Secondo la nota testata britannica The Independent, Bank of America avrebbe chiesto a un'agenzia di investigatori privati di boicottare Wikileaks con azioni di sabotaggio informatico. Fonte dello scoop le mail trafugate dagli attivisti di Anonymous ad HBGary Federal (Voleva smascherare Anonymous, hacker all'attacco), pubblicate successivamente online a disposizione di giornalisti e blogger di tutto il mondo.
Quella di Anonymous è stata una "vendetta informatica", dopo le dichiarazioni dell'amministratore delegato di HB Gary Federal, Aaron Barr, che sosteneva di essersi infiltrato con successo nell'organizzazione di hacker e di averne svelato dettagli sulla leadership e sulla struttura.
Bank of America avrebbe chiesto di sabotare WikiLeaks e screditare i giornalisti solidali con il sito di controinformazione.

C'è addirittura un PowerPoint in cui si afferma che tre aziende per la sicurezza informatica - HB Gary Federal, Palantir Technologies e Berico Technologies - abbiano preparato un attacco contro WikiLeaks. L'azione doveva prevenire nuove rivelazioni di Wikileaks. Più volte, infatti, i collaboratori di Assange hanno detto di essere pronti a divulgare i "segreti" di Bank of America.
La presentazione in PowerPoint, esaminata dal reporter dell'Independent, sollecita un attacco contro WikiLeaks che comprenda l'invio di notizie volutamente false per minare la credibilità del sito, spianando la strada ad attacchi informatici che svelino le fonti di WikiLeaks e stanino i giornalisti vicini al sito di Julian Assange.
Tra loro è esplicitamente menzionato Glenn Greenwald, un reporter sostenitore di WikiLeaks negli Stati Uniti. Un'altra mail, scritta da Barr a un dipendente di Palantir, suggerisce che i dipendenti della compagnia dovrebbero rintracciare e intimidire chi fa donazioni a WikiLeaks.
Bank of America non sembra aver sollecitato direttamente i servizi di HB Gary Federal. Ha invece esposto l'idea a Hunton and Williams, studio legale che rappresenta l'istituto di credito. Il portavoce di Bank of America ha negato tutto.
ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione

Commenti dei lettori (24)
riferito a Bank of America ovviamente..
Se lo meriterebbero..
come ogni notizia relativa a wikileaks...
molto molto dubbioso e scettico...
suppongo che non si saprà mai la verità ne chi ha o meno ragione...
Le email della Bank of America e HBGary Federal che trattano i diversi modi per sabotare Wikileaks sono online pubblicate. E non sono 10,20 o 100. Sono migliaia. :-)
e la fonte delle e-mail trafugate è certa ???
ripeto... mah!
I documenti riportati dal Indipendent riguardano un gruppo di società legali di cui una ha avuto in passato relazioni con Bank of America, al momento non c'è alcun indizio che BoA sia implicata in questo, come al momento non si sa assolutamente se i documenti trapelati siano falsi o no.
Se tali documenti fossero veri sarò il primo a unirmi al coro delle indignazioni, ma al momento mi sembra una "esecuzione sommaria"
http://www.guardian.co.uk/media/2011/feb/15/anonymous-us-security-firms-wikileaks
ma soprattutto sono davvero talmente fessi da trattare simili argomenti via mail? La cosa puzza per quanto io sia solidale a Wikileaks....
ma non mi meraviglierei tanto..probabilmente non si potevano aspettare che qualche hacker sarebbe riuscito a trovare questi documenti...
piuttosto WikiLeaks. è stato piu volte attaccato e boicottato.. ki è stato?
se se la sono presi tanto con WikiLeaks vuol dire che le informazioni che possedeva erano pericolose e non un normale fake..
http://www.corriere.it/esteri/10_novembre_30/wikileaks-assange-banche_c0cfc5f2-fc4c-11df-8fb3-00144f02aabc.shtml
promessa non più mantenuta da Assange, il perchè sarebbe da chiedere a lui.
ora, che siano vere o non vere, affidabili o menzogne, le leaks fino ad allora rivelate erano perlopiù gossip da diplomatici, molti segreti di pulcinella... Ma quando si parla di economia, lì non ha più voglia nessuno di scherzare.