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Anonymous Italia: siamo ancora qui e colpiremo

16:07 - 5 luglio 2011 di Manolo De Agostini

Dopo ore di silenzio gli hacker di Anonymous Italia rispondono alle notizie sulle perquisizioni e la denuncia di alcuni membri, ribadendo che non esiste nessun capo e annunciando rappresaglie.

Gli Anonymous rispondono alle perquisizioni e alle denunce di questa mattina, dopo un'operazione del Centro Nazionale Anticrimine Informatico della Polizia delle Comunicazioni, coordinato dalla Procura della Repubblica di Roma.

"All'attenzione dei cittadini del mondo. La polizia postale italiana, nelle ore precedenti, ha compiuto perquisizioni e denunce nei confronti di alcuni membri di Anonymous. I media hanno diffuso la notizia che l'intera rete Anonymous italiana è stata smantellata e che il capo di Anonymous Italia è stato catturato. Anonymous nega quanto detto dai media e vorrebbe ricordare che non c'è nessun capo, non c'è nessuna struttura e che tutti operano allo stesso livello".

"Niente è stato smantellato e la protesta continuerà più rumorosa che mai. Le persone arrestate non erano pericolosi hacker come definiti dai media, ma erano persone come tutti e sono arrestate mentre protestavano pacificamente per i nostri diritti".

Il comunicato degli Anonymous - Clicca per ingrandire

"Gli Anonymous non sono caduti di fronte a questo vile tentativo di smantellare l'organizzazione e annunciano conseguenze per le azioni compiute dalle forze dell'ordine. Avranno obiettivi ancora da decidere per dimostrare che Anonymous è presente e combatte, come ha combattuto in passato e combatterà in futuro per la libertà della rete".

"Anonymous lancia un appello verso tutti i cittadini di Internet e agli Anonymous Internazionali, per farsi sentire più forti che mai".

Un comunicato in linea con quelli precedenti, diramati in occasione degli arresti avvenuti in altre nazioni. Insomma, il gruppo vive e pianifica nuovi attacchi, e questa volta sembra voglia puntare in alto, sfidando direttamente le forze dell'ordine.

Secondo Antonio Apruzzese, direttore della polizia postale e delle telecomunicazioni, "al di là dell'aspetto penale della vicenda va sottolineato il danno patrimoniale arrecato da queste azioni, i cui costi graveranno sui ragazzi e sulle loro famiglie. Ci sono molti modi per esprimere un dissenso ma qui si producono reati e si producono anche seri danni economici".

E per concludere anche Alexander Moiseev di Kasperksy Lab Italia è intervenuto sulla vicenda, tirando le orecchie alla stampa e sottolineando come sia data poca importanza agli attacchi tradizionali, ben più gravi, e molta agli hacktivisti.

"Questo tipo di azioni sono illegali in molti paesi e che si può incorrere in azioni giudiziarie. Tuttavia mentre l'opinione pubblica fa convergere tutta la sua attenzione sugli attivisti, la rete è colpita da numerosi e pericolosissimi attacchi che restano sconosciuti al grande pubblico e che rappresentano la vera minaccia causando i danni maggiori".

"Gli attacchi avvenuti nelle ultime settimane", ha continuato Moiseev "dimostrano come ci siano siti importanti poco protetti e dunque vulnerabili e come ci sia poca attenzione verso le aziende che custodiscono dati sensibili. C'è sempre una lezione da imparare da tutti gli attacchi che vengono subiti ma è importante capire in questo momento che ci sono minacce ben più gravi degli attivisti, le quali hanno un preciso scopo di lucro per ogni loro azione".

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Commenti

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1/6 avanti    
gigiobis 05/07/2011 16:36
 
+84 
"Questo tipo di azioni sono illegali in molti paesi e che si può incorrere in azioni giudiziarie. Tuttavia mentre l'opinione pubblica fa convergere tutta la sua attenzione sugli attivisti, la rete è colpita da numerosi e pericolosissimi attacchi che restano sconosciuti al grande pubblico e che rappresentano la vera minaccia causando i danni maggiori".

CENSURA, ecco di cosa si tratta.
scegliere di non parlare di questi avvenimenti online su giornali e tg è CENSURA.
Non far conoscere al pubblico che ci sono persone che si ribellano è CENSURA.
Non far conoscere alle masse che "C'è chi dice no" a gran voce è CENSURA.

Dove diavolo è "l'opinione pubblica" rispetto agli attivisti??? Siamo noi di tom's? quelli di punto informatico? dinoxpc???

Mio padre non sa chi sono gli anonymous, mio fratello nemmeno, mio cugggggino direbbe "fiche le maschere di V per vendetta"!

perchè? perchè in italia le notizie NON ARRIVANO alle masse se non sono sui quotidiani o sui tg.

