Il Samsung Advanced Institute of Technology, il dipartimento dell'azienda sudcoreana impegnato nella ricerca IT, ha sviluppato una nuova struttura di transistor usando il grafene. Com'è risaputo questo materiale "miracoloso", su cui istituti e aziende di tutto il mondo lavorano da tempo, un giorno potrebbe