
Il sito mauriziopaniz.it è stato attaccato da Anonymous a seguito del recente oscuramento di Vajont.info. "Salve Maurizio Paniz, piacere di conoscerla. We are Anonymous", si leggeva sabato sul sitino del deputato, con tanto di faccione di Guy Fawkes in bella vista. In pratica alla comunità di hacker (etici) non è piaciuto il sequestro preventivo attuato nei confronti del portale dedicato alla strage del Vajont. Come abbiamo spiegato venerdì scorso, gli onorevoli Domenico Scilipoti e Maurizio Paniz non hanno gradito una serie offese pubblicate online.
Il GIP di Belluno ha rilevato la presunta diffamazione e ordinato ai 226 internet service provider italiani di "inibire ai rispettivi utenti l'accesso all'indirizzo web www.vajont.Info, ai relativi alias e ai nomi di dominio presenti e futuri, rinvianti al sito medesimo, all'indirizzo IP statico che al momento dell'esecuzione del sequestro risulta associato al predetto nome di dominio e a ogni ulteriore indirizzo IP statico che sarà associato in futuro (interdizione alla risoluzione dell'indirizzo mediante DNS)". E così, proprio in queste ore stanno chiudendo più di 200 siti, tra cui Jacklondon.com, che non hanno nulla a che fare con la vicenda. Ironia della sorte Vajont.info sfruttava un IP virtuale condiviso e gestito da un provider estero.
Defacing Paniz?
Ovviamente sono esplose le proteste, perché per la prima volta i diritti all'informazione e alla libera espressione su Internet sono stati messi in secondo piano rispetto al presunto reato di diffamazione. L'Avvocato IT Guido Scorza ha fatto notare che si rischia il Far West. Si sbaglia quando si chiede il sequestro "anziché limitarsi a rispondere, chiedere a un giudice di accertare l’eventuale effettiva illiceità" e si sbaglia anche quando ci si spinge "fuori dalle regole dello Stato di diritto" come ha fatto Anonymous. Il rischio è di trasformare anche Paniz in un martire.
"I sequestri di blog e siti internet - tutti - vanno immediatamente vietati come - e per le stesse ragioni per le quali - i padri costituenti non ebbero esitazioni a vietare ogni sequestro di stampa e stampati", conclude Scorza. "Una guerra a colpi di sequestri, oscuramenti e censure è un rischio che la Rete non può correre oltre".
Defacing Paniz - Clicca per ingrandire
Bisogna riconoscere però agli hacker un pregio: hanno dato visibilità alla questione e leggendo il comunicato ufficiale anche sostanza al dibattito. "Interessante notare come la magistratura italiana abbia fatto il suo esordio censorio in rete con un portale del genere, andando a ledere il diritto primario all'informazione, come se si volesse costituire un precedente: il giudice decide cosa si può scrivere e cosa si può sapere, ledendo gravemente i diritti all'informazione dei cittadini italiani che potrebbero vedere scomparire dal mondo della rete interi quotidiani, blog, portali informativi, in virtù di una o più frasi ritenute lesive dei diritti di un singolo cittadino", si legge nella nota. "Per queste ragioni non perdiamo l'occasione di tacere ed agiamo!!!"
Tutto molto sensato, romantico e illegale.
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Originariamente inviata da Sparajuri
Ma il sequestro preventivo è avvenuto nel 2009! e ancora il sito è irrangiugibile?
Originariamente inviata da Dario D'Elia
la prima volta nel 2009... l'ultima venerdì scorso
d.

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