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Contro i veri hacker non c'è firewall che tenga

17:00 - 1 febbraio 2010 di Alan Dang

Storia sintetica del malware, continua

TH: Certo, ma se si ha un antivirus installato e attivo permanentemente, caricare il virus dopo l'antivirus lo renderebbe visibile. L'approccio da settore boot permette di prendere il controllo del sistema prima che intervengano i sistemi di protezione, giusto?

Joanna: Giusto.

TH: Bene, andiamo avanti allora. Windows ME e altri sistemi operativi basati su DOS contavano sulle capacità del BIOS per gestire l'accesso al disco, ma Windows NT ha cambiato questa consuetudine.

Joanna: Non bisogna confondere il DOS con Windows 95/98/ME. I sistemi Windows avevano una modalità protetta, e c'era la nozione di protezione della memoria. Sono anche piuttosto sicura del fatto che i sistemi Win95 non usassero i BIOS interrupt, ma piuttosto drivers per gestire PIO/MMIO, come i sistemi moderni.

TH: Credevamo che, una volta avviato Windows NT, la modalità protetta e i driver relativi potessero saltare il BIOS, fermo restando che un virus sul settore di avvio potrebbe comunque fare dei danni, come formattare il disco rigido prima dell'avvio di Windows. Con questa protezione, anche con un BIOS compromesso da un virus per il settore boot, la modalità protetta assume un'importanza maggiore e permette di superare i pericoli del BIOS?

Joanna: Non esattamente. È stato dimostrato diverse volte (per esempio dal BootRoot di Eeye) che è possibile per un malware avviato dal settore di avvio di superare le protezione del sistema operativo, e colpire l'avvio di Windows.

TH: Forse dovremmo rivedere il testo finale, e pubblicare qualcosa nel quale sembriamo più competenti. Contiamo sulla tua confidenzialità, per questo?

Joanna: Potete contarci.

TH:La maggior parte dei nostri contenuti sono prodotti all'interno della nostra redazione, ma interviste come questa ci permettono di esplorare aspetti del mondo tecnologico che altrimenti resterebbero marginali, e di imparare sempre cose nuove. Passiamo quindi velocemente ai giorni nostri: i rootkit oggi si considerano all'ordine del giorno, e sono un tipo di programma per permette di attivare funzioni a livello amministrativo. Un rookit a livello utente, invece, influenza un singolo programma, come per esempio Internet Explorer o Flash, e un'antivirus è in grado di riconoscerlo e fermarlo.

Joanna: Più precisamente, i rootkit utente sono malware che operano in Ring 3 (modalità utente). Non è limitato ad una singola applicazione, e in molti casi potrebbe colpire tutti i processi utente, come faceva il famoso Hacker Defender, e anche i processi di sistema. Un processo di sistema infatti può essere, ed è in molti casi, un processo utente, ed è quindi più vulnerabile.

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Commenti

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1/11 avanti    
Fall4 01/02/2010 17:15
 
complimenti per l' articolo.
Grazie Alan Dang di averlo pubblicato, è stato un piacere leggerlo!
Xfire 01/02/2010 17:26
 
Questa donna esiste davvero???
Ma capitano tutte a me quelle che al di fuori di MSN non concepiscono nulla del PC? .

Articolo molto interessante, anche dal lato tecnico.
Tresh 01/02/2010 17:30
 
Cavolo però, sta praticamente dicendo che non c'è speranza per la sicurezza....
Lei utilizza 3 vm con sopra 3 browser settati in maniera diversa solo per navigare. Io con firefox su windows 7 ci faccio praticamente tutto e uso il firewall integrato + avira.
Praticamente un bunker (lei) contro la casetta di marzapane di H&G (io).....e ora mi ha fatto venire anche i complessi.....sigh
franky_gtx 01/02/2010 17:39
 
io uso Mac ..
EpoX 01/02/2010 17:39
 
+1 
Passi dire che tra Win, MAc e Linux non ci sono sostanziali differenze in termini di sicurezza, ma portare all'estremo il ragionamento e dire "avere un antivirus non serve a niente, anzi qualche volta lui stesso ha delle falle di sicurezza" mi pare un po' esagerato e spocchioso...

Ringraziando il cielo noi comuni mortali non dobbiamo fronteggiare malintenzionati supercervelloni all'avanguardia e belli-belli-belli-in-modo-assurdo come lei, forse per questo a noi l'antivirus+firewall serve e funziona...

P.S.
Se su un computer consiglia "uno Xen personalizzato, che userebbe cose come la VT-d per la disagreggazione Dom0, TPM e TXT per l'avvio sicuro, e isolamento di alto livello tramite partizioni personalizzate DomU. Ogni DomU, poi, avrebbe una versione rinforzata di Linux", non oso immaginare che tipo di antifurto abbia messo sulla sua auto...
morph_v2 01/02/2010 17:45
 
il computer dove tengo i dati sensibili è fisicamente scollegato dalla rete... e ancora non mi sento sicuro, le chiavi della sala server sono in mano a due persone!
miko88 01/02/2010 17:46
 
Allora, secondo lei, tutte le aziende che producono antivirus dovrebbero darsi all'agricoltura? Non capisco...
morph_v2 01/02/2010 17:48
 
un esempio che ricordo.. http://www.azpoint.net/software/software/7003/Norton-Antivirus-Bug-nella-funzione-Live-Update.asp
Theprov 01/02/2010 18:02
 
Si vabbè...secondo questa io me dovrei mette a fa partire tante macchine virtuali quanti programmi uso...ma sta fori come un balcone...volete la sicurezza assoluta? C'è solo un modo, rivedetevi Mission Impossible, vedrete che troverete un ispirazione....
Sbabba 01/02/2010 18:06
 
"Uso queste impostazioni da un po' di tempo, e devo dire che mi ci trovo piuttosto bene. La mia compagna, che non ha nulla a che vedere con la tecnologia, usa impostazioni simili sul suo Mac, e ci si trova bene."

La mia compagna... avete scritto male voi o ho letto bene io ?
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