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SSD su collegamento PCIe, quando il SATA non basta

08:10 - 5 settembre 2011 di Patrick Schmid e Achim Roos

Gli SSD sono i supporti di archiviazione più veloci sul mercato. Tutti ormai conosciamo i loro grandi vantaggi e i prezzi altrettanto impressionanti rispetto agli economici hard disk. Chi vuole di più tuttavia può passare dalla connessione SATA alla PCIe, e da centinaia a migliaia di dollari.

Introduzione

Al momento la produzione di drive SSD è quasi interamente occupata dalla migrazione d'interfaccia da SATA 3 Gb/s a SATA 6 Gb/s, che di fatto raddoppia la banda disponibile portandola a 500 MB/s. Si potrebbe credere che sia una velocità molto elevata, ma sappiamo che si può andare ben oltre, come abbiamo avuto modo di vedere in passato (OCZ RevoDrive X2, un SSD su scheda PCI Express).

Oggi mettiamo a confronto le ultime proposte per quanto riguarda questa interessante soluzione di archiviazione da Fusion-io, LSI e OCZ, per scoprire chi offre i più veloci SSD su interfaccia PCIe.

Tutti i marchi presi in esame hanno lo stesso obiettivo: ottenere il massimo throughput, prestazioni I/O o entrambe le cose. In questi prodotti il prezzo è una questione secondaria, rispetto alle prestazioni. Per Fusion-io, LSI Corporation e OCZ Technology l'interfaccia Serial ATA è semplicemente inadeguata a fornire prestazioni alto livello, perché arriva al massimo a 600 MB/s.

Per ovviare al problema i prodotti testati si affidano alla più veloce PCI Express, la connessione più veloce disponibile in un sistema moderno. Questo non significa però che la SATA sia del tutto abbandonata, infatti sia LSI sia OCZ la usano per le connessioni interne.

Per ottenere le massime prestazioni tuttavia queste aziende hanno approcci diversi. LSI e OCZ hanno sviluppato schede sulle quali troviamo delle configurazioni RAID con controller multipli collegati a chip NAND, mentre Fusion-io è la prima azienda a offrire un collegamento PCIe diretto, privo cioè di connessioni interne alla scheda – come la SATA. Abbiamo quindi deciso di mettere a confronto OCZ Ibis (molto simile al RevoDrive X2), LSI WarpDrive, ioDrive e ioExtreme.

Come sempre accade ogni approccio ha pregi e difetti. LSI e OCZ si affidano a configurazioni RAID e relativi controller, mentre Fusion-io ha scelto un design del tutto nuovo per ridurre al minimo il numero d'interfacce usate. Quest'ultima soluzione sembra quella più elegante, ma il drive non è avviabile. Potrebbe non essere un aspetto rilevante in ambiente enterprise, ma lo è certamente per gli utenti appassionati.

Da parte nostra, siamo interessati soprattutto a capire come funzionano questi drive, e naturalmente ai risultati dei benchmark. Per analizzare questi prodotti, e relativi prezzi, è importante anche comprendere a chi sono diretti. Fusion-io ed LSI pensano chiaramente al pubblico enterprise (grandi aziende), e per tale ragione design, componenti e firmware sono del tutto diversi da quelli dell'OCZ Ibis o altri prodotti che cercano di avvicinarsi anche ai consumatori privati più appassionati o alle workstation.  Visti tali aspetti, considerate questo articolo più una presentazione dei distinti approcci più che uno dei nostri tradizionali confronti tra diversi prodotti.

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Commenti

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Actarus_77 05/09/2011 08:45
 
Scusate l'ignoranza ma LSI e Fusion-io le scopro or ora.
E' fa specie che nel settore degli SSD che è in continua evoluzione e dove le prestazioni dall'oggi al domani quasi raddoppiano, ci sia un prodotto del 2009 che ancora sia tra i migliori, il Fusion-io.
Per i nostri desktop sicuramente son da scegliere la tipologia dei prodotti simili come prestazioni al Fusion-io dove nell'uso quotidiano e tipico dell'utente comune ma anche evoluto da il meglio di se e di parecchio.
Quelli che invece sfoggiano prestazioni solo a livello di transfer rate medio su file di grosse dimensioni penso sia abbastanza sprecato per gli utenti di cui sopra..

Un quesito:
- ma per far avviare il Fusion-io non basta una penna usb costantemente attaccata al pc dalla quale avviare il boot e permettere la selezione dell'SSD come disco di avvio, potendo quindi installarci windows?
Aiuspaktyn 05/09/2011 09:40
 
+1 
Si va bene un mezzo boot da penna USB ma non é la stessa cosa...
the-smoker 05/09/2011 09:53
 
c'è il sata 6giga bps che è un buon compromesso
corigan 05/09/2011 10:13
 
il test è interessante.
purtroppo per il prezzo che hanno, la san resta una scelta migliore in quasi tutti gli scenari.
cyrany 05/09/2011 12:37
 
di primo acchito il titolo è epico XD sembra una pubblicità o il trailer del sequel di un film campione di incassi XD
Italia 1 05/09/2011 12:54
 
+1 
Il mio Vertex 2 nel pc ci rimarrà parecchio..
alfa33 05/09/2011 13:10
 

 Originariamente inviata da Italia 1

Il mio Vertex 2 nel pc ci rimarrà parecchio..



Pure il mio vertex2 rimarra' parecchio nel mio pc ... ma solo perche' e' un portatile.

Cmq, inn effetti e' triste, prima il collo di bottiglia di tutto il pc era di disco, mentre ora , di colpo, e' quello piu' difficile da sfruttare in tutte le sue potenzialita'.... gia singolarmente, poi in raid e' la fine...
noce 05/09/2011 13:21
 
10'000 euro per pochi gb di archiviazione...sono d'accordo che sono mostruosi e che sono indirizzati ad aziende importanti, ma conviene davvero la spesa? Al posto di migliorare la velocità di un server si potrebbe migliorare la velocità di 20 macchine per altrettanti impiegati, l'azienda non ne gioverebbe di più?
corigan 05/09/2011 16:29
 

 Originariamente inviata da noce

10'000 euro per pochi gb di archiviazione...sono d'accordo che sono mostruosi e che sono indirizzati ad aziende importanti, ma conviene davvero la spesa? Al posto di migliorare la velocità di un server si potrebbe migliorare la velocità di 20 macchine per altrettanti impiegati, l'azienda non ne gioverebbe di più?



ma poi, è tutto da dimostrare che un sdd di questi sia piu veloce di una qualsiasi san, per non parlare dell'affidabilita che non è sostanzialmente paragonabile.
   
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  Azienda: OCZ
  Categoria: Hard Disk e SSD
  Tag: Solid State Disk