
Ieri Apple ha presentato al Museo Guggenheim di New York il suo ambizioso progetto per entrare nel mondo dei libri scolastici. Dal palco Phil Schiller ed Eddy Cue hanno presentato infatti i nuovi iBooks, iTunes U e iBooks Author – i tre moschettieri, per dirla con Pino Bruno, a cui si aggiunge l'iPad nel ruolo di D'Artagnan.
L'idea è di proporre l'iPad come sostituto a pieno titolo dei libri usati da studenti e insegnanti, e per raggiungere tale obiettivo Apple fa ciò che sa fare meglio: creare un intero ecosistema attorno a un'idea, un organismo di applicazioni, contenuti, dispositivi e accordi tra i partner. Tutto per portare nelle mani dell'utente finale il prodotto perfetto (almeno secondo Apple).
Eddy Cue presenta le novità Apple
iBooks 2.0 è la nuova versione dell'applicazione iOS dedicata alla lettura e al commercio di libri elettronici; tra le novità, una migliore gestione del multitouch, evidenziatore, didascalie interattive, video integrati, gallerie d'immagini, annotazioni (raccolte automaticamente), glossario integrato e altro. La nuova applicazione in altre parole porta il concetto di libro elettronico dal semplice testo alla piena interattività, come si può vedere in questa pagina dimostrativa.
Ci sono poi gli accordi con gli editori, che Apple ha firmato con Houghton Mifflin Harcourt, McGraw-Hill e Pearson. Tre nomi che rappresentano il 90% del mercato dei libri di testo (college e università) degli Stati Uniti. La buona notizia è che i libri digitali su iBooks costeranno circa 15 dollari, a fronte di un prezzo dello stampato di circa 75 dollari.
Libri interattivi su iPad
Gli editori spiegano che ciò è possibile perché da una parte si riduce la longevità del testo, e dall'altra non c'è mercato dell'usato. Due fatti non edificanti, ma alla fine comunque sembra che vincano tutti, studenti compresi. La natura dell'accordo con Apple non è nota, ma si suppone che l'azienda ripeta con gli editori il modello 70/30 già applicato a musica e applicazioni.
C'è poi iTunes U, un'applicazione e un servizio che esiste da qualche anno, e che Apple sta ora rilanciando. Si tratta di una sorta di punto di ritrovo della didattica. Al suo interno si potranno trovare interi corsi formativi, dalla biologia alla teoria della letteratura, dal marketing all'ingegneria dei materiali. Gli studenti potranno accedere ai materiali prodotti e caricati dai docenti, comprensivi di video, immagini, link e collegamenti ai libri presenti su iBooks.
iTunes U è anche uno strumento per studiare e fare i compiti: lo studente accede al proprio corso, e per esempio può vedere che l'insegnante chiede di leggere il capito cinque di un certo libro su iBooks. Con un click si passa direttamente al testo, e a cose fatte si può spuntare l'attività come fatta. Diverse scuole USA hanno già aderito al programma, e i loro corsi saranno disponibili su iTunes U. Tra i materiali didattici offerti non mancano quelli provenienti da diverse università italiane.
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Originariamente inviata da tom891
Bisognerebbe cambiare la mentalità degli insegnanti e degli studenti e non servirebbe apple....ESISTE GIà TUTTO!
Originariamente inviata da Bivvoz
Come al soluto Apple cerca di inventare l'acqua calda e farla passare per l'invenzione del secolo.
http://www.scuolabook.it/
Originariamente inviata da tom891
Non sono daccordo con apple.
1. da studente vorrei scegliere il tablet che mi pare
2. da insegnante vorrei scegliere il tablet che mi pare
Bisognerebbe cambiare la mentalità degli insegnanti e degli studenti e non servirebbe apple....ESISTE GIà TUTTO!
Originariamente inviata da Bivvoz
Come al soluto Apple cerca di inventare l'acqua calda e farla passare per l'invenzione del secolo.
http://www.scuolabook.it/
Poi aggiungiamo che se dovranno studiare ore e ore su un ipad con schermo retroilluminato i nostri figli avranno tutti problemi di vista.
Per leggere serve uno schermo non retroilluminato come l'e-ink, possibile che così pochi lo capiscano?
O per tutti il leggere equivale a leggere 15 minuti?
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