
Andiamo al sodo, Left 4 Dead 2 non è cambiato. È sempre la solita storia: una squadra di quattro sopravvissuti, dimenticati dai soccorsi nel bel mezzo di un'epidemia di zombi, deve farsi strada fino all'uscita. In questo secondo episodio, Valve ha messo da parte i quattro eroi carismatici di Left 4 Dead per introdurre altri quattro protagonisti che sembrano originari dell'America del Sud. Ognuno proveniente da un passato diverso, Nick, Rochelle, Coach e Ellis dovranno cooperare per sopravvivere fino alla fine delle cinque campagne proposte dal gioco. E tanto vale precisarlo subito, i nuovi personaggi non hanno il carisma di quelli dell'episodio precedente.
Rochelle è da dimenticare, Zoey è chilometri lontano dall'essere carismatico, Nick e Ellis non hanno nulla di particolare, solamente il Coach, che ha fegato, se la cava un po' meglio grazie al sua ciccia, da usare come arma. Se Valve ha più o meno fallito con i suoi eroi, ha però curato tutto il background che li circonda. I personaggi discutono di più tra loro, sanno dove si trovano, commentano l'azione con più interesse, insomma, rendono il gioco molto più vivo e coerente del primo episodio. D'altronde "più di" è la parola d'ordine che caratterizza in linea generale Left 4 Dead 2 quando lo si confronta al suo predecessore.

(vabbè almeno c'è l'ho scatolato).
Originariamente inviata da Articolo
(mitraglietta Uzi e fucile a pompa, M-16, fucile a pompa automatico e fucile da caccia

Originariamente inviata da Tiabhal
"percorrere montagne russe inseguiti da un carro armato"...dove sarebbe il carro armato?
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