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Bank of America spavalda con WikiLeaks, ma rischia

15:54 - 20 dicembre 2010 di Elena Re Garbagnati

Bank of America mette al bando Assange e blocca i finanziamenti per WikiLeaks. Per tutta risposta, il team dell'organizzazione invita i clienti della banca statunitense a chiudere i propri conti e Assange definisce il provvedimento "un nuovo maccartismo finanziario".

WikiLeaks potrebbe essere coinvolto in attività incompatibili con le policy di Bank of America. Per questo motivo l'istituto di credito statunitense ha deciso di chiudere i suoi conti correnti (La battaglia per WikiLeaks è ormai partigiana).

Questa in sostanza, la motivazione alla base del provvedimento di Bank of America contro il patron di WikiLeaks che il vicepresidente degli Stati Uniti Biden definisce senza mezzi termini un terrorista hi-tech, nonostante gli Stati Uniti non abbiano ancora trovato il materiale necessario per accusarlo di spionaggio e l'Inghilterra gli abbia concesso la libertà vigilata dietro cauzione (Assange davvero libero, palla al centro e pedalare).

La risposta di WikiLeaks al provvedimento di Bank of America non si è fatta attendere: il 17 dicembre in un tweet il team di Assange chiede esplicitamente a tutti i clienti di Bank of America di chiudere i propri conti correnti aperti presso l'istituto e di trasferire i propri averi verso altri luoghi che vengono definiti "più sicuri".

Juliane Assange, patron di WikiLeaks

Non solo: oggi Julian Assange si è recato ai cancelli della villa di Vaughan Smith dove si trova agli arresti domiciliari per commentare il provvedimento di Bank of America, che ha definito "un nuovo maccartismo finanziario che priva la nostra organizzazione di mezzi necessari per sopravvivere e me personalmente di fondi preziosi per i miei avvocati. Coloro che devono proteggermi da un’estradizione negli Stati Uniti o in Svezia".

Il provvedimento dell'istituto bancario statunitense segue da vicino quelli di altri circuiti internazionali come Visa Europe, MasterCard e PayPal (PayPal abbandona WikiLeaks, avanti il prossimo). Il fatto che Bank of America possa essere uno degli istituti minacciati da possibili rivelazioni di WikiLeaks lascia supporre che la possibile violazione delle policy interne dell'istituto di credito non sia l'unica e reale motivazione alla base del provvedimento.

Assange aveva già dichiarato nel corso di una intervista di essere in possesso di 5 GB e più di dati riservati che riguardano "un importante istituto di credito", e nelle scorse settimane aveva alzato il tiro, dichiarando che a inizio 2011 avrebbe messo in luce le "pratiche immorali" di una importante banca statunitense.

Joe Biden durante l'intervista in cui ha definito Assange un "terrorista hi-tech"

Non solo, stando alle dichiarazioni del magnate australiano, il materiale di cui è in possesso, e che intende rendere pubblico, "darà una visione efficace e rappresentativa di come le banche si comportano a livello esecutivo, in un modo che imporrà inchieste e riforme", con un impatto tale da poter addirittura "demolire una o due banche". 

Secondo il vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, le pubblicazioni di WikiLeaks avrebbero messo a rischio molte vite umane, oltre a mettere in seria difficoltà gli affari degli Stati Uniti, e per questo il Dipartimento di Giustizia a stelle e strisce è già al lavoro per impedire nuove rivelazioni.

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Commenti

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1/4 avanti    
DjMarvel 20/12/2010 16:09
 
+46 
bello vedere i potenti con la puzza della paura sotto il naso ... bravo assange!
mauishark 20/12/2010 16:13
 
+30 
il "dipartimento di giustizia a stelle e strisce" si è accorto che è proprio il sistema di gestione dei mutui delle banche ad aver messo "a rischio molte vite umane" , causando anche quella enorme crisi che ha coinvolto tutti ?

è facile attaccare un Assange...piuttosto che togliere il marcio da un intero sistema economico.. vero Zio Sam?
Zarghil 20/12/2010 16:17
 
+8 
Quando si dice coda di paglia...
tomawhack 20/12/2010 16:30
 
+2 
Le banche hanno una policy? Peccato non ne abbiano una interna altrettanto rigida!
Luis86 20/12/2010 16:31
 
+5 
prevedo un attacco...
Jimmy 20/12/2010 16:36
 
+8 
Basta leggersi un qualunque testo di storia per accorgersi che come si ragiona oggi già si ragionava 2.000 anni fà.

Basta guardarsi in casa per vedere gente che ha lo stipendio e non se lo merita.

Tra lo Zio Sam e il Mario Rossi di turno non è che ci sia tanta differenza alla fine.

Ben venga comunque il ricordarsi di queste cose ogni tanto!
g.dragon 20/12/2010 16:39
 
ma scusa queste banche fanno come gli pare?? chiudono e aprono i conti senza alcun motivo?? questa è una truffa a tutti gli effetti...
fabear 20/12/2010 16:44
 
Secondo me si sta per scatenare una guerra, anzi è già iniziata, dove perdono tutti, istituzioni pubbliche e private e WikiLeaks. Che fare? Forse sarebbe meglio per le prime non dare visibilità mediatica a WikiLeaks evitando di inchiodare al palo il suo leader, moltissima gente non sapeva nemmeno dell'esistenza di Assange prima delle incriminazioni e restrizioni cui è stato soggetto. Ma se c'è la volontà di inchiodarlo a tutti i costi non credo che non ci sarà reazione. Chissà, magari la prossima volta qualcuno tirerà fuori delle multe non pagate per divieto di sosta o gli sequestrerà i bollini del supermercato...
sassi 20/12/2010 16:47
 
-3 
Terza Guerra Mondiale....
ToroXp 20/12/2010 16:49
 
+2 

 Originariamente inviata da redazione

in un modo che imporrà inchieste e riforme", con un impatto tale da poter addirittura "demolire una o due banche




Cosa pericolosissima, già il sistema è debole e precario, siamo ancora in mezzo al fuoco incrociato della speculazione e della crisi, le borse si stanno tenendo a galla per miracolo, i governi stanno spendendo cifre folli bruciando miliardi di euro, se ci saranno rivelazioni tali da sconquassare il sistema bancario in questo modo potete tranquillamente aspettarvi uno tsunami finanziario.

Solo che questa volta colpiranno direttamente i vostri risparmi, per chi ne ha, l ipotetico futuro in cui i governi sono costretti a "congelare" i soldi dei risparmiatori nelle banche per non farle fallire non è poi cosi ipotetico.

Fanta-politica ma non troppo.

Dopo decenni di signorato mondiale ci si desta proprio ora? A volte certe verità è meglio siano taciute.

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