Banda larga, ecco il Progetto Italia Digitale

di Dario d'Elia, 03 maggio, 2010 11:26

Confindustria ha confezionato Progetto Italia Digitale, un piano che con 200 milioni di euro del Piano Romani consentirebbe di incrementare la diffusione della banda larga. L'idea è che connettendo prima le imprese e poi le famiglie si possa disporre di maggiore domanda.

Confindustria con Progetto Italia Digitale vuole proporre al Governo una nuova strategia per la diffusione della banda larga. La prima considerazione è che una rivoluzione di questa portata consentirebbe di risparmiare 30 miliardi di euro all'anno. La redazione è stata curata da Confindustria Servizi Innovativi, e ha visto il coinvolgimento diretto anche del suo presidente Stefano Pileri, ex responsabile della rete del gruppo Telecom Italia.

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"Quando abbiamo deciso di lanciarci in questa iniziativa il primo obiettivo non è stato quello di supplire ad un vuoto, che pure è evidente a tutti, di progettualità sull'innovazione legata alle nuove reti. Abbiamo prima di tutto pensato a quello che potevamo fare noi di positivo, di fattivo, costruttivo, per uscire da questo stallo", ha spiegato Pileri a La Republlica.

"Insomma, in Europa si stanno muovendo tutti, dalla Gran Bretagna, la prima a partire, alla Francia, dalla Germania alla Spagna. Da ultimo è arrivato il piano Usa, Connecting America. Non potevamo più stare fermi. Mi auguro che questa proposta di piano globale per l'efficienza, la competitività e la sostenibilità del Paese sia raccolta anche dalle istituzioni".

Bisogna riconoscere che Confindustria non è caduta nella trappola dei dati fasulli. Riconosce infatti l'esistenza di servizi ADSL teorici e reali, in relazione alle prestazioni raggiunte. Ecco quindi scoprire che in 35 distretti industriali italiani campione (sui complessivi 59) ben il 95% gode di copertura a banda larga "teorica". L'ADSL "reale", in verità, è disponibile solo in cinque distretti
 
Gli obiettivi quindi sono di portare la banda larga nelle case (dal 45% all'80%), nelle aziende (dal 66% al 100%) e in tutte le strutture pubbliche. Per fare questo, secondo Pileri, bisognerebbe affidarsi a tutte le tecnologie disponibili: ADSL, fibra, Wimax e Hyperlan.

Completamente ribaltata la dinamica di implementazione sul territorio: prima le aziende con connessioni di almeno 20 Mega e poi le famiglie. Il tutto entro il 2012 investendo ovviamente anche sulla fibra, per poi arrivare al 2014 con il tessuto produttivo e la rete amministrativa coperti dai servizi.
Insomma, Confindustria è convinta che la domanda non manchi. Basterebbero 200 milioni di euro di questi fatidici 800 milioni del progetto Romani per riaccendere il motore italiano della banda larga.

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Commenti dei lettori (23)

1/3 avanti   
Piripiri 03/05/2010 11:39
0
La tabella dice tutto.....
Siamo i fanalini di coda in maniera imbarazzante.

Altro che italia paese industrializzato facente parte del G8.....sto paese sta andando a put**ane ed i nostri politici sono li strapagati a discutere di ca**ate......
sa1vo 03/05/2010 11:39
0
E' tutto falso, il governo italiano ha in piano un investimento di 130 miliardi di euro all'anno per il più grande allevamento mai realizzato di piccioni viaggiatori.
Dell'opera si occuperanno Tronchetti Provera, Cragnotti, Calisto Tanzi, il top tra i top manager italiani
red5lion 03/05/2010 11:43
0
La prima vera cosa da fare è una sola. Creare infrastruttura in fibra.
E per creare infrastruttura servono i CAVIDOTTI dove posizionare la fibra.
L'unico modo, Mr. OBAMA docet (mica peppiniello guadante..), è quello di obbligare le amministrazioni statali a posizionare dei cavidotti appositamente dedicati alla futura stesura di cavi nel momento in cui si faccia un qualsiasi lavoro di sistemazione stradale o di creazione di nuove strade.

Poi una volta che si dedice di dare connettività tutto diventa più semplice.

Tutto ovviamente, secondo la mia modesta opinione.
Ma visto che Obama ha già reso legge un provvedimento del genere, non vedo perchè non si possa replicare in Italia una cosa del genere..
fizby 03/05/2010 11:49
0
2014, quindi forse per il 2020 ce la facciamo? se ci basiamo sulle promesse, faccio in tempo a diventare nonno
andreakk73 03/05/2010 11:52
0
bisogna chiedere le elemosina al governo anche quando si tratta di una cosa cosi importante...ma
not_fake 03/05/2010 11:52
0
mancano molte altre attività ...
boxgabry 03/05/2010 12:00
0
Siamo bravi solo a comperare telefonini, ad importare le veline, le letterine, le schiocchine,riempire le TV di tette e culi a sperperare soldi su tutto quello che riguarda le cose di interesse comune,a rimpire le autostrade nei week-end, ad esplorare i posti piu' inconsueti del pianeta ma quando si tratta di investire su cose serie come Internet ed affini allora non siamo piu' bravi ma semplicemente ultimi.
the-smoker 03/05/2010 12:01
0
non so ...
sono un sostenitore degli investimenti in telecomunicazioni

ma le telecomunicazioni sono solo un tassello
l'italia non ha idea di cosa vuol fare da grande
se assomigliare all'africa o alla germania

ponte sullo stretto, nucleare
dirotteranno una montagna di risorse verso il "nulla"

in germania il parlamento (maggioranza + opposizione) ha votato quasi all'unanimità (80%)per la green economy
creando milioni di posti di lavoro in un periodo di crisi

qui si discute del sesso degli angeli
the-smoker 03/05/2010 12:06
0
l'italiano medio
poi pensa che le telecomunicazioni siano ...
IL CELLULARE
l'unico sistema per far decollare la banda larga
e frenare la decadenza del cavo
è passare la telefonia fissa al VOIP
magari con DNS condivisi e interoperabili su protocollo SIP
opt3ron 03/05/2010 12:10
0

 Originariamente inviata da sa1vo

E' tutto falso, il governo italiano ha in piano un investimento di 130 miliardi di euro all'anno per il più grande allevamento mai realizzato di piccioni viaggiatori.
Dell'opera si occuperanno Tronchetti Provera, Cragnotti, Calisto Tanzi, il top tra i top manager italiani


Stralol.
Tutta gente che mi ispira fiducia , ma non era meglio utlizzare i dodo? Non vorrei che una eruzione bloccasse la mia futura adsl.
1/3 avanti   
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