Sgominata a Gallipoli una banda di pirati informatici specializzati nella diffusione dei canali Sky pay-per-view. Con l'operazione "Black Out", coordinata dal sostituto procuratore del tribunale di Lecce Francesca Miglietta, è scattata la denuncia nei confronti di 5 persone. Nello specifico quattro clienti, che forse hanno agito anche da "commerciali", e un informatico esperto.
Le numerose perquisizioni della Guardia di Finanza hanno portato alla scoperta del server centrale usato per gli illeciti, nonché attrezzature di ogni genere. I reati imputati sono piuttosto gravi: "detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici e telematici e di installazione ed utilizzo di apparati per la decodificazione di trasmissioni audiovisive satellitari ad accesso condizionato in forma digitale".
Card-sharing?
L'esperto che si occupava del server era anche responsabile della fornitura, modifica, montaggio ed installazione a domicilio dei decoder necessari per la connessione al servizio pirata. Nel locale-base sono stati rinvenuti modem, decoder, cavi di connessione, 30 CD/DVD contenenti programmi di decrittazione, computer portatili, oltre a diverse smartcard programmabili.
Secondo quanto riportano le agenzie stampa la banda avrebbe realizzato una vera e propria centrale di decodifica dei codici criptati - che normalmente consentono la visione in chiaro agli abbonati Sky. Praticamente ogni tipo di contenuto pay-per-view era visibile grazie alla tecnica del "card-sharing". La stessa che a settembre ha portato alla denuncia di 39 persone in tutta Italia (Card-sharing pirata contro Sky e Mediaset: arresti).
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Un sistema che consente in modalità illecita di condividere via Internet, fra più persone, gli accessi abilitati da una o più smartcard. Di solito è previsto l'utilizzo di decoder appositamente modificati. Al costo di un paio di abbonamenti centinaia di persone possono fruire di ogni contenuto a prezzi stracciati, arricchendo nel contempo la banda pirata.
La truffa informatica ai danni di Sky aveva raggiunto un livello tale che ormai iniziava a dare nell'occhio. Difficile giustificare la discordanza tra il numero di fruitori dei servizi pay-per-view e quelli legalmente paganti. Da rilevare che le indagini stanno proseguendo per identificare i non meno di 300 clienti gallipolini.

Commenti dei lettori (73)
However..Gallipoli è le Hawaii del Salento
Non vorrei offendere la morale di nessuno, ma non è che vi puntano una pistola alla tempia per vederla! Anche i diamanti costano cari e pure l'oro.. ma si campa bene anche senza...
Eh chissà come mai
Comunque per il primo post...nessun crimine, non ti puntano la pistola alla tempia e non è un bene necessario per vivere.
la pay TV non è un bene di prima necessità, possono farla pagare anche 500 euro al mese, nessuno obbliga a vederla.
leggi bene l'ultima riga della news. i clienti non sono solo una decina di persone.
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