Mentre il fondatore di Wikileaks Julian Assange stamani si consegnava alla polizia britannica, gli hacker di Operation Payback hanno confermato di aver attaccato PayPal e PostFinance. Ormai la battaglia per il diritto all'informazione (o presunto tale, dipende dalle opinioni) si combatte su ogni fronte: diplomatico, online e giuridico.
Julian Assange
Dopo una trattativa durata qualche giorno, Assange ha deciso di consegnarsi alle 10.30 (ora italiana) presso una stazione di polizia londinese. Il mandato di arresto europeo fa riferimento ad aggressioni sessuali nei confronti di due donne. Il patron di WikiLeaks ha sempre negato ogni responsabilità e quando comparirà nei prossimi giorni di fronte alla Corte cercherà in ogni modo di evitare l'estradizione.
Una buona parte dell'opinione pubblica è ormai convinta che questa vicenda sia poco chiara. Difficile sapere se sia stata orchestrata, certo è che il tempismo del mandato di cattura è perfetto – giunge poco dopo la fuga di notizie riguardante la guerra in Afghanistan.
In ogni caso secondo il Guardian, Assange avrebbe già previsto la raccolta di una cauzione pari a circa 100/200mila sterline per far fronte alle richieste del giudice. Non è da escludere anche il coinvolgimento di almeno sei garanti di altro profilo.
Quanto al discorso pirateria bisogna rilevare l'azione dell'ormai famosa Operation Payback, che tenta di controbattere agli attacchi DDOS (Distributed Denial of Service) di provenienza oscura sferrati contro WikiLeaks e PirateBay. Ebbene, sembra che a questo giro gli hacker siano riusciti a ferire PayPal e PostFinance. Questo il prezzo per aver rotto i rispettivi contratti con la piattaforma online più temuta del globo.

Commenti dei lettori (45)
Non vedo perchè dare colpe a pay pal qui il problem è dei governi che fanno pressioni su pressioni. Se tu fossi proprietario di pay pal non credo che avresti fatto diversamente. A quei maiali dei governi coinvolti andrebbe rotto il culo
Molte notizie che assange ha rilasciato non sono nuove anzi, ma almeno hanno dell'ufficialità ...
forse molta gente inizierà a ragionare con la propria testa ... cosa rara...
La cosa positiva è che cmq questo è una prova che ad oggi il web è ancora free! che non è ancora possibile filtrare tutto e che forse uno spiraglio di informazione libera esiste ancora...
... forse...
... e per il momento!
Sarebbe interessante sapere cosa ne sanno in cina di sti avvenimenti
PS: Paypal non si è comportata diversamente da Amazon.. e sicuramente non hanno deciso loro di comportarsi così.
Poi per una "presunta" violenza sessuale rilasciano un mandato di cattura internazionale e per i pluriomicidi no?
"l'appiglio su cui si basano le accuse sarebbe la mancanza di uso del condom durante un rapporto sessuale consensuale. Caitlin ricorda che inizialmente la Procura ritirò il mandato d'arresto per l'accusa di stupro e molestie sessuali, lo scorso agosto, perché non riscontrò alcuna prova. Ora, tre mesi dopo, le accuse ricompaiono, rilanciate da tutta la stampa internazionale. Il legale accusa: per il sistema giudiziario svedese "un rapporto sessuale consensuale iniziato con l'intenzione di mettere il preservativo, svoltosi con l'uso del preservativo, ma terminato senza, si configura come stupro". E aggiunge: le dichiarazioni delle due donne coinvolte, Sophia Wilen e Anna Ardin, secondo cui "non ci fu alcuna violenza né paura", in ogni altro paese occidentale avrebbero fermato le accuse di stupro, ma ciò non accade in Svezia, che ora rischia di rovinare la propria reputazione di modello di modernità. Caitlin riferisce anche che le due donne si vantarono con sms e messaggi su siti di social network delle propria conquista."
Intanto, lo stupratore di una 13enne ("violenza sessuale con l'ausilio di sostanze stupefacenti") tal Roman Polański, se ne sta tranquillo qui in Europa a ricevere premi e applausi per le sue "opere".
Concordo.
Chiedo a tutti... "Se tu fossi il signor PayPal, venissi avvicinato dal signor USA che ti dicesse, o fai come dico io o ti spacco in due come una mela a te e a tutti i tuoi dipendenti nonchè a tutti i tuoi azionisti" ... tu, signor paypal ... cosa diresti?
Certo... fa amaro... molto amaro... rendersi conto come non esiste un etica in ambito aziendale... ma nonostante l'amarezza mi viene difficile scaricare le colpe su Amazon, PayPal e le altre aziende che si sono trovate dentro la bufera.