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Fotografare la natura, consigli per esperti e amatori

14:00 - 27 settembre 2010 di William Van Winkle

Lezione bonus: studiate e siate creativi

A fine giornata, verso le undici di sera, abbiamo avuto l'occasione di fare qualche scatto in notturna con nostra EOS 7D. Era un'occasione ghiotta, e così abbiamo affrontato sciami di zanzare fameliche pur di non fotografare la strada che passava lì vicino. È stato difficile ottenere una buona immagine RAW, che poi abbiamo rifinito con Photoshop.

Lewis Kemper invece ha scattato un'immagine in modalità ritratto. Non si è preoccupato di eliminare la strada, gli alberi o l'erba in primo piano. Ha usato un tempo d'apertura di 30 secondi, e mentre la macchina scattava ha preso la sua torcia elettrica e l'ha usata per "dipingere" gli alberi in primo piano. L'effetto è stato molto convincente, con un cielo notturno dal colore gelido e alberi di un verde intenso che colpiscono la vista, così come l'erba. Così un'immagine che sarebbe stata monotona e noiosa diventa un'esplosione di colori molto convincente e creativa.

L'ultima lezione è questa: che siate dei professionisti o dei principianti, c'è sempre spazio per la creatività e l'immaginazione. Non bisogna spendere una fortuna in attrezzature, per scattare delle grandi fotografie, perché il lavoro vero si fa con la testa, con il cuore e con gli occhi. Se riuscite a "vedere" la fotografia prima di mettere mano alla macchina, avete già fatto la maggior parte del lavoro. Speriamo che i nostri consigli e l'esperienza che vi abbiamo raccontato vi servano d'ispirazione, e che alla prossima occasione riusciate anche voi a creare delle immagini memorabili.

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Commenti

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1/4 avanti    
Xfire 27/09/2010 14:21
 
+1 
Bellissimo articolo, subito messo tra i segnalibri!
LeChuck 27/09/2010 14:26
 

 Originariamente inviata da Xfire

Bellissimo articolo, subito messo tra i segnalibri!



Quoto, ottima guida!
AlexCasa 27/09/2010 15:18
 
+1 
Non mi è chiarissimo come si possano "accentuare i toni rossi" chiudendo il diaframma da 10 a 14, o in anni e anni non ho mai imparato una cosa fondamentale come questa, o c'è una traduzione imprecisa...boh...
Tresh 27/09/2010 15:53
 
+2 
Grazie della guida, ci sono ottimi spunti che metterò in pratica presto
Se posso permettermi una lieve critica personale, leggendola mi sembra che sia stata data troppa "tolleranza" al post process. Come se sbagliare una foto non fosse un problema perché "tanto c'è photoshoppe che corregge tutto".
IMHO il fotoritocco dovrebbe servire al limite per correggere quei piccoli difetti difficilmente visibili con il piccolo display della reflex, stravolgere un'immagine come si vede nella lezione 6 (è un esempio, so bene che quella foto è puramente didattica)...bè mi sembra pigrizia.
Quindi ok alla correzione del RAW, ma non dimentichiamoci che la foto nasce dalla macchinetta e non dal PC
tuttodigitale 27/09/2010 16:05
 
"In passato quindi bisognava fare una scelta, impostando la macchina in modo tale da catturare i dettagli nelle zone d'ombra o in quelle più luminose. Solo alcuni grandi geni della fotografia, come Ansel Adams, riuscivano a superare questo limite senza l'aiuto di un computer e del software moderno."

Beh questa frase è un'esagerazione. La differenza tra Ansel Adams e un fotografo della domenica è che il primo sapeva esattamente quello che voleva e sapeva i limiti della sua attrezzatura, il secondo scatta senza pensare e basta.




"L'idea iniziale era di fotografare Jennifer accanto all'albero, ma non funzionava. Per trovare l'immagine giusta spesso bisogna procedere per tentativi."

Il maestro nel "il negativo" metteva al primo posto il concetto della PREVISUALIZZAZIONE. Bisogna in qualche modo conciliare la parte creativa con quella tecnica. Senza conoscere le reazioni dello strumento fotografico non si può certo previsualizzare il risultato.

D'altronde il mirino di una reflex serve a punto per isolare l'immagine. Se questa non rende come proporzioni in foto nono rende neppure nel mirino. CHe bisogno c'è di scattare la foto? Non è più veloce far cambiare la posizione alla modella?

 Originariamente inviata da AlexCasa

Non mi è chiarissimo come si possano "accentuare i toni rossi" chiudendo il diaframma da 10 a 14, o in anni e anni non ho mai imparato una cosa fondamentale come questa, o c'è una traduzione imprecisa...boh...


