Antipirateria italiana, il manganello prima del diritto

di Dario d'Elia, 16 dicembre, 2010 14:18

Nicola D’Angelo, consigliere AGCOM, ha confermato le sue perplessità sulle prossime direttive anti-pirateria. Il rischio è che il Garante si trasformi in un vero e proprio sceriffo del Web senza che siano stati stabiliti principi basilari per il rispetto dei diritti di tutte le parti in causa.

Il consigliere dell'Autorità per le comunicazioni Nicola D'Angelo ha deciso di esporsi in prima persona per sottolineare i rischi che si nascondono dietro al provvedimento AGCOM che dovrebbe agevolare la lotta alla pirateria digitale. Come abbiamo anticipato ieri il Garante per le Comunicazioni sta per deliberare i "Lineamenti di provvedimento concernenti l'esercizio delle competenze dell'autorità nell'attività di tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica". Il tutto per migliorare la protezione del diritto d'autore prevista dall'articolo 6 del Decreto Romani.

Il problema ovviamente si pone nella salvaguardia dei diritti di tutti. "Credo sia inutile premettere che il diritto d'autore vada tutelato. È giusto, ma bisogna trovare forme di tutela che devono tuttavia essere adeguate alle forme tecnologiche che la rete ha dato alla diffusione dei contenuti", ha spiegato il consigliere in un'intervista con Zambardino di La Repubblica. "Dove comincia il dissenso è che, con l'intento di tutelare il diritto d'autore, si arrivi a pensare che l'autorità debba ricevere dai fornitori di accesso tutti i dati di traffico degli utenti. La stessa autorità dovrebbe poi capire se siano ravvisabili in quei dati degli usi illeciti".

Partita difficile quella dei diritti

Ovviamente non si parla solo di peer-to-peer, ma per quanto riguarda questo ambito sarà difficile "discriminare quello legale da quello illegale". E non solo sotto il punto di vista tecnologico ma anche giuridico.

"Noi saremo l'unico paese che delega la materia della regolazione, oltreché della vigilanza, ad un'autorità amministrativa. Negli altri paesi sono stati i Parlamenti a discutere, si è intervenuti con lo strumento legislativo. E in generale ci si è mossi tenendo, come modelli di intervento, due possibili modalità: la regolazione per via legislativa oppure l'autoregolamentazione dei soggetti coinvolti", ha aggiunto D'Angelo.

A tutti gli effetti si tratta di "diritti di rilievo costituzionale". Non si può dimenticare infatti che si sta parlando di "libertà di comunicazione, segretezza delle comunicazioni, libertà di espressione, libertà di iniziativa economica […] privacy e diritto di accesso ad Internet che l'Unione europea ha recentemente qualificato come diritto costituzionale del cittadino europeo". 

"La discussione di carattere legislativo sarebbe più idonea a trattare questi aspetti, mentre qui da noi vengono deferiti ad un organo di tipo amministrativo che ha forme di responsabilità più blande. Questo è il vero tema di dubbio di tutta questa vicenda. Che non sarebbe esistito se si fosse scelta una delle due strade, quella della legge o quella dell'autoregolamentazione (come è successo in Gran Bretagna)".

Nicola D'Angelo ha un'altra preoccupazione. "Chi controllerà il controllore? […] proprio perché parliamo di strutture di tipo amministrativo. Non siamo di fronte all'autorità giudiziaria, che ha le sue regole e prevede un presidio di garanzia anche per i soggetti che sono toccati dall'azione della stessa. Il chi controlla i controllori tecnici è un problema assai serio".

Ristretto poi lo spazio di manovra delle potenziali vittime: non è ancora chiaro come ci si potrà difendere.

"La mia opinione è che, se la bozza finale non dovesse cambiare, e io spero che non sia così, si aprirà una discussione molto ampia, troppo ampia perché si possa intervenire sugli aspetti fattuali più importanti. Sarà una discussione sulla libertà della rete, sugli intenti repressivi del provvedimento, e questo tono della discussione pubblica andrà, lo dico con chiarezza, a danno degli stessi detentori di contenuti che oggi si sentono danneggiati e chiedono forme di tutela".

