Attacchi MITM alle reti wireless, sconfiggerli si può

di Manolo De Agostini - pubblicato lunedì 29 agosto 2011 alle 08:19

Al MIT di Boston è stato creato uno schema di sicurezza che dovrebbe permettere di rilevare e rende innocui gli attacchi man in the middle sulle reti wireless, e non serve nessuna password.

I ricercatori del MIT di Boston hanno svelato il primo schema di sicurezza che può assicurare protezione dagli attacchi cosiddetti "man-in-the-middle" (MITM), in cui un malintenzionato s'interpone tra i due dispositivi wireless intercettando ed eventualmente manomettendo i dati trasmessi, senza far intuire la propria presenza.

Gli attacchi MITM possono colpire ogni tipo di connessione wireless, non solo tra dispositivi (telefoni o portatili) e base station (router Wi-Fi o torri di telefonia), ma anche un telefono e un auricolare wireless, un impianto medico e un monitor da polso, un computer e un sistema di casse wireless.

In precedenza per contrastare gli attacchi erano necessari una protezione con una password o qualche meccanismo di comunicazione aggiuntivo, come ad esempio un trasmettitore a infrarossi, oppure il pairing mediante due tasti (veri o virtuali) sui due dispositivi che si voleva collegare.

Quando due dispositivi wireless stabiliscono una connessione sicura, si scambiano le chiavi di crittografia. In un attacco MITM, il malintenzionato prova a trasmettere la propria chiave nell'esatto momento in cui avviene lo scambio di chiavi. Se ha successo, uno o entrambi i dispositivi lo confonderà per l'altro e sarà in grado d'intercettare le trasmissioni.

La protezione tramite password è un sistema che cerca d'impedire che tutto ciò avvenga, ma non è troppo sicuro e non sempre è applicabile. Pensate a un hotel o un aeroporto che offre il Wi-Fi: tutti gli utenti autorizzati della rete hanno generalmente la stessa password, il che significa che chiunque di loro può dare il via a un attacco MITM contro gli altri utenti della rete.  Inoltre molti utenti non proteggono adeguatamente le reti Wi-Fi, impostando password troppo semplici. 

Secondo Nickolai Zeldovich, che ha sviluppato il nuovo schema di sicurezza con Dina Katabi, Nabeel Ahmed e Shyam Gollakota, nessuna delle attuali soluzioni di sicurezza è abbastanza soddisfacente.

In un attacco MITM un malintenzionato ha bisogno di "sopprimere" il segnale del legittimo mittente. Il sistema ideato al MIT assicura che ogni tentativo sarà rilevato e reso innocuo. Il trucco sta nel fatto che, dopo la trasmissione delle chiavi di codifica, il mittente legittimo trasmette una seconda stringa di numeri riguardanti la chiave tramite un'operazione matematica nota.

Tuttavia mentre la chiave è convertita in un segnale wireless in modo ordinario - è codificata come cambiamenti nell'ampiezza di un'onda radio - la seconda stringa di numeri è codificata alternando un insieme di radiazioni (bursts of radiation) e silenzi.

Se un malintenzionato prova a sostituire la propria chiave per quella del mittente legittimo, dovrà inviare la corrispondente sequenza di radiazioni e silenzi. Tuttavia questa sequenza sarà differente da quella legittima.

Attraverso i silenzi di un segnale, il ricevitore sentirà le radiazioni dell'altro. Le sequenze sovrapposte appariranno al ricevitore come una sequenza del tutto nuova, che non corrisponderà alla chiave trasmessa, indicando un attacco MITM.

Il malintenzionato potrebbe tentare di sopprimere la totalità della trasmissione legittima e quindi inviare la sua chiave. Questo tuttavia richiederebbe di trasmissione di un segnale di una durata così lunga che avvertirebbe il ricevitore di un attacco in corso.

"Altre persone si sono concentrate sulla protezione contro gli attacchi man-in-the-middle e davano per scontato che un malitenzionato sarebbe stato in grado di manomettere i messaggi", ha dichiarato Tadayoshi Kohno, assistente professore d'informatica e ingegneria presso l'Università di Washington. "In un certo senso, in tutto il lavoro precedente si partiva da un presupposto fondamentale ma, questo studio fa un passo indietro e dice che non era corretto e cosa si può fare".

Si vocifera che ci siano già stati attacchi MITM contro telefoni 4G, anche se non sono stati verificati. Se fossero veri, anche i telefoni cellulari potrebbero beneficiare del sistema di sicurezza messo a punto dai ricercatori del MIT. "Lo stesso protocollo potrebbe essere usato in reti di telefonia cellulare", ha affermato Zeldovich. "A livello di design, l'idea sembrerebbe applicabile".

 

Commenti dei lettori (11)

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BillJobs 29/08/2011 08:39
-17
Un articolo un pò troppo allarmista ! Quì la gente muore di fame non ha tempo di mettersi a craccare reti wireless.
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AurZero 29/08/2011 08:53
+2

 Originariamente inviata da BillJobs

Un articolo un pò troppo allarmista ! Quì la gente muore di fame non ha tempo di mettersi a craccare reti wireless.



Si ma tomshw.it non è certo il sito della solidarietà

Di cosa vorresti parlare?
Red.87 29/08/2011 08:53
-10

 Originariamente inviata da BillJobs

Un articolo un pò troppo allarmista ! Quì la gente muore di fame non ha tempo di mettersi a craccare reti wireless.


Come si evince dal tuo nick sei una persona abbastanza confusa

Il sito della FAO sta da un'altra parte, qua si parla di tecnologia sai
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BillJobs 29/08/2011 09:01
-9

 Originariamente inviata da Red.87

Come si evince dal tuo nick sei una persona abbastanza confusa

Il sito della FAO sta da un'altra parte, qua si parla di tecnologia sai



Dal tuo invece si evince che sei una persona molto colta ed istruita nel mondo IT , certamente chiederò delucidazioni a tè , ma offendere una persona sulla base del nick è ragionevole aspettarselo da chi si chiama Red.2005 che da uno che si chiama Red.87 !
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Red.87 29/08/2011 09:32
-13

 Originariamente inviata da BillJobs

Dal tuo invece si evince che sei una persona molto colta ed istruita nel mondo IT , certamente chiederò delucidazioni a tè , ma offendere una persona sulla base del nick è ragionevole aspettarselo da chi si chiama Red.2005 che da uno che si chiama Red.87 !


Oh scaldarsi tanto per una battuta guarda che non serve a niente eh

Cmq per me chiusa qua, non voglio dare lavoro ai mod
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Maxi*34* 29/08/2011 11:43
0
Pure le iene si interessarono degli attacchi mimt e fecero un servizio per mostrare quanto era semplice, rubarono un account facebook solo per mostrare come in un paio di ore si poteva rovinare per bene la giornata (o piu) ad una persona.
Francomoh 29/08/2011 12:15
0
Dai buoni, non vedo il caso di scaldarsi per una battuta simile
NNN 29/08/2011 15:43
0
Non sarò un sicurezzo (è il termine che diamo dalle nostre parti agli studiosi di sicurezza informatica ), ma da quel che ho capito la chiave dell'intero processo sta nella codifica della "seconda password", trasformata da una trasmissione dati binari classica ad una codificata sotto trasmissione e silenzio.
L'idea mi sembra così semplice che fatico a credere che si tratti di uno schema imbattibile (dopotutto è quanto l'esperienza insegna). Tanto più che temo sia uno schema di comunicazione più soggetto a problematiche trasmissive..

Interessante comunque, vedremo se ci saranno sviluppi in merito.

(p.s. ma sul serio ci sono aereoporti e alberghi che usano semplicemente una pre-shared key? :/ In ambito domestico sono il primo, ma qui stiamo parlando di contesti con responsabili di sicurezza pagati!)
kronos_662000 30/08/2011 02:05
0
L'unico sistema univoco per essere sicuri di non avere questo tipo di attacchi e utilizzare il mac address sul router che consente l'accesso solo a quelli registrati in fase di autentificazione. Ogni dispositivo ha il suo mac address ed è unico non duplicabile, quindi senza l'autenticazione relativa al mac, l'accesso risulta impossibile.
Ilruz 30/08/2011 09:44
0
Humm, in pratica modulano la portante usando una specie di segnale "morse", sulle cui "linee" e "punti" viaggia la password - non capisco pero' come questo non sia replicabile, da un'altro apparecchio che avesse la stessa tecnologia. Forse mi sfugge qualcosa.

 Originariamente inviata da kronos_662000

Ogni dispositivo ha il suo mac address ed è unico non duplicabile, quindi senza l'autenticazione relativa al mac, l'accesso risulta impossibile.



Su Linux il MAC e' forgiabile come ti pare ...
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