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Apple recinta iOS 4 per la pubblicità mobile

10:01 - 10 giugno 2010 di Manolo De Agostini

Apple ha modificato i termini di sviluppo di iOS, permettendo solo ad agenzie pubblicitarie indipendenti di avere mezzi per competere. In questo quadro non dovrebbe rientrare AdMobe, principale azienda del settore nel mobile e da qualche mese nelle mani di Google. Big G fa la voce grossa.

Apple e Google sempre più ai ferri corti. Al centro della polemica c'è la modifica dei termini di sviluppo di iOS 4 (iPhone, iPod Touch, iPad), che da qualche giorno permette alle agenzie  pubblicitarie esterne e indipendenti di raccogliere dati con il consenso degli utenti. C'è una clausola tuttavia che ha un retrogusto "anti-Google" (ma non solo) che Apple ha giustificato con la privacy degli utenti e dei suoi prodotti. Una tesi un po' fragile, a nostro modo di vedere.

La nuova sezione 3.3.9 dei termini di sviluppo riporta che "le applicazioni non possono collezionare, usare o offrire a terze parti i dati utente o del dispositivo senza precedente consenso dell'utente".

C'è anche scritto che le informazioni possono essere fornite a un "provider indipendente il cui business primario è la pubblicità mobile".

In poche parole se un provider pubblicitario è in mano o è affiliato a uno sviluppatore o distributore di dispositivi mobile o software non è qualificato come indipendente e quindi non può fare quanto esposto nella sezione 3.3.9. In un mondo in cui la pubblicità mirata è sempre più importante, non conoscere le abitudini degli utenti equivale ad annunci meno interessanti, cliccati ed efficaci. Insomma, si parla di introiti minori per l'agenzia che realizza l'inserzione e per anche per chi la fa e la ospita. Un'agenzia che non può garantire una pubblicità efficace è destinata all'oblio.

La clausola sembra adattarsi perfettamente ad AdMob, l'azienda che si occupa pubblicità mobile acquisita da Google nel novembre 2009. Google è attiva nel mondo mobile con Android e questo impedisce ad AdMob di concorrere lealmente con iAd di Apple sui dispositivi iOS (iPhone, iPod Touch, iPad). Questa situazione è vera per Google ma anche per Microsoft, nel caso decidesse di entrare nel mondo della pubblicità sui prodotti iOS.

La modifica dei termini di sviluppo non è stata presa bene da Google, che ha fatto sapere la propria posizione tramite il fondatore di AdMob, Omar Hamou.

"Questi cambiamenti ai termini di sviluppo rischiano di ridurre - o persino eliminare - le entrate che aiutano a supportare decine di migliaia di sviluppatori. I termini colpiscono sia i grandi che piccoli sviluppatori limitando decisamente la loro scelta su come fare soldi al meglio. Dato che la pubblicità permette di sostenere un grande numero di applicazioni gratis e a basso costo, questi termini sono un male anche per i consumatori".

"Questo cambiamento non è nel migliore interesse di utenti o sviluppatori. Nella storia della tecnologia e dell'innovazione la competizione fornisce i migliori risultati. Le barriere artificiali alla competizione colpiscono gli utenti e gli sviluppatori e, a lungo andare, fermano il progresso tecnologico".

"Personalmente ho lavorato con molti sviluppatori di applicazioni per iPhone nel mondo, incluso uno che ha creato un gioco semplice e divertente nei primi giorni dell'App Store. Ha realizzato la app perché era interessato alla sfida. Su quella singola app ha costruito entrate milionarie grazie alla pubblicità di AdMob. Ha assunto un intero team e trasformato un hobby in un vero business. Vediamo queste storie ogni giorno. Vogliamo aiutare a realizzarne altre, quindi parleremo con Apple per esprimere le nostre preoccupazioni sull'impatto di questi termini".

Un discorso molto bello, ma che ridotto all'osso significa che AdMob, e quindi Google, ha paura di perdere un sacco di soldi da una mossa che può essere vista in chiave anti-competitiva. Le autorità antitrust cosa dicono in merito? Ci piacerebbe saperlo.

Aggiornamento: Reuters riporta che Apple potrebbe essere oggetto di un'indagine antitrust. La stessa voce era già ricorsa prima dell'ultima revisione dei termini di sviluppo, anche se riguardava maggiormente l'impossibilità di sviluppatore in Flash sui prodotti mobile della Mela (L'Antitrust vuole indagare sui paletti di Apple, Apple e l'Antitrust, anche iAd nel mirino?).

