700 kilobyte di dati in un grammo di DNA: si può fare

di Manolo De Agostini - pubblicato lunedì 20 agosto 2012 alle 08:00

Un gruppo di ricercatori del Wyss Institute dell'Università di Harvard è riuscito a salvare 700 kilobyte di informazioni, più precisamente un libro, in un grammo di DNA.

AGGIORNAMENTO 23/08/2012: un lettore ci ha contatto per segnalarci un errore all'interno della notizia. Lo ringraziamo e ci scusiamo. Abbiamo modificato alcuni dati: non si tratta di 700 TB ma di 700 Kilobyte. I dati archiviati non sono 5,5 petabit ma 5,27 milioni di bit, quindi 5,27 megabit. La fonte segnalata dall'utente è questa.

È possibile archiviare 700 kilobyte di dati (5,27 megabit) in un grammo di DNA. A tanto si sono spinti i bio-ingegneri e genetisti del Wyss Institute dell'Università di Harvard, distruggendo il precedente record di densità. Gli studiosi sono riusciti a codificare nel DNA il libro "Regenesis: How Synthetic Biology Will Reinvent Nature and Ourselves", scritto dal professor George Church, e poi sono riusciti a leggerlo e a copiarlo miliardi di volte.

In questo lavoro, a cui oltre a Church e al suo team hanno partecipato lo scienziato Sri Kosuri e il professor associato Yuan Gao della Johns Hopkins University, il DNA è stato trattato come un dispositivo di archiviazione digitale. Al posto di dati binari codificati come regioni magnetiche sul piatto di un hard disk, sono stati sintetizzati filamenti di DNA che immagazzinano 96 bit, con ciascuna delle basi (TGAC) a rappresentare un valore binario (T e G = 1, A e C = 0).

Per leggere i dati archiviati nel DNA è bastato sequenziarli e convertire ognuna delle basi TGAC in dati binari. Per facilitare il sequenziamento, l'inizio di ogni filamento di DNA ha un blocco d'indirizzamento a 19 bit (i bit rossi nell'immagine sotto) che ha consentito di sequenziare un intero pezzo di DNA in modo disordinato, ordinando poi il tutto successivamente mediante gli indirizzi.

Il DNA è un buon supporto di memorizzazione per tre ragioni, ed è per questo che anche altri scienziati vi stanno lavorando da tempo: è incredibilmente denso (potete archiviare un bit per base, e una base è composta da pochi atomi), è volumetrico anziché planare ed è incredibilmente stabile a temperatura ambiente, resistente e durevole. Solo recentemente però la sintesi e il sequenziamento del DNA si sono fatti più accessibili.

Il salvataggio di dati nel DNA apre a scenari cinematografici, forse anche un po' inquietanti, ma non c'è dubbio che l'evoluzione dell'ingegneria genetica ci spingerà sempre più in avanti, con i pro e contro del caso. Leggere e scrivere dati nel DNA al momento è un'operazione notevolmente più lenta rispetto ad altri supporti, il che rende questo studio indicato all'archiviazione di un grande quantitativo di informazioni.

Chissà, forse in futuro immagazzineremo la storia dell'umanità e della Terra in pochi grammi di DNA, a favore di culture ed esseri che (magari) ci visiteranno o arriveranno in futuro. Non è detto infatti che l'uomo sarà ancora qui tra milioni di anni, come ben insegna la storia dell'evoluzione.

Per questo esperimento il team di Church non ha usato cellule viventi, bensì "microchip commerciali di DNA" per creare il DNA necessario all'esperimento. "In un organismo il vostro messaggio è solo una piccola frazione di un'intera cellula, quindi c'è molto spazio sprecato. La cosa più importante però è che quando il DNA introdotto in una cellula non porta vantaggi evolutivi, la cellula inizierà a mutarlo fino a cancellarlo completamente", ha dichiarato George Church.

 
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Commenti dei lettori (96)

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1/10 avanti   
Dalbipsilon 20/08/2012 08:09
+2
O.o immaginate i nuovi ssd ibridi a dna?
Jimmy 20/08/2012 08:32
0
Affascinante. Chissà se sarà utilizzabile.

Ma non ho capito perchè:
"5,5 petabit o un milione di gigabit per millimetro cubico"
Vuol dire che 5,5 petabit = 1 milione di gigabit? O che sono le densità di dati teoriche?

Ciao!
workale 20/08/2012 08:32
+2
Ne voglio una kilata. ,grazie
Edheldui 20/08/2012 08:41
+9
Sarei curioso di sapere come si evolve una cellula dopo aver immagazzinato de dati. magari utilizzando le cellule staminali si possono creare delle memorie "viventi" da installare nel corpo, in cui ci si immagazzina la conoscenza a cui il cervello può accedere comodamente.
Si potrebbero studiare centinaia di libri senza dimenticare niente, sarebbe fantastico (o fantascientifico).
Bivvoz 20/08/2012 08:48
+33
E poi inventeranno i virus che se ti infettano il pc dall'hdd esce alien e ti sbrana
cput800 20/08/2012 08:48
+2
La possibilità di immagazinare dati nel DNA è storia vecchia (almeno quanto la nascita della vita sulla terra).Mi sorprende il fatto che se ne parla solo oggi.
cedivad 20/08/2012 08:57
0

 Originariamente inviata da Edheldui

Sarei curioso di sapere come si evolve una cellula dopo aver immagazzinato de dati. magari utilizzando le cellule staminali si possono creare delle memorie "viventi" da installare nel corpo, in cui ci si immagazzina la conoscenza a cui il cervello può accedere comodamente.
Si potrebbero studiare centinaia di libri senza dimenticare niente, sarebbe fantastico (o fantascientifico).


A costo di dire l'ovvio, quello che memorizzi non finisce nel tuo dna e stiamo parlando di fantascienza se cerchi un gateway cervello <=> memoria dna
Anche se sarebbe una ***ta.
gtx88 20/08/2012 08:57
+56

 Originariamente inviata da cput800

La possibilità di immagazinare dati nel DNA è storia vecchia (almeno quanto la nascita della vita sulla terra).Mi sorprende il fatto che se ne parla solo oggi.


vero infatti prima dei graffiti nelle caverne scrivevano tutti nel dna, poi i massoni, i banchieri, il nuovo ordine mondiale, hanno proibito la pratica e sono passati ai graffiti e alla scrittura
DrakeVanCaster 20/08/2012 09:02
+2

 Originariamente inviata da gtx88

vero infatti prima dei graffiti nelle caverne scrivevano tutti nel dna, poi i massoni, i banchieri, il nuovo ordine mondiale, hanno proibito la pratica e sono passati ai graffiti e alla scrittura

amen fratello
Ralph Numbers 20/08/2012 09:05
+1
i moldie si avvicinano, evviva!!!
1/10 avanti   
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