativa con quella tecnica. Senza conoscere le reazioni dello strumento fotografico non si può certo previsualizzare il risultato.

D'altronde il mirino di una reflex serve a punto per isolare l'immagine. Se questa non rende come proporzioni in foto nono rende neppure nel mirino. CHe bisogno c'è di scattare la foto? Non è più veloce far cambiare la posizione alla modella?

 Originariamente inviata da AlexCasa

Non mi è chiarissimo come si possano "accentuare i toni rossi" chiudendo il diaframma da 10 a 14, o in anni e anni non ho mai imparato una cosa fondamentale come questa, o c'è una traduzione imprecisa...boh...


Si chiama difetto di non reciprocità che come è noto affligge i sensori con tempi più brevi di 1/500 di secondo
La frase non è poi così sballata (guarda le virgole) e può essere letta anche in questo modo "Così ci siamo avvicinati un po' per accentuare i toni rossi, abbiamo impostato f14 (per ripristinare la PDC). Ha funzionato."

Proseguendo nella lettura si legge "Avremmo potuto ritoccare ancora i colori, ma ci siamo limitati al ritaglio per evidenziare gli effetti cromatici di un'esposizione diversa."

Forse sarebbe più giusto dire esaltare, mettere in evidenza piuttosto che usare il verbo accentuare
layup 27/09/2010 16:13
 

 Originariamente inviata da Tresh


Se posso permettermi una lieve critica personale, leggendola mi sembra che sia stata data troppa "tolleranza" al post process. Come se sbagliare una foto non fosse un problema perché "tanto c'è photoshoppe che corregge tutto".
IMHO il fotoritocco dovrebbe servire al limite per correggere quei piccoli difetti difficilmente visibili con il piccolo display della reflex, stravolgere un'immagine come si vede nella lezione 6 (è un esempio, so bene che quella foto è puramente didattica)...bè mi sembra pigrizia.
Quindi ok alla correzione del RAW, ma non dimentichiamoci che la foto nasce dalla macchinetta e non dal PC



Non concordo, il RAW è fatto apposta per permettere tali elaborazioni, non ho mai lavorato in camera oscura ma mi sembra che anche li non ci si risparmiasse con il post processing.
Detto questo, articolo molto piacevole, e ne approfitto per farmi un pò di pubblicità :-P http://layup.multitasking.net/
LeChuck 27/09/2010 16:57
 

 Originariamente inviata da layup

Non concordo, il RAW è fatto apposta per permettere tali elaborazioni, non ho mai lavorato in camera oscura ma mi sembra che anche li non ci si risparmiasse con il post processing.
Detto questo, articolo molto piacevole, e ne approfitto per farmi un pò di pubblicità :-P http://layup.multitasking.net/



Io concordo con Tresh, una foto ben esposta renderà sempre di più di una da cui fai un recupero in camera bianca.
Molghi 27/09/2010 16:59
 
Scusate l'ignoranza... ma per ottenere un'immagine HDR devo per forza agire sul tempo di esposizione oppure posso anche tenere apertura e tempi fissi e muovere l'EV?
LeChuck 27/09/2010 17:02
 

 Originariamente inviata da tuttodigitale

"In passato quindi bisognava fare una scelta, impostando la macchina in modo tale da catturare i dettagli nelle zone d'ombra o in quelle più luminose. Solo alcuni grandi geni della fotografia, come Ansel Adams, riuscivano a superare questo limite senza l'aiuto di un computer e del software moderno."

Beh questa frase è un'esagerazione. La differenza tra Ansel Adams e un fotografo della domenica è che il primo sapeva esattamente quello che voleva e sapeva i limiti della sua attrezzatura, il secondo scatta senza pensare e basta.



Non conosco Ansel Adams, io più che altro avrei obbietto la frase in questione dell'articolo, perché la latitudine di posa delle Negative era moooolto ampia, anche di 3-4 stop se non ricordo male.
Questo significa che potevi avere ombre decentemente leggibili anche in situazione di forte contrasto.
Oggi il vero cruccio della digitale è proprio la bassa latitudine di posa che obbliga ad un ulteriore lavoro in camera bianca per ridare leggibilità alle ombre.

EDIT: Ok scusate, avevo letto male sia la parte dell'articolo sia la parte riportata nel post.
Si parlava appunto delle digitali e del superamento di questo limite attraverso lo HDR.
LeChuck 27/09/2010 17:11
 

 Originariamente inviata da Molghi

Scusate l'ignoranza... ma per ottenere un'immagine HDR devo per forza agire sul tempo di esposizione oppure posso anche tenere apertura e tempi fissi e muovere l'EV?



Il concetto base di un HDR e' quello di avere 3 esposizioni (-1 0 +1 stop) della stessa foto e con software appositi ricostruire un'immagine che sfrutti le diverse informazioni provenienti da questi tre scatti.

Nessuno ti vieta ovviamente di fare anche frazioni o multipli di 1 stop.

Detto ciò come puoi immaginare puoi fare un HDR anche partendo da uno scatto che "esponi" in maniera diversa in camera bianca, il risultato migliore ovviamente lo ottieni da scatti veri e non "prodotti".

Tornando al tua domanda, se vari i diaframmi puoi avere 3 scatti diversi come contenuto perché entra in gioco il discorso della profondità di campo.
Se per esempio stai abbastanza vicino al soggetto ed usi diaframmi molto aperti es: 1.8 - 2.8 - 4; ottieni tre profondità molto diverse e quindi il sw di hdr lavorerà male.
Ecco perché è meglio lavorare sui tempi.
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