
Avere per le mani dati non propri significa rispettare la normativa sulla privacy, e prendere tutte le misure del caso. Kroll Ontrack segue tutte le normative vigenti a riguardo, e per farlo ha impostato una particolare struttura di lavorazione.
Parte tutto dalla gestione dei dischi giunti in laboratorio. Chi li riceve lavorerà fisicamente sull'hard disk, ma non saprà chi è il proprietario; per lui sarà solo un numero di protocollo. Inoltre, i primi passaggi della procedura sono concentrati sul recupero dei bit, una serie di zero e uno, che non rivelano nulla sul contenuto dei file, che si tratti di immagini, documenti o altro.
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Chi poi fa la ricostruzione logica per estrarre, in finale, la struttura delle directory e dei nomi del file, lavora in esadecimale. Quindi, ancora una volta non si hanno davanti realmente i documenti o le immagini. Inoltre, la struttura finale è ricreata in automatico da un software, senza intervento umano.
Solo in fase finale, quando il cliente autorizza al recupero di determinati file, può implicitamente autorizzare l'azienda a guardare i documenti, che effettua un controllo qualità assicurando la reale leggibilità degli stessi. È possibile recuperare un file (una serie di uno e zero), ma non è detto che questo poi potrà essere effettivamente aperto tramite il software con cui è stato creato. Kroll Ontrack lo assicura facendo dei test.
Infine, i dati vengono rispediti al cliente su un supporto criptato, cosicché se qualcosa va storto durante la spedizione, il cliente è al sicuro. I dati recuperati vengono mantenuti sui server Kroll Ontrack per dieci giorni dopo l'invio dell'hard disk, così se si dovesse rompere durante il trasporto, potranno essere rispediti.


Originariamente inviata da Locust
interessante, per un privato che scassa l'hard disk con le foto delle vacanze e qualche GB di canzoni scaricate ovvio che è un prezzo alto da pagare..ma se il valore affettivo è molto alto si può fare lo stesso..
per un'azienda che perde registro contabile ecc invece non credo sia un problema spendere un migliaio di eurozzi per riavere tutti i documenti persi.
mi viene solo un dubbio riguardo quel macchinario che smagnetizza l'hdd...ma se io apro l'hard disk (una decina di viti..due minuti)
e con un piccolo piede di porco storgo i piatti in modo che non siano più dischi che ruotano in asse e tutto..(altri 30 secondi e qualche sforzo fisico)..in più con un cacciavite rigo tutto il disco...c'è ancora chi è capace di recuperare i dati?? non è compromesso per sempre un hdd?? certo che alcuni settori del piatto rimangono leggibili perchè non graffiati o non deformati..ma cristo..chi è che si mette ad analizzare con un macchinario apposito tutte ste parti intatte del disco??
non conviene sto smartellamento fai da te al cannone smagnetizzante?
Originariamente inviata da Zago
quando il disco è piegato viene fatta una specie di foto magnetica, e poi un software riesce a riscrivere su un altro disco quello che quella foto ha carpito e poi i dati vengono recuperati da lì

Originariamente inviata da borghesotto
Allora non rimane che prendere un cannello a gas e con i suoi 2000°C fondere il tutto.
...Se proprio non si vuole ricorrere al cannone gaussiano
)Originariamente inviata da bateau78
Articolo molto interessante!
Tempo fa aiutai un amico a recupare 4 GB di foto da una SD via software (scaricabile gratuitamente on line)...aveva fatto "taglia e incolla" e c'era stato un problema durante il trasferimento! L'SD era diventata inspiegabilmente illeggibile (ormai uso solo "copia" e poi cancello)
Riguardo gli HD da smagnetizzare: tempo fa vidi in un volantino un distruggi documenti (quelli che riducono i fogli a striscioline) che veniva venduto come oggetto anche adatto a distruggere CD/DVD, io non ho mai toccato i piatti di un HD e non so quanto siano duri e resistenti, ma non si potrebbe usare un macchinario ad hoc per ridurli in striscioline?
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