Apple vuole le nano-SIM: l'Europa accetterà lo standard?

di Dario d'Elia, 21 marzo, 2012 11:22

Apple vorrebbe che le nano-SIM card per smartphone e tablet fossero riconosciute come standard dall'European Telecommunications Standards Institute (ETSI). Il problema è che Motorola, RIM e Nokia hanno il timore che dietro a questa richiesta possano nascondersi spiacevoli sorprese. La cosiddetta nano-SIM ha dimensioni del 30% inferiori rispetto alle attuali micro-SIM (in pratica misurano 12 mm x 9 mm) e fino al 60% se si considerano le SIM card tradizionali - per di più lo spessore è ridotto del 15%.

Insomma, si parla di un'importante riduzione degli ingombri e di un vantaggio in campo ingegneristico. Ormai, fra esigenze hardware e di batteria, non si spreca più nulla. I produttori di cellulari però hanno paura che Apple detenga qualche brevetto correlato alle nano-SIM che possa condizionare il prezzo delle licenze. Aprire a questa soluzione, secondo gli esperti, vorrebbe dire ridisegnare completamente i dispositivi di nuova generazione poiché sarebbe inevitabile l'uso di un piccolo estrattore.

Nano-SIM, praticamente solo il quadratino

Il comitato ETSI deciderà la prossima settimana: il processo di voto però è già iniziato, e secondo indiscrezioni Apple avrebbe il favore degli operatori mobili. Il Financial Times sostiene anche che il gruppo del sì è ampio grazie, anche al regolamento che consente l'iscrizione di nuovi associati. Pare che il colosso di Cupertino abbia favorito recentemente l'ingresso di 6 sussidiarie europee.

Nokia non a caso ha domandato se sia giusto che un gruppo di compagnie possa ottenere un alto numero di voti puntando sulle iscrizioni. Insomma, è esplosa una querelle industriale, ma è verosimile pensare che dietro alle nano-SIM Apple nasconda solo un po' di vantaggio progettuale più che uno scopo di lucro legato alle licenze - ETSI non lo permetterebbe. Che ne pensate? Vi piace l'idea della nano-SIM?

Sappiamo che l'ideale sarebbe avere SIM virtuali (elettroniche), ma gli operatori sono contrari. Sarebbero costretti a rinunciare a un po' di ricavi generati dalla vendita delle SIM-card e dovrebbero tollerare cambio-operatore troppo facili.

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