

TH: Per il vostro prodotto avete scelto l'induzione magnetica come fenomeno per la ricarica. Quali sono le altre tecnologie disponibili che permettono la ricarica di batterie senza fili?
SG: L'unica altra tecnologia attualmente esistente sul mercato con applicazioni "pratiche" è la tecnologia a conduzione, che viene utilizzata dai nostri principali concorrenti. Si tratta di un classico contatto "metallo-su-metallo" che permette alla corrente di transitare da una base a un ricevitore.
TH: Quali sono i punti che vi hanno spinto ad abbracciare questa tecnologia?
SG: L'induzione magnetica e' di gran lunga la tecnologia all'avanguardia per la trasmissione di energia per molteplici motivi: può essere usata in ambienti umidi (o addirittura bagnati) mentre la tecnologia a conduzione si deve immediatamente disconnettere in presenza di acqua. Nel caso dell'induzione magnetica la base di ricarica e' perfettamente integrabile nelle superfici di lavoro (ufficio, cucina, etc) ed i ricevitori sono totalmente miniaturizzabili, potendo così "sparire" all'interno degli apparecchi. Usando un semplice concetto si può dire che l'induzione magnetica e' "future-proof" cioè è una tecnologia a prova di futuro.
TH: Esistono altre tecnologia, magari ancora in stato di sperimentazione, che potrebbe in futuro soppiantare quella a induzione magnetica?
SG: L'unica altra tecnologia su cui si sta sperimentando e' l'utilizzo di micro-onde o onde radio. Sono sicuramente tecnologie "affascinanti" che potrebbero potenzialmente funzionare... ma come e' ben comprensibile la trasmissione di energia elettrica "nell'etere" comporta tutta una serie di difficoltà legate alla salute ed alla sicurezza che mi fanno pensare che queste siano tecnologie senza grandi possibilità di utilizzo per applicazioni civili.
TH: Puoi spiegarci, nella maniera più semplice possibile, come funziona il vostro sistema di ricarica? In pratica, come funziona il sistema a induzione magnetica?
SG: E' semplicissimo: da un lato una base di ricarica che si connette alla rete elettrica. Dall'altro un ricevitore che si applica (o si integra) all'apparecchio che vogliamo ricaricare. Su base e ricevitore sono presenti due magneti che, una volta avvicinati, "si accoppiano" creando una sorta di "tunnel" attraverso cui passa l'energia elettrica.
Originariamente inviata da emakhno
ma che fastidio é un filo?
questa trovata mi sembra degna di partecipare alla fiera delle invenzioni piu inutili del secolo, anzi dannose viste le onde che circoleranno...
Originariamente inviata da kappa76
non è per un filo, è per poter far fuori tutti gli innumerevoli caricabatterie uno diverso dall'altro che ho in casa.
Mi accontenterei già del caricabatterie unico, ma se questo powermat si evolverà permettendo di buttarci sopra qualsiasi cosa e caricarla allora ancora meglio..
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