Apple contro Lodsys per salvare sette sviluppatori

di Manolo De Agostini - pubblicato venerdì 10 giugno 2011 alle 09:29

Apple ha chiesto di intervenire nei procedimenti di Lodsys contro gli sviluppatori iOS. La casa di Cupertino fa quindi un passo ufficiale, dopo che nelle settimane precedenti aveva inviato solamente una lettera al troll dei brevetti.

Apple ha depositato una mozione per intervenire nei procedimenti avviati da Lodsys contro sette sviluppatori iOS (e non solo) nel distretto est del Texas. Il 31 maggio il "troll dei brevetti" ha depositato una causa contro gli sviluppatori delle seguenti applicazioni: Mega Poker Online Texas Holdem (per iPhone), Twitterrific (per iPhone, iPad e Mac), Labyrinth (per iPhone e Android), 69 Positions (per iPhone), Quickoffice Connect (per iPhone), Hearts and Daggers (per iPhone) e Shadow Era (per iPhone). L'accusa è l'uso non autorizzato delle tecnologie coperte dai brevetti No. 7,620,565 e No. 7,222,078.

A nove giorni da quell'evento - e lo sviluppo parallelo ma interessante di cui abbiamo scritto ieri - Apple prova a inserirsi nei procedimenti come intervenor, ovvero ha chiesto di entrare nelle azioni legali al fine di tutelare i propri interessi. Non è chiaro se questa discesa in campo - più incisiva di una semplice lettera - garantirà agli sviluppatori la copertura delle spese legali e altri potenziali rischi.

Nella sua mozione Apple dichiara esplicitamente che gli sviluppatori di app citati in giudizio sono "individui o entità di piccole dimensioni con risorse di gran lunga più esigue di Apple e [...] sprovvisti di informazioni tecniche, abilità e l'incentivo a tutelare adeguatamente i diritti garantiti a Apple dal contratto di licenza".

Già, perché Apple ha acquisito la licenza tecnologica da Lodsys, ma secondo il "troll" tale accordo non si trasmette agli sviluppatori che usano l'SDK di iOS per sviluppare le applicazioni. Apple ha già fatto sapere di essere di avviso opposto ed è chiaro che non ha intenzione di rinegoziare la licenza. Per ora la casa di Cupertino non ha avanzato la richiesta d'invalidare i brevetti, bensì si è focalizzata su un tema preciso, che è quello per cui Lodsys non può essere pagata due volte per le tecnologie in questione.

Florian Mueller, esperto di proprietà intellettuale, ha dichiarato che "a questo punto non posso scartare la possibilità che la teoria di Lodsys possa essere vincente rispetto all'argomento portato in campo da Apple. Tuttavia anche in tal caso, la buona notizia è che Apple si è mossa".

Lodsys senza riguardo, calpesta la Mela

Mueller si pone però alcuni interrogativi: cosa devono fare gli sviluppatori che ricevono la lettera o vengono denunciati da Lodsys? Apple sembra intenzionata a fare da scudo protettivo, ma finora non ha preso una posizione pubblica. "Penso che Apple debba rilasciare una dichiarazione sul fatto che gli sviluppatori non devono essere spaventati perché li sosterrà nel caso fossero denunciati. Forse Apple la farà dopo che le sarà concesso di intervenire".

La stessa cosa vale per Google. Una delle app denunciate, Labyrinth, è citata anche per la sua presenza sull'ecosistema Android. Alcuni sviluppatori hanno ricevuto la lettera di Lodsys, ma finora l'azienda di Mountain View non si è esposta pubblicamente. Cosa sta aspettando?

 
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Commenti dei lettori (11)

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1/2 avanti   
icarium 10/06/2011 11:18
+4
Un'atto dovuto a mio parere, come detto da Apple gli sviluppatori hanno meno possibilità di difendersi rispetto a loro, ormai queste aziende hanno schiere di avvocati che fanno solo quello e giustamente li devono mettere a disposizione per proteggere ichi fà anche i loro interessi.
Cmqe tanto di cappello ad Apple per l'intervento
JackZR 10/06/2011 11:51
0
MI sembra che l'errore non l'abbiano fatto gli sviluppatori ma la Mela quindi è d'obbligo questo provvedimento.
mad man 10/06/2011 12:12
+2

 Originariamente inviata da JackZR

MI sembra che l'errore non l'abbiano fatto gli sviluppatori ma la Mela quindi è d'obbligo questo provvedimento.