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Commenti

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1/4 avanti    
Vardar 10/06/2010 10:09
 
Be', però il punto 3.3.9 non dice che non possono in assoluto, in alcun caso, ma che non possono raccogliere dati senza il consenso dell'utente.
Non sarebbe sufficiente che lo sviluppatore mettesse una finestrella all'avvio dell'applicazione che chiede all'utente "consenti la raccolta di dati personali?"
Quanto 10/06/2010 10:12
 
Scusatemi,mi sento uno stupido, non è che c'è qualcuno che tanto gentilmente mi riassume questo articolo? Non ho capito niente...
g.dragon 10/06/2010 10:12
 
ma è legale fare una cosa del genere?? a me sembra tanto concorrenza sleale o qualcosa del genere..
niksd 10/06/2010 10:14
 

 Originariamente inviata da Vardar

Be', però il punto 3.3.9 non dice che non possono in assoluto, in alcun caso, ma che non possono raccogliere dati senza il consenso dell'utente.
Non sarebbe sufficiente che lo sviluppatore mettesse una finestrella all'avvio dell'applicazione che chiede all'utente "consenti la raccolta di dati personali?"



che sarebbe anche la cosa che a parer mio si dovrebbe sempre e comunque fare..!
TheThane 10/06/2010 10:14
 

 Originariamente inviata da Vardar

Be', però il punto 3.3.9 non dice che non possono in assoluto, in alcun caso, ma che non possono raccogliere dati senza il consenso dell'utente.
Non sarebbe sufficiente che lo sviluppatore mettesse una finestrella all'avvio dell'applicazione che chiede all'utente "consenti la raccolta di dati personali?"



Così dovrebbe essere per legge mondiale! Ma loro sanno che tutti gli utenti ad un simile messaggio mettono "NO". Per questo quelli di Google si sono incazzati, anche se sono in torto marcio.
AZE 10/06/2010 10:14
 

 Originariamente inviata da Quanto

Scusatemi,mi sento uno stupido, non è che c'è qualcuno che tanto gentilmente mi riassume questo articolo? Non ho capito niente...

Non ti preoccupare non l'ho capito nemmeno io...devono averlo fatto per occupare spazio
manuelpedron 10/06/2010 10:17
 

 Originariamente inviata da TheThane

Così dovrebbe essere per legge mondiale! Ma loro sanno che tutti gli utenti ad un simile messaggio mettono "NO". Per questo quelli di Google si sono incazzati, anche se sono in torto marcio.



E allora farebbero bene a farti pagare dal primo all'ultimo servizio (motore di ricerca compreso) piuttosto che sentire queste storie.
Vardar 10/06/2010 10:17
 

 Originariamente inviata da g.dragon

ma è legale fare una cosa del genere?? a me sembra tanto concorrenza sleale o qualcosa del genere..



Non se se sia o meno concorrenza sleale (concorrenza su cosa? Su che mole di dati dell'utente un'azienda riesce a reperire? bo...) ma trovo francamente divertente che una volta si scriva un articolo in cui ci si lamenta che google raccoglie troppi dati e la volta dopo ci si lamenta che a google non viene consentito di raccogliere abbastanza dati.
Ripeto, non è un discorso dal punto di vista legale, non so se sia corretto o meno, il mio è un mero discorso di coerenza.
g.dragon 10/06/2010 10:18
 

 Originariamente inviata da AZE

Non ti preoccupare non l'ho capito nemmeno io...devono averlo fatto per occupare spazio



in 2parole vuole impedire a google di fare pubblicità efficace nei suoi dispositivi mobili..
TheThane 10/06/2010 10:23
 

 Originariamente inviata da manuelpedron

E allora farebbero bene a farti pagare dal primo all'ultimo servizio (motore di ricerca compreso) piuttosto che sentire queste storie.



Se per te la tua privacy è una bazzecola buon per te. Io alla mia ci tengo! Non stiamo parlando di NON fare vedere la pubblicità . Infatti se hai letto l'articolo dice che non hanno l'autorizzazione di utilizzare collezionare, usare o offrire a terze parti i dati utente o del dispositivo e quindi non possono offrire pubblicità  mirata.
Quindi prima di sparare, leggi meglio.
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