Steadfast Networks usa circa 150 SSD Intel, quindi un po' di più delle altre due aziende trattate in precedenza. Tra questi troviamo soluzioni X25-E (32 e 64 GB) e X25-M (80 e 160 GB). Meno presenti soluzioni X25-V da 40 GB e altri prodotti come OCZ Vertex 2, SuperTalent e MTron Pro. Nonostante il marchio, questi SSD sono usati in database server o dischi cache.
Nel corso di due anni l'azienda ha avuto problemi solo due volte, tali da dover sostituire il disco e procedere a un recupero dati. Quest'operazione dipende dall'interazione tra controller e firmware: l'esperienza di InterServer con gli SSD SuperTalent sembra il tipico caso peggiore, perché nessuna informazione era recuperabile, ma non è sempre così.
| Numero di drive | Tasso medio di rottura (percentuale) |
Anni d'uso | |
|---|---|---|---|
| SSD | ~150 | 1.6% | 2+ |
| Dischi Rigidi | ~2800 | 5% | 6+ |
Con un insieme di dati più grande abbiamo visto finalmente alcuni SSD "caduti in servizio". Rispetto agli hard disk i tassi di rottura sono ancora molto più bassi. Tuttavia il presidente di Steadfast Networks, Karl Zimmerman, ritiene che questo deponga a favore degli SSD.
"Abbiamo semplicemente maggiori operazioni di I/O con gli SSD a un costo inferiore rispetto a quello ottenibile con i dischi standard. Abbiamo avuto molti clienti che avevano bisogno di più operazioni I/O rispetto a quelle che potevano fornire quattro dischi SAS da 15k RPM in RAID 10, e un aggiornamento richiede il passaggio a uno chassis server più grande per supportare più di quattro dischi, una scheda RAID più capiente, etc. Altre configurazioni hanno bisogno di oltre 16 dischi da 15 RPM per avere l'I/O necessaria. Passare a un singolo SSD (o una paio di SSD in RAID) semplifica le configurazioni e le rende generalmente molto meno costose".
"Questo è poi aggravato dal fatto che generalmente si usa un SSD per sostituire oltre 4 unità standard in media. Attualmente si ha un AFR di oltre il 20% con gli hard disk e dell'1,6% con un SSD".

Commenti dei lettori (44)
Davvero interessante, ho imparato parecchie cose che non conoscevo e soprattuto ho un po' cambiato opinione sui "fragili" SSD.
Sto valutando anche di effettuare il caching visto che ho una mainboard con Z68. Comunque trovo strano che a Luglio, quando ho letto varie prove su vari siti specializzati , nessuno ha avuto problemi ....
edit. non voglio fare polemica e sono conscio che il mio reply non è proprio in tema con quello che tratta l'articolo , però quando ho letto il titolo della prova mi è partito lo sfogo istintivo ...
Correggete il titolo in grassetto...Per il resto, aspetterò ancora un po di anni prima di passare agli SSD, poi sinceramente, in tutta la mia vita non ho mai dovuto (tocchiamoci...) sostituire un solo hard-disk meccanico per rottura, ho ancora i vecchi PATA Maxtor da 60/80GB funzionanti sui muletti, vediamo quanto mi dura il WD Caviar Black da 1 TB.
Mi riferisco in particolare agli utenti "comuni" che, ignorando i principi di funzionamento, li portano a spasso come cagnolini (es, HDD esterni) mentre sono nel bel mezzo di un trasferimento dati (casi reali, visti con i miei occhi) oppure i poveri portatili con HDD tradizionali, sballottati come fossero shaker in mano a barman, nel pieno del loro funzionamento.
Ora in questi casi, il parking di sicurezza delle testine non è che possa fare miracoli ed in quest'ottica vedo gli SSD più sicuri.
L'utente che trasferiva dati mentre passeggiava, ha avuto il risultato di danneggiare dopo solo 2 mesi l'HDD esterno.
Articolo interessante, ora però vivrò nel terrore che il mio OCZ 2 inizi a fare capricci....
per quel che può valere come campione statistico, anche io ho un x25-m da 80GB ed è sempre una belva!
*grattatina d'obbligo*