Si chiama difetto di non reciprocità che come è noto affligge i sensori con tempi più brevi di 1/500 di secondo
La frase non è poi così sballata (guarda le virgole) e può essere letta anche in questo modo "Così ci siamo avvicinati un po' per accentuare i toni rossi, abbiamo impostato f14 (per ripristinare la PDC). Ha funzionato."

Proseguendo nella lettura si legge "Avremmo potuto ritoccare ancora i colori, ma ci siamo limitati al ritaglio per evidenziare gli effetti cromatici di un'esposizione diversa."

Forse sarebbe più giusto dire esaltare, mettere in evidenza piuttosto che usare il verbo accentuare
layup 27/09/2010 16:13
 

 Originariamente inviata da Tresh


Se posso permettermi una lieve critica personale, leggendola mi sembra che sia stata data troppa "tolleranza" al post process. Come se sbagliare una foto non fosse un problema perché "tanto c'è photoshoppe che corregge tutto".
IMHO il fotoritocco dovrebbe servire al limite per correggere quei piccoli difetti difficilmente visibili con il piccolo display della reflex, stravolgere un'immagine come si vede nella lezione 6 (è un esempio, so bene che quella foto è puramente didattica)...bè mi sembra pigrizia.
Quindi ok alla correzione del RAW, ma non dimentichiamoci che la foto nasce dalla macchinetta e non dal PC



Non concordo, il RAW è fatto apposta per permettere tali elaborazioni, non ho mai lavorato in camera oscura ma mi sembra che anche li non ci si risparmiasse con il post processing.
Detto questo, articolo molto piacevole, e ne approfitto per farmi un pò di pubblicità :-P http://layup.multitasking.net/
LeChuck 27/09/2010 16:57
 

 Originariamente inviata da layup

Non concordo, il RAW è fatto apposta per permettere tali elaborazioni, non ho mai lavorato in camera oscura ma mi sembra che anche li non ci si risparmiasse con il post processing.
Detto questo, articolo molto piacevole, e ne approfitto per farmi un pò di pubblicità :-P http://layup.multitasking.net/



Io concordo con Tresh, una foto ben esposta renderà sempre di più di una da cui fai un recupero in camera bianca.
Molghi 27/09/2010 16:59
 
Scusate l'ignoranza... ma per ottenere un'immagine HDR devo per forza agire sul tempo di esposizione oppure posso anche tenere apertura e tempi fissi e muovere l'EV?
LeChuck 27/09/2010 17:02
 

 Originariamente inviata da tuttodigitale

"In passato quindi bisognava fare una scelta, impostando la macchina in modo tale da catturare i dettagli nelle zone d'ombra o in quelle più luminose. Solo alcuni grandi geni della fotografia, come Ansel Adams, riuscivano a superare questo limite senza l'aiuto di un computer e del software moderno."

Beh questa frase è un'esagerazione. La differenza tra Ansel Adams e un fotografo della domenica è che il primo sapeva esattamente quello che voleva e sapeva i limiti della sua attrezzatura, il secondo scatta senza pensare e basta.



Non conosco Ansel Adams, io più che altro avrei obbietto la frase in questione dell'articolo, perché la latitudine di posa delle Negative era moooolto ampia, anche di 3-4 stop se non ricordo male.
Questo significa che potevi avere ombre decentemente leggibili anche in situazione di forte contrasto.
Oggi il vero cruccio della digitale è proprio la bassa latitudine di posa che obbliga ad un ulteriore lavoro in camera bianca per ridare leggibilità alle ombre.

EDIT: Ok scusate, avevo letto male sia la parte dell'articolo sia la parte riportata nel post.
Si parlava appunto delle digitali e del superamento di questo limite attraverso lo HDR.
LeChuck 27/09/2010 17:11
 

 Originariamente inviata da Molghi

Scusate l'ignoranza... ma per ottenere un'immagine HDR devo per forza agire sul tempo di esposizione oppure posso anche tenere apertura e tempi fissi e muovere l'EV?



Il concetto base di un HDR e' quello di avere 3 esposizioni (-1 0 +1 stop) della stessa foto e con software appositi ricostruire un'immagine che sfrutti le diverse informazioni provenienti da questi tre scatti.

Nessuno ti vieta ovviamente di fare anche frazioni o multipli di 1 stop.

Detto ciò come puoi immaginare puoi fare un HDR anche partendo da uno scatto che "esponi" in maniera diversa in camera bianca, il risultato migliore ovviamente lo ottieni da scatti veri e non "prodotti".

Tornando al tua domanda, se vari i diaframmi puoi avere 3 scatti diversi come contenuto perché entra in gioco il discorso della profondità di campo.
Se per esempio stai abbastanza vicino al soggetto ed usi diaframmi molto aperti es: 1.8 - 2.8 - 4; ottieni tre profondità molto diverse e quindi il sw di hdr lavorerà male.
Ecco perché è meglio lavorare sui tempi.
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