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Anonymous, ecco HackerLeaks e LocalLeaks

11:38 - 4 luglio 2011 di Manolo De Agostini

Gli Anonymous svelano due nuovi progetti per diffondere informazioni confidenziali: HackerLeaks e LocalLeaks, due siti che s'ispirano al modello Wikileaks ma con alcune differenze. Nel frattempo sembra che gli hacker abbiano fatto breccia in un server Apple.

HackerLeaks e LocalLeaks sono le due nuove iniziative del gruppo di "hacktvist" Anonymous, e più precisamente della sua costola Peoples Liberation Front. Si tratta di due siti che vogliono raccogliere informazioni riservate, un po' alla stregua di WikiLeaks, ma con alcune differenze.

LocalLeaks è quello più simile al sito di Julian Assange, infatti è aperto a ricevere informazioni dai cosiddetti insider, da persone interne a una determinata azienda o agenzia governativa. HackerLeaks si presenta invece come il portale delle notizie "trafugate", cioè un posto dove raccogliere informazioni ottenute con il vecchio metodo dell'hacking o altri mezzi. L'obiettivo è pubblicare dati sensibili, garantire completo anonimato a chi carica i preziosi documenti e diffondere le notizie il più possibile.

I due siti condividono il dominio, .tk, che fa riferimento a Tokelau, "un territorio della Nuova Zelanda costituito da tre atolli corallini tropicali - Atafu, Fakaofo e Nukunonu - situati nell'Oceano Pacifico del Sud", leggiamo su Wikipedia.

Il gruppo Anonymous sembra prendere sempre più forma e struttura. Dopo i primi attacchi disordinati, ecco l'ingresso di LulzSec e l'avvio dell'operazione AntiSec con l'obiettivo di sottrarre e pubblicare informazioni classificate ai governi di tutto il mondo, attaccando i siti delle diverse agenzie. 

Tra i primi dati presenti su HackerLeaks, una serie di documenti personali che riguardano funzionari della città statunitense di Orlando, in risposta a recenti arresti di persone dell'organizzazione non profit Food Not Bombs, nata per distribuire cibo e dare supporto ai senzatetto.

Nel frattempo sembra che Anonymous sia riuscito a fare breccia in un server Apple e a sottrarre un numero ridotto di password interne e username. Secondo il New York Times "i dati sono stati presi da un server usato da Apple per sondaggi online e non appartengono a pubblico o clienti Apple". I dati sono stati pubblicati sul sito pastebin, usato dagli hacker anche in altre occasioni.

Precisamente gli hacker avrebbero avuto accesso a 27 username e password interne Apple. Come vedete nell'immagine qui sopra, gli hacker hanno dichiarato Apple potrebbe diventare un prossimo obiettivo, ma al momento si dichiarano "impegnati altrove". In passato il gruppo Lulz Security ha affermato di aver fatto breccia nei server del servizio iCloud, che sarà attivato da Apple nel corso dell'autunno, ma non sono mai state pubblicate informazioni a conferma del presunto hack.

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Commenti

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1/5 avanti    
Watashi 04/07/2011 12:36
 
+7 
Ma quando stimo sti anonymous
Caterpillar 04/07/2011 12:42
 
+10 
Good job guys
asabbia 04/07/2011 12:49
 
+2 
mettere un link a quel twitter no?
HD4870X2 04/07/2011 12:50
 
+7 
Rendetevi conto di come siamo finiti, l'unica speranza è un gruppo di ragazzi di hacker, che schifo di Paese.

(Non che mi dispiaccia, anzi, questi qui son decisamente meglio dei politici che ci ritroviamo)
RigelInterluni 04/07/2011 12:54
 
+2 

 Originariamente inviata da Watashi

Ma quando stimo sti anonymous


Io invece li odio profondamente perché diffondono i dati degli utenti che sono i primi ad essere danneggiati finanziariamente ma anche nei servizi.
Oltretutto le loro aggressioni porteranno solo una militarizzazione delle rete, già ci sono molte proposte per autenticarsi ed agganciare l'ip alla carta di identità e sempre più stati spingono verso questo fronte e nessun operatore sarà contrario visto che anche Google ci guadagnerebbe ad identificare gli utenti per la pubblicità così come tutti i negozi online o i fornitori di servizio a pagamento. Questi gruppi di attaccabrighe alla fine ci condanneranno tutti.
Watashi 04/07/2011 12:54
 
-5 
È vero la speranza è un gruppo di hacker, ma non è colpa nostra che abbiamo circa 20 anni tutti quanti, dovevano pensarci i nostro genitori già 30 anni fa a fare muso duro a queste ingiustizie... Ora i problemi sono tanti e grossi, quindi ci vuole qualcuno con le palle a rombo per aiutarci
(forza Duke Nukem XD)
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Bakust 04/07/2011 12:56
 
+1 
Due splendide notizie in una.. Soprattutto la parte sulla mela marcia
Bakust 04/07/2011 12:57
 
-5 

 Originariamente inviata da RigelInterluni

Io invece li odio profondamente perché diffondono i dati degli utenti che sono i primi ad essere danneggiati finanziariamente ma anche nei servizi.
Oltretutto le loro aggressioni porteranno solo una militarizzazione delle rete, già ci sono molte proposte per autenticarsi ed agganciare l'ip alla carta di identità e sempre più stati spingono verso questo fronte e nessun operatore sarà contrario visto che anche Google ci guadagnerebbe ad identificare gli utenti per la pubblicità così come tutti i negozi online o i fornitori di servizio a pagamento. Questi gruppi di attaccabrighe alla fine ci condanneranno tutti.



Se tu usi come password qwerty 12345678 o simili, ben ti sta se ti pubblicano tutti i dati, perchè se usi quel tipo di password vuol dire che proprio non ti interessa nulla della tua privacy
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Watashi 04/07/2011 12:57
 
+1 
Rigel e secondo te se si arriva alla militarizzazione gli anonymous restano a braccia conserte? Fino ad oggi non li hanno beccati e dubito che qualcuno riuscirà mai a rintracciarli, quindi io credo che forti della loro conoscenza informatica farebbero un culo così grosso a quelli che vorrebbero militarizzare il web che ci vogliono 2 HD da 10 tera per farci stare il file jpeg
ZEB-DEMON 04/07/2011 13:07
 
+2 

 Originariamente inviata da RigelInterluni

Io invece li odio profondamente perché diffondono i dati degli utenti che sono i primi ad essere danneggiati finanziariamente ma anche nei servizi.
Oltretutto le loro aggressioni porteranno solo una militarizzazione delle rete, già ci sono molte proposte per autenticarsi ed agganciare l'ip alla carta di identità e sempre più stati spingono verso questo fronte e nessun operatore sarà contrario visto che anche Google ci guadagnerebbe ad identificare gli utenti per la pubblicità così come tutti i negozi online o i fornitori di servizio a pagamento. Questi gruppi di attaccabrighe alla fine ci condanneranno tutti.



spero tu venga esiliato presto su marte.. guarda mi vergogno al posto tuo avendo letto ste frasi.. cioè tu per paura delle ripercussioni fai ciò che ti viene imposto anche a discapito della tua libertà? dovrebbero fare uno stato a parte per quelli come te e dovreste portarvi via tutta sta accozzaglia di politici che ci ritroviamo oggi.. tanto andate a braccetto.
1/5 avanti    
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