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Apple fa un passo indietro sui pagamenti In-App

15:53 - 9 giugno 2011 di Dario d'Elia

Secondo MacRumors Apple avrebbe cambiato le App Store Review Guidelines consentendo agli editori la gestione esterna dei pagamenti. Questo vuol dire che ogni abbonamento esterno alla piattaforma Apple non sarà gravato da revenue share.

Apple alla fine ha ceduto di fronte alla pressione degli editori: ha eliminato i paletti sulla gestione dei pagamenti delle App. D'ora in poi, stando a quanto riporta MacRumors, quotidiani e riviste potranno stabilire a piacimento non solo se attivare i pagamenti In-App o meno, anche la politica tariffaria. La voce "stesso prezzo o inferiore rispetto a questo esterno alla app" è scomparsa dal contratto di policy (App Store Review Guidelines).

In-App

Dal 30 giugno entreranno in vigore norme aggiornate: nello specifico è stata cambiata la sezione 11.13, ora diventata 11.14. In questa si parla della possibilità di non attuare revenue sharing degli introiti quanto le vendite avvengono al di fuori della piattaforma Apple – come nel recente caso del Financial Times.

Il passo indietro di Apple probabilmente si deve non tanto alle proteste degli editori ma alle nuove indagini antitrust che sono partite negli Stati Uniti e nell'Unione Europea. Gli obblighi dei pagamenti In-App secondo molti esperti potevano essere considerati al confine delle normative vigenti. Apple ha preferito giocare d'anticipo e concedere un po' più di libertà ai suoi partner.

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Commenti

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MRC 09/06/2011 16:18
 
questo varrà anche per In-App purchase di tutte le applicazioni o solo per i quotidiani/periodici?
Cioè ogni sviluppatore potrà fare ciò che vuole, vendendo le aggiunte anche al di fuori del circuito App Store?
Dario D'Elia 09/06/2011 16:25
 

 Originariamente inviata da MRC

questo varrà anche per In-App purchase di tutte le applicazioni o solo per i quotidiani/periodici?
Cioè ogni sviluppatore potrà fare ciò che vuole, vendendo le aggiunte anche al di fuori del circuito App Store?



Apps can read or play approved content (specifically magazines, newspapers, books, audio, music, and video) that is subscribed to or purchased outside of the app, as long as there is no button or external link in the app to purchase the approved content. Apple will not receive any portion of the revenues for approved content that is subscribed to or purchased outside of the app.

d.
macfanboy 09/06/2011 16:53
 
aggiungiamoci anche l'app in html5 del financial times, che se ne è fregato altamente delle policy apple, rilasciando cmq un prodotto ottimo per i suoi devices.
MRC 09/06/2011 16:57
 

 Originariamente inviata da Dario D'Elia

Apps can read or play approved content (specifically magazines, newspapers, books, audio, music, and video) that is subscribed to or purchased outside of the app, as long as there is no button or external link in the app to purchase the approved content. Apple will not receive any portion of the revenues for approved content that is subscribed to or purchased outside of the app.

d.



'zie.
Gli sviluppatori potrebbero inserire un pulsante che manda "genericamente" al loro sito dove poter comprare gli add-on, ma poi dovrebbero smazzarsi tutta la parte delle riscossioni ecc ecc...
peoplesuk 09/06/2011 17:14
 
+1 
C'era una volta un articolo che parlava di come il Financial Times avesse fregato Apple...
   
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