(Fonte: La Repubblica)

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Commenti dei lettori (16)

1/2 avanti   
boxgabry 16/12/2010 14:41
0
Inizierà come al solito un Gran Bazar all'Italiana ed alla fine tutti scontenti ad iniziare dai fruitori dei diritti
che vedranno i loro introiti rimanere gli stessi perche'i potenziali acquirenti verranno stufati dai prezzi esosi e/o migreranno verso alte forme e fonti di intrattenimento.
Quando si tratta di fare delle regolamentazioni chiare
e che tutti capiscono noi Italiani siamo come al solito
penultimi o ultimi.
supertigrotto 16/12/2010 14:55
+12
Non so se miete più vittime la pirateria digitale o certi giochini economici........
Dubito che la pirateria digitale scateni una crisi come quella che stiamo ancora vivendo......
Non è che la usano come scusa per sviare l'attenzione dai veri problemi?
Mi da questa impressione......
Fin'ora non ho visto le lobby fallire,forse non hanno più i margini di crescita di una volta ma mi pare che di guadagni ne facciano molti lo stesso,vedo che c'è gente che perde la casa ma loro la ferrari ce l'hanno ancora in garage......
ALEX3ME 16/12/2010 15:01
-1
Ahhh l'Italia...
sempre più un paese dei balocchi...
lidel79 16/12/2010 16:06
0
l'italia... sempre piu' un paese insulso
pasqu0 16/12/2010 16:20
+2
se Domani arrestassero il 90% di quelli che Scaricano/Usufruiscono di materiale illegale online gli introiti dello stato (sotto forma di tasse pagate) scenderebbero credo di un buon 70-80% quindi non lo faranno mai.
senza contare che la gente NON comprerebbe di più ma anzi schiacciata dalle multe rallenterebbe ancora di più la crescita economica...
imho non è con i content online che si rubano profitti, quelli servono per la diffusione di qualcosa (arte in genere sotto forma di musica e video) che DOVREBBE essere di dominio pubblico e che invece è a pagamento!
Ricky99 16/12/2010 16:25
+2
Con un governo come questo, l'ultimo pensiero sono i diritti della gente.
Vedrete che passeranno sopra a tutti e TUTTI pur di assecondare le lobby,se sono li a fare i politici e si riempiono le tasche di soldi NON MERITANDOLI e' poprio grazie alla loro connivenza e al loro servilismo nei confronti dei potenti.
Al momento la quasi totalita' dei politici di spicco e non sono solo incapaci in cerca di SEDIE su cui poggiare il sedere.
Non hanno ne dignita' ne cultura ne principi...sono solo banderuole e prestanome.
MA cosa voelte che esca da un simile bestiario se non una infamita'?
mauishark 16/12/2010 16:48
+1
andiamo tutti in Costa Rica
redeemer 16/12/2010 16:53
0

 Originariamente inviata da mauishark

andiamo tutti in Costa Rica



Vorrai dire Costa *ica.
Francomoh 16/12/2010 18:20
0

 Originariamente inviata da mauishark

andiamo tutti in Costa Rica



Più vicino c'è SanMarino.
Certo che per ottenerne la cittadinanza non è semplice:
-o vivi per 30 anni nel territorio nazionale.
-oppure sposi un cittadino sammarinese e vivi per 15 anni nel territorio nazionale.
Dark Master 16/12/2010 19:44
+3
ma fatemi capire...avranno la possibilità di vedere tutto quello che passa per il mio cavo telefonico? cio tutto quello che si scarica, compreso dati personali in uscita? be se fosse davvero cosi con tutta sta violazione della privacy altro che rivolte contro lo stato per protesta, qua si apre una guerra a fucili e bombe a mano
1/2 avanti   
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