Blockbuster italiani trasformati in parafarmacie: il fallimento della nota catena di videonoleggi non poteva avere epilogo peggiore. Eppure a dicembre, quando il liquidatore Generoso Galluccio e l'avvocato Gianluca Minniti hanno depositato il concordato fallimentare al Tribunale Milano tutti hanno capito che era finita. Tanto più che parallelamente è iniziata a circolare la voce (poi dimostratasi vera) che la catena di parafarmacie Essere Benessere fosse interessata all'acquisizione di alcuni negozi.
Adesso sappiamo che probabilmente 78 punti vendita su 100 saranno riconvertiti in centri per i trattamenti benessere e vendita di medicinali senza ricetta. Ecco spiegata la scelta di spazi con metratura così ampia. Mentre non è ancora chiaro se i contratti di affitto saranno convertiti in acquisti immobiliari. Per quanto riguarda invece i 780 dipendenti, l'unica certezza è che le attività in negozio proseguiranno al massimo fino al 31 marzo - nella peggiore delle ipotesi a febbraio.
Blockbuster chiude
Ma anche questa cosa potrebbe non valere per le sedi di Milano dove si concentrerà il maggior numero di aperture Essere Benessere: la riconversione qui potrebbe iniziare dal 31 gennaio. In ogni caso nelle parafarmacie lavoreranno solo un centinaio di ex-Blockbuster; gli altri andranno in mobilità o cassa integrazione.
E così, com'era per altro prevedibile, è iniziata l'ondata di scioperi. A dicembre ci hanno pensato i milanesi, mentre il weekend scorso è stata la volta di tutti gli altri. Fra i motivi della protesta "la sospensione del pagamento degli stipendi deciso dal liquidatore dell’azienda". Non da meno una piccola caduta di stile. "I lavoratori a cui fino ad oggi la società richiedeva impegno soprattutto nel periodo di festività, per aumentare il fatturato e tentare di uscire dalla liquidazione, hanno appreso dai giornali quale sarà la loro sorte", si legge nel comunicato sindacale.
Ma che ne sarà dei dipendenti BlockBustser in esubero? Alcuni sperano ancora in quelle trattative sotterranee che sembrano tirare in ballo Merkur Win e Sisal, quindi centri scommesse che avrebbero bisogno sicuramente di personale. Non è neanche da cestinare l'ipotesi del franchising, ma qui la speculazione è pura.
Intanto aldilà dell'oceano la casa madre, acquisita in primavera da Dish Network, ha chiesto che le insegne dei negozi italiani vengano oscurate. E così le vetrine a lutto si preparano a salutare quel che è stata una rivoluzione per tutti gli appassionati del cinema domestico. È finita, ma almeno per una volta era prevedibile, considerata la rivoluzione digitale in corso.

Commenti dei lettori (44)
Se parli delle famose promozioni "dammi 2giochi del valore di 50 euro l'uno e uno nuovo lo paghi 20" (quindi ti fa 50 euro di sconto), non vedo questo gran vantaggio: 100 + 20 - 50 = 70, lo stai comprando. Se non ci giochi piu ben venga ma io personalmente quando compro un gioco ci faccio circa 40-50 ore e ci rigioco piu avanti, non considerando che avere la mia collezione fa sempre piacere.
Se invece parli di videogiochi senza promozioni, allora gamestop costa tantissimo, ma proprio tanto! Quest'anno ho comprato tre videogiochi su amazon NUOVI VERSIONE LIMITED, a 50 euro l'uno. Inutile dire che da gamestop costava di piu (piu di 70).
Ah, il costo per la spedizione in un giorno (UNO) era 4 euro avendo l'account prime. Se ti fai due conti l'account prime costa 10 euro l'anno, costo che ti rifai con due spedizioni di un giorno (spendi 4 invece di 8 quindi li recuperi in due spedizioni). Ovviamente è per me che sono malato, altrimenti quella in 2-3 giorni andava benissimo.
Mia madre mi ha regalato uncharted 3 per natale e l'ha comprato da gamestop nuovo: 70 euro. S'è pentita quando si è resa conto che su amazon costava 50
Non vedo l'ora che vada fallita quella catena... fa leva sui ragazzini che continuano a regalarle giochi usati del valore di 50euro+, veramente allucinante.
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