Questa è CENSURA.
sandrixroma 05/07/2011 16:41
 
+5 

 Originariamente inviata da gigiobis

"Questo tipo di azioni sono illegali in molti paesi e che si può incorrere in azioni giudiziarie. Tuttavia mentre l'opinione pubblica fa convergere tutta la sua attenzione sugli attivisti, la rete è colpita da numerosi e pericolosissimi attacchi che restano sconosciuti al grande pubblico e che rappresentano la vera minaccia causando i danni maggiori".

CENSURA, ecco di cosa si tratta.
scegliere di non parlare di questi avvenimenti online su giornali e tg è CENSURA.
Non far conoscere al pubblico che ci sono persone che si ribellano è CENSURA.
Non far conoscere alle masse che "C'è chi dice no" a gran voce è CENSURA.


...e di che ti lamenti...ora come ora abbiamo TAMARREIDE!!!
ps . scherzo, ti straquoto
King83 05/07/2011 16:42
 
-56 
ecco che ricominceranno i soliti commenti pro-hacker dell'altra notizia dimenticando come detto nel post che sono azioni penalmente processabili in quanto reati, i modi per protestare sono altri senza danneggiare nessuna persona/compagnia
A causa dei voti negativi ricevuti dagli utenti, questo commento non è visibile. Clicca qui per leggerlo.
gra 05/07/2011 16:43
 
+2 
Ovviamente la cosa sensata l'ha detta un non-italiano (Alexander Moiseev).
Ma dalla stampa italiana non ci si poteva attendere null'altro che fuffa.
gigiobis 05/07/2011 16:45
 
+4 

 Originariamente inviata da sandrixroma

...e di che ti lamenti...ora come ora abbiamo TAMARREIDE!!!
ps . scherzo, ti straquoto



Se non lo pronunci con la ERRRRRRE della Fiammetta e non mostri le bocce, NON VALE.
john-_-94 05/07/2011 16:45
 
+19 
stima totale verso anonymous e rispetto, bastano solo queste parole
zesto 05/07/2011 16:50
 
+5 
Beh, è facile sbandierare il "successo" di un'operazione portata a termine arrestando quattro "ragazzetti" piuttosto che andare in tv e ammettere che non si riescono a bloccare i veri criminali. Internet, hacker (che per molti è sinonimo di cracker), anonymous...tutte parole che fanno tanto folklore ma poca informazione, soprattutto in tv.

Purtroppo siamo arrivati al punto che se non si alza la voce nessuno ti sta a sentire. E poi, come da tattica ben collaudata, ti dicono che sei un violento, un prevaricatore...salvo continuare a sbattersene delle istanze (spesso del tutto legittime) che si presentano alla classe dirigente...

Comunque questa faccenda si fa sempre piu ingarbugliata. Dubito che riusciremo a sapere i veri retroscenza degli scontri di questi giorni (si, perchè nessuno parla dell'attacco al sito della petizione contro agcom...).
Tsaeb 05/07/2011 16:50
 
+8 

 Originariamente inviata da King83

ecco che ricominceranno i soliti commenti pro-hacker dell'altra notizia dimenticando come detto nel post che sono azioni penalmente processabili in quanto reati, i modi per protestare sono altri senza danneggiare nessuna persona/compagnia



a volte essere civili non basta più, vedi i notav in Valsusa, vedi la Grecia e la Spagna degli indignados. E noi italiani quando scenderemo in piazza a difendere la nostra libertà?
NIB90 05/07/2011 16:55
 
+10 

 Originariamente inviata da King83

ecco che ricominceranno i soliti commenti pro-hacker dell'altra notizia dimenticando come detto nel post che sono azioni penalmente processabili in quanto reati, i modi per protestare sono altri senza danneggiare nessuna persona/compagnia



http://it.wikipedia.org/wiki/Disobbedienza_civile
Senza certe forme di protesta probabilmente oggi vivremmo ancora in una società di tipo feudale o peggio...
Ico Bellungi 05/07/2011 16:56
 
+14 
Botnet, virus, phishing, raggiri.. tutte schifezze a scopo di lucro (quando va bene) o di truffa (nella maggior parte dei casi. E la Polizia Postale che guarda impotente, salvo intervenire ogni tanto dopo anni di abusi.
Piccoli attacchi con finalità dimostrative a dir poco ragionevoli ed in due giorni partono denunce penali e minacce di processi civili miliardari contro poveri ragazzini attivisti, che non solo non guadagnano niente dagli attacchi, ma lo fanno in buona fede lottando per un mondo migliore. Inoltrre si tratta di attacchi senza vittime, che volete che sia se un sito istituzionale resta irraggiungibile per un paio d'ore.
Brave autorità, continuate così, le prossime generazioni vi vorrano un mondo di bene
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