Apple è l'azienda con la capitalizzazione di mercato più alta di tutti i tempi, ma senza tenere conto dell'inflazione. La casa di Cupertino ha chiuso la giornata di ieri al NASDAQ toccando il valore di 623,5 miliardi di dollari, andando a superare i 621 miliardi fatti segnare da Microsoft tredici anni fa (oggi è a 257,7 miliardi).
Tenendo conto dell'inflazione però si scopre che il dato di Microsoft (in data 30 dicembre 1999) sarebbe di 850 miliardi di dollari. A ogni modo, tecnicismi e calcoli a parte, la corsa delle azioni Apple al NASDAQ è incredibile (in un anno sono passate da 354 dollari a 665 dollari) e anche alla Borsa di Francoforte il titolo ha chiuso ieri a 537,19 euro, toccando durante la seduta i 538,37 euro.
Le azioni continuano a salire non solo per via dell'ottimo stato di salute dell'azienda, ma soprattutto in previsione dell'evento di metà settembre in cui sarà svelato il nuovo iPhone. Si parla anche di un possibile iPad "mini" e di novità nella gamma iPod, ma non c'è nulla di sicuro, tranne il nuovo smartphone.
L'unico calo recente e rilevante lo abbiamo visto tra il 25 e il 26 luglio (da 600 a 574 dollari), cioè a margine di una trimestrale al di sotto delle aspettative degli analisti. In quel caso avevamo parlato di attese forse troppo elevate, e non vorremmo che la situazione si stia ripetendo.
Alcuni analisti come Toni Sacconaghi di Bernstein Research affermano che rimangono dubbi sulla disponibilità dei componenti per i nuovi prodotti, con conseguente impatto sulla data di uscita nei vari paesi e sulla capacità di rispondere alla richiesta del mercato. Non resta che aspettare il debutto e l'andamento delle vendite per capire se il titolo continuerà questa corsa senza freni.
A fare da contraltare ad Apple troviamo Facebook. Il titolo dell'azienda fondata da Mark Zuckerberg nella giornata di ieri ha toccato i 20 dollari, dopo essere momentaneamente sceso a 18,75 dollari. Ricordiamo che l'IPO è stata di 38 dollari. Pesa sull'azienda lo scetticismo del mondo finanziario, che deve ancora vedere progressi concreti nella monetizzazione della grande base d'utenti, quasi un miliardo di persone, del social network. Per questo Zuckerberg e soci dovranno correre ai ripari al più presto con ulteriori iniziative.
Da segnalare infine che l'investitore Peter Thiel, il primo a investire in Facebook nel 2004 con 500 mila dollari, ha venduto 20 milioni di azioni tra giovedì e venerdì a prezzi tra 19,69 e 20,70 dollari. Thiel ha raccolto oltre 1 miliardo dal suo investimento in Facebook e ha ancora azioni che hanno un valore di circa valore di 112 milioni di dollari secondo il Wall Street Journal.

Commenti dei lettori (63)
non sai nemmeno di cosa parli.. una bolla speculativa è facebook che ha avuto una capitalizzazione in borsa a 38$ quando i dividendi fanno ridere e il modello di business non è chiaro! Apple ha dei dividendi altissimi e un modello di business oliato alla perfezione e copiato da tutti.. alla Apple girano soldi veri non virtuali.. dimmi tu dov'è la bolla speculativa..al contrario data la solidità dell 'azienda si può anche affermare che le azioni apple siano ad oggi un bene rifugio
Comunque, per mettere in prospettiva : http://online.wsj.com/article/SB1000087239639044385 5804577601773524745182.html?mod=googlenews_wsj#project%3DAPP LE0821%26articleTabs%3Dinteractive
Neanche tutte le nostre banche hanno un simile capitale xD
Ad essere pignoli il record di M$ attualizzato sarebbe attorno agli 850$, se poi andiamo indietro nel tempo credo che i valori attualizzati di IBM siano tutt'oggi irraggiungibili.
Bolla speculativa?Un pò dietro c'è...Apple vuol dire marchio,brevetti,design e poco altro, non possiede asset industriali come magari potrebbe possedere un'industria automotive o del petrolchimico.Sul finire degli anni'90 capitò proprio questo: aziendine con qualche server e pochi tavoli in croce che valevano quando aziende con 4/5 siti industriali...totale non-sense
sara 1.300.000.000.000 come dice razor
perché citi solo facebook quando tutti i siti internet quotati in borsa stanno perdendo valore? comunque tale bolla influirà anche su chi vende dispositivi che ne fanno largo uso di questi plus (quali sono i social network)
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