
La Commissione Europea ha finalmente deciso di rivolgersi alla Corte di Giustizia del Lussemburgo per un parere sull'accordo internazionale contro la contraffazione e la pirateria (ACTA). Nel gennaio scorso a Tokyo, la UE ha sottoscritto il trattato ma senza un'analisi approfondita. Prova ne sia che a distanza di pochi giorni si è dimesso il relatore UE, e molti paesi hanno sostenuto l'incompletezza delle consultazioni. Insomma, Polonia, Cipro, Estonia, Olanda e Slovacchia hanno compiuto un passo indietro. Situazione a dir poco ridicola se si considera che per la ratifica dell'ACTA vi è bisogno dell'unanimità.
Quando la settimana scorsa anche la Germania si è sfilata, tutti hanno ben compreso il passo falso. "Abbiamo l'intenzione di chiedere alla più alta corte d'Europa se ACTA è incompatibile, in un modo o nell'altro, con i diritti fondamentali dell'Unione, come per esempio la protezione dei dati e il diritto alla proprietà intellettuale", ha spiegato ieri il commissario al Commercio, Karel De Gucht.
Stop ACTA
Il nodo della questione è proprio legato al rapporto tra le esigenze delle imprese e la violazione dei diritti fondamentali. La lotta alla contraffazione e alla pirateria digitale è più importante del rispetto della privacy? Secondo numerose associazioni digitali il trattato è impreciso e potrebbe consentire spiacevoli abusi soprattutto da parte dei detentori di copyright. Già, perché secondo il documento, agli intermediari (ad esempio gli ISP) non dovrebbe essere consentito di proteggere i presunti colpevoli di attività illecite online.
"La tutela del copyright non può mai essere una giustificazione per eliminare la libertà di espressione o la libertà di informazione. Per questo motivo, l’opzione di bloccare internet non è mai da prendere in considerazione", ha dichiarato il Commissario UE per la giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, Viviane Reding.
Acta est fabula plaudite! (La commedia è terminata, applaudite!)
"L'ACTA non deve cambiare assolutamente l'attuale accordo raggiunto col pacchetto europeo Telecom nel 2009 in cui è stata esclusa la three strikes law (come l'HADOPI, NdR.). La proprietà intellettuale è un diritto fondamentale riconosciuto nella carta europea dei diritti fondamentali, protegge gli autori di creazioni artistiche, ma questo non è un diritto fondamentale assoluto. L'UE è a favore della libertà d’accesso a Internet, per la libertà d'espressione e d'informazione".
De Gucht, che è il primo sostenitore del trattato, ha assicurato che sarà trovato un compromesso, anche se secondo numerosi osservatori al momento l'accordo appare lontano. In ogni caso il parere della Corte di Giustizia del Lussemburgo sarà un buon punto di partenza per il dibattito.
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Originariamente inviata da Ricky99
A sentire queste notizie, perche' non sono casi isolati, mi domando sempre una cosa:ma questi lo sono o ci fanno!?
Prima sparano una cosa, poi si accorgono di aver fatto una scemenza.
Ma cavolo..siete li, strapagati, tutti a tirarvela da grandi saggi, unici in grado di gestire il pianeta, e cannate puntualmente?!
Sparate proiettili a casaccio per poi dire "opps...ho sbagliato mira" !?
Ma quanta inettitudine c'e' che serpeggia tra chi dovrebbe essere IL MEGLIO ASSOLUTO proprio per le cariche importantissime che ricopre?!
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