L'Apple Store di Torino si è dovuto piegare alle esigenze della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici: il progetto cambierà ancora e l'inaugurazione sarà spostata a ottobre. Il salotto torinese ha ripudiato ancora una volta quel cyber-ligneo acquario che ormai è simbolo di contemporaneità. Ma i mondi sono distanti.
Perché se a New York a pochi passi da Central Park c'è un parallelepipedo di vetro che segnala l'ingresso dell'Apple Store, a Parigi abbiamo una piramide trasparente che dà il benvenuto al Louvre. Ecco, difficile far andare d'accordo geometrie diverse, ancor di più se si considera che tra l'una e l'altra passano 17 anni - l'Apple Store della Fifth Avenue è stato inaugurato solo nel maggio 2006.
I Sabaudi non transigono e così da quando i cantieri nella centralissima Via Roma sono iniziati il team di architetti ha dovuto correggere il progetto per ben tre volte. Apple è arrivata nella prima capitale del Regno d'Italia tutta improfumata di coolness. Volevano un mega store completamente in vetro. Pavimenti e soffitti, che da noi farebbero solo le pizzerie fashion. Via gli infissi a croce delle finestre circolari, via il Barocco (quel che è rimasto), via tutto.
Un Apple Store deve essere un non-luogo come McDonald's. Che tu stia a Pechino, Sidney o Ginevra dovresti avere la sensazione che il dentro è l'unica certezza. MacBook, iPhone e iMac come uniche coordinate esistenziali. Beh, questa è la filosofia dei brand store, infantile trasformarla in una crociata anti-Apple.

Apple Store nell'angolo
In ogni caso il compromesso è stato raggiunto: niente insegne a bandiera e finestre originali. Peccato solo per lo smantellamento del basamento in muratura, tipico dei portici torinesi. Sul vetro a profusione neanche il sindaco Fassino ha potuto dire no. Apple riqualificherà a sue spese tutta la facciata dell'edificio sito in via Roma 80. Darà lavoro a 50 persone. E probabilmente infastidirà la vicina FNAC (catena francese, che caso), che negli ultimi anni ha macinato milioni di euro con il suo store Apple interno.
A ottobre grande inaugurazione per l'Apple Store torinese, un centro da 1.360 metri quadrati e una superficie di vendita di 700 metri quadrati. La data non è stata svelata ma immaginare che possa coincidere con la disponibilità dell'iPhone 5 sarebbe davvero troppo.
Come si posizionerà però a livello mondiale? Secondo gli esperti se la giocherà con i più prestigiosi, come ad esempio quello londinese di Regent Street. Sarà il più grande italiano, perché se il primo supermarket gourmet (Eataly) ha aperto a Torino invece che a Milano o Roma ci sarà un perché. In verità i lumbard sotto la Madonnina le hanno preferito il Prada store, ma questo è un altro discorso.

La pietra serena di Firenze
E il pavimento sui cui tutto poggia? In pietra serena ovviamente. 10 anni fa Steve Jobs, durante un viaggio a Firenze, si innamorò di quella pietra grigia che rende ancora più prezioso il centro storico. Da allora la Casone di Firenzuola è il fornitore ufficiale di tutti gli Apple Store del mondo.
E così la storia si chiude. Che ne sarebbe di Apple se non posasse saldamente i piedi su qualcosa che ci appartiene? Ma che ha saputo valorizzare meglio di noi?

Commenti dei lettori (34)
cmq è vero qui a Milano la gara di appalto è stata vinta da Prada, Jobs ebbe il braccino corto...
ps a quando un apple store in vaticano? già mi vedo la facciata di s.pietro tutta in vetro e la faccia di steve al posto di quella del papa
la pietra è quella. ovviamente la lavorazione è diversa.
d.
ora però si può dire tutto quello che si vuole su apple, ma non che non abbia design (e non parlo di prodotti, e nemmeno della pietra su cui poggia
non mi sono mai accorto che fosse di pietra, avrei detto linoleum o qualcosa di simile... ci farò più caso la prossima volta....
troppo sottile, ho preferito correggere
d.
Ci vorrebbero più apple store per dare lavoro.
arriva arriva ... la giornata è lunga
d.