Gli sviluppatori sicuramente non hanno colpe, ma stò ancora aspettando di poter leggere l'accordo firmato da Apple e Lodsys per capire chi dei due ha voluto fare "il furbo".
peoplesuk 10/06/2011 12:24
0
Concordo, anche secondo me gli sviluppatori erano ignari, convinti di essere nel giusto.
Non credo abbiamo di proposito infranto dei brevetti confidando nell'intervento di mamma Apple.
nethuns 10/06/2011 12:51
0
sono curioso di leggere l'accordo.
Educato 10/06/2011 13:58
0
Noto che chi scrive non si pone molti problemi a definire troll un'azienda di cui non conosce la storia. Se forse avesse visitato il sito dell'inventore del brevetto ( http://computing2.com/) saprebbe che non si tratta di un pazzo in cerca di facile denaro da parte di piccoli sviluppatori indipendenti. Ha registrato più di 200 brevetti che sono stati licenziati alle più importanti società IT.
gra 10/06/2011 14:37
+1

 Originariamente inviata da Educato

Noto che chi scrive non si pone molti problemi a definire troll un'azienda di cui non conosce la storia. Se forse avesse visitato il sito dell'inventore del brevetto ( http://computing2.com/) saprebbe che non si tratta di un pazzo in cerca di facile denaro da parte di piccoli sviluppatori indipendenti. Ha registrato più di 200 brevetti che sono stati licenziati alle più importanti società IT.



Vero, ma è anche vero che questa società non ha fatto un bel nulla, ha solo rilevato dei brevetti fatti appunto dalla persona da te citata.
E' il sistema che è sbagliato, tant'è che chi ha un po' di soldi da investire in USA acquista brevetti di svariato tipo e assume legali e tecnici per analizzare il mondo circostante per riuscire a trovare qualcuno/qualcosa che ha fatto qualcosa di simile ai brevetti in proprio possesso per spillargli soldi.

Il concetto di brevetto purtroppo è stato parecchio storpiato applicandolo ad un mondo, quello "virtuale", che ahimè avrebbe necessità di regole ridefinite a misura e non di regole ereditate dal mondo "concreto" del passato.
E non solo nel campo dei brevetti (es. diritto d'autore, editoria, media, ecc...).
mettek 10/06/2011 14:47
0
Mmmm e google? Sbaglio o lo stesso problema c'è anche per l'android?

P.s mi raccomando se mettete pollici in giú abbiate le pal.. di rispondere o altrimenti siete anche voi troll
Manolo De Agostini 10/06/2011 14:59
+1

 Originariamente inviata da Educato

Noto che chi scrive non si pone molti problemi a definire troll un'azienda di cui non conosce la storia. Se forse avesse visitato il sito dell'inventore del brevetto ( http://computing2.com/) saprebbe che non si tratta di un pazzo in cerca di facile denaro da parte di piccoli sviluppatori indipendenti. Ha registrato più di 200 brevetti che sono stati licenziati alle più importanti società IT.



Ciao, è stata "per convenzione" generale definita troll. Vuoi anche perché ha brevetti in tasca...e non mi sembra che Lodsys li tramuti in prodotti come fanno aziende come Google, MS, Apple o altre. Tranquillo che i problemi me li sono posti, e sapevo anche che sarebbe arrivato qualcuno a lamentarsi su questo aspetto che è veramente la cosa meno importante di tutta la vicenda... ma fa niente.
Educato 10/06/2011 15:02
0

 Originariamente inviata da gra

Vero, ma è anche vero che questa società non ha fatto un bel nulla, ha solo rilevato dei brevetti fatti appunto dalla persona da te citata.
E' il sistema che è sbagliato, tant'è che chi ha un po' di soldi da investire in USA acquista brevetti di svariato tipo e assume legali e tecnici per analizzare il mondo circostante per riuscire a trovare qualcuno/qualcosa che ha fatto qualcosa di simile ai brevetti in proprio possesso per spillargli soldi.

Il concetto di brevetto purtroppo è stato parecchio storpiato applicandolo ad un mondo, quello "virtuale", che ahimè avrebbe necessità di regole ridefinite a misura e non di regole ereditate dal mondo "concreto" del passato.
E non solo nel campo dei brevetti (es. diritto d'autore, editoria, media, ecc...).



Sono d'accordo, ma bisogna ricordarsi che i brevetti sono il "male minore". Una volta le big corporation mettevano ogni nuova tecnologia o innovazione sotto segreto industriale e non c'era speranza di creare concorrenza con realtà alternative. Oggi, grazie ai brevetti, piccole o grandi società possono licenziare tecnologie di grandi aziende e multinazionali e creare concorrenza in un mercato che altrimenti sarebbe controllato da un solo attore.
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