
L'audience radiofonico potrebbe essere rilevato anche tramite un'app per smartphone Android, iOS e in futuro Windows Phone. Con la liquidazione di Audiradio, il consorzio che fino a poco tempo fa si occupava dei rilevamenti, si è creata un'opportunità per la Ipsos di Nando Pagnoncellì. Il noto sondaggista ha proposto l'utilizzo del software Mediacell, che nella prima sperimentazione in Regno Unito sembra aver funzionato adeguatamente. Ovviamente non si pensa che possa risolvere totalmente il problema, ma con la crescente fruizione delle radio online pare un'ottima mossa per mettersi avanti.
In ogni caso l'ultima parola spetta all'AGCOM, che ha istituito per l'occasione un tavolo di confronto con gli operatori del settore per stabilire la governance e le regole della nuova società impegnata nella rilevazione degli ascolti.
Mediacell
Il problema è che la normativa vigente stabilisce che le rilevazioni degli indici di ascolto devono basarsi su metodologie condivise. Esattamente lo scoglio che ha fatto colare a picco Audiradio. Il settore infatti è spaccato: da una parte i grandi gruppi editoriali (Rai, Espresso, Radio24-Il Sole 24Oree, Mondadori) dall'altra i piccoli come Rtl, Rds, Radio Italia e MonteCarlo. I primi sono favorevoli al rilevamento quotidiano che si basa sugli ascolti reali; i secondi preferiscono il metodo Cati (Computer assisted telephone interviewing), praticamente le interviste telefoniche.
Ovviamente con Mediacell la rilevazione sarebbe al massimo della precisione poiché di fatto capta un segnale non udibile trasmesso da radio, podcast e altri servizi. Per altro identificando anche se si tratta di un ascolto in real-time o differito.
"Ci candidiamo ad assumere un ruolo di primo piano nella misurazione dell'ascolto radiofonico consapevoli delle complessità anche di tipo politico che questo comporta. Per esempio siamo già attrezzati per eventualmente integrare la nostra nuova rilevazione via-cellulare con le interviste telefoniche", ha dichiarato Nando Pagnoncelli.
Insomma Iposos ha già pensato anche all'opzione B, quella che farebbe piacere i piccoli.
Tutto questo fa pensare che a breve potrebbe essere risolto anche il problema della rilevazione dell'audience televisivo. Con la diffusione delle smart TV e dei decoder digitali la connessione Internet è praticamente scontata. Non resta che attendere ovviamente che cablino l'Italia e venga stabilita un'Agenda digitale.
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"Non resta che attendere ovviamente che cablino l'Italia"
dunque la radio si ascolterà solo via web? Con le tariffe che abbiamo la vedo dura
Originariamente inviata da Iba
Attualmente siamo in una condizione non proprio ottima per il mercato radiofonico.. le frequenze son poche, e son tutte sature, quindi, non vi é una possibilità di espansione, visto che, se si vuole avere una fm, bisogna comprare la frequenza del ripetitore.. per comprarla servono TANTI soldi, tipo, dalle 100 alle 200 o piú miglia di euro per una sola frequenza, che copre generalmente mezza provincia o meno, quindi, immagina che spesa hanno le network radiofoniche, spesa che riescono ad reintegrare con le pubblicità, cosa che é dura fare se si ha un parco ascoltatori minimo dovuto al quantitativo limitato di frequenze.
Cosa voglio dire? Col passare del tempo le piccole realtà radiofoniche chiuderanno, edendosi acquisire la frequenza da una delle attuali 11 network italiane, quindi, nel prossimo futuro, o si liberalizzeranno le frequenze con qualche stratagemma "meccanico", o si avrà il monopolio assoluto da parte di poche grandi realtà, generalmente sponsorizzate da grandi multinazionali.. es.. gruppo finelco, rizzoli, ecc ecc
Il web é free, con una regia automatica e una buona dose di bravura/fortuna con poca spesa potrai anche tu creare la tua realtà radiofonca, trasformare il tutto in un lavoro!
Il web é illimitato! Le fm son numerate
Per la tv la questione era la stessa, ora col digitale terrestre si avranno più canali con meno potere mediatico, quindi meno monopolio gestito dai 3 big.. rai mediaset murdock
Originariamente inviata da Iba
per comprarla servono TANTI soldi, tipo, dalle 100 alle 200 o piú miglia di euro per una sola frequenza,
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