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Agenda Digitale per l'Italia: politica sveglia!

09:36 - 31 gennaio 2011 di Dario D'Elia

Internet e le nuove tecnologie sono un'opportunità di sviluppo per l'intero Paese: 100 personalità italiane del mondo delle TLC richiedono un'Agenda Digitale. La politica è chiamata a rispondere. In 100 giorni sarebbe possibile redigere proposte organiche.

La politica ha posto la strategia digitale al centro del dibattito in tutte le principali economie del mondo. Ma non in Italia. Partendo da queste affermazioni 100 personalità italiane del mondo delle TLC (e non solo) hanno sottoscritto un appello (Agenda Digitale) che sarà pubblicato in settimana su una pagina autofinanziata del Corriere della Sera.

Agenda Digitale

L'idea è quella di accendere il dibattito sull'innovazione tecnologica; da rilevare anche l'inaugurazione di un sito Web per il confronto online e la condivisione di documentazione. "Siamo convinti che affrontare con incisività questo ritardo, eliminare i digital divide, sviluppare la cultura digitale con l'obiettivo di conquistare la leadership nell'applicazione delle potenzialità di Internet e delle tecnologie, costituisca la principale opportunità di sviluppo, con benefici economici e sociali per l'intero Paese", si legge nel documento.

"Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche, nessuna esclusa, sollecitando il loro impegno a porre concretamente questo tema al centro del dibattito politico nazionale".

Il simbolo di Agenda Digitale - clicca per ingrandire

In concreto viene richiesta la redazione in 100 giorni di "proposte organiche per un'Agenda Digitale per l'Italia coinvolgendo le rappresentanze economiche e sociali, i consumatori, le università e coloro che, in questo paese, operano in prima linea su questo tema".

Fra i firmatari Elserino Piol (Pino Venture) e Paolo Ainio (Banzai), i blogger-imprenditori Stefano Quintarelli e Peter Kruger, ma anche Luigi Gubitosi (Wind), Stefano Maruzzi (Google), Pietro Scott Jovane (Microsoft), Maurizio Decina (Politecnico di Milano), Franco Bernabè (Telecom Italia), Carlo Alberto Carnevale Maffè (Università Bocconi), Gianluca Dettori (dPixel), Emilio Miceli (Slc-Cgil), Cristiano Esclapon (Banca Esperia), Luca Di Mauro (Sky), Carlo Massarini (autore e presentatore tv) e Marco Pierani (Altroconsumo). 

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Commenti

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1/3 avanti    
Alex Mahone 31/01/2011 09:52
 
+4 
speriamo che l'appello venga accolto, anche se con sto vecchiaccio e il suo circo a governarci, ne dubito...
devilred 31/01/2011 10:04
 
+15 
Agenda Digitale per l'Italia: politica sveglia!

un po come dire: lazzaro, alzati e cammina. auguri!!!!
Dan7e 31/01/2011 10:11
 
+2 
purtroppo credo che la politica penserà ad altro -.-
20122012 31/01/2011 10:13
 
+2 
Franco Bernabè....

.....
......
.......

Mi sembra l'unico che se volesse potrebbe iniziare da subito...
T3RM1N4L D0GM4 31/01/2011 10:22
 
Si ma finchè si chiede solo la redazione di proposte tutto resterà fermo ai pezzi di carta ed al loro iter burocratico.
Se poi aggiungiando che ad oggi la politica italiana impegna le sue energie per questioni che esulano completamente dalla politica... beh basta fare 2+2 purtroppo...
TheThane 31/01/2011 10:23
 
+1 

 Originariamente inviata da Alex Mahone

speriamo che l'appello venga accolto, anche se con sto vecchiaccio e il suo circo a governarci, ne dubito...



Finchè in politica abbiamo persone che non sanno nemmeno usare un pc la vedo dura. Ma il problema non è solo in politica, ho avuto a che fare con dei tribunali/polizia per dei siti web e ti assicuro che è da impallidire, non capiscono una mazza di informatica.
Cyber-Boy 31/01/2011 10:23
 
+4 

 Originariamente inviata da 20122012

Franco Bernabè....

.....
......
.......

Mi sembra l'unico che se volesse potrebbe iniziare da subito...


Ha messo la firma sperando che arrivino sovvenzionamenti da utilizzare in titoli azionari non in infrastrutture! ;-)
supercomputer1 31/01/2011 10:23
 
+1 
Io personalmente mi sono sottoscitto all'appello e invito pure tutti voi a farlo so che potrà anche non cambiare nulla; ma almeno farò sentire il mio disagio e anche gli altri faranno sentire il proprio di disagio nella speranza che qualcosa cambi.
Invece di investire denaro sulle frequenze del digitale terrestre visto che già abbiamo centinaia di canali spazzatura atti a ipnotizzare il popolo Italiano dovevano investire sulle connessioni a banda larga visto che non posso nemmeno guardare un video di qualche prodotto su youtube senza prima dover attendere quel fastidioso caricamento del video perdendo di conseguenza tanto tempo e produttività.
real.massimo 31/01/2011 10:26
 
+3 
Il Governo risponderà "chi se ne frega"..

Se però estendendo la banda larga a tutta Italia avrebbero ricevuto una zoccoletta a testa avevamo tutti la fibra ottica..
tonifarcry 31/01/2011 10:44
 
+5 
internet non fa parte del gruppo del nanetto..........se un giorno sarà cosi' allora incentivi per internet a gogo!
1/3 avanti    
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  Categoria: Banda larga
  Tag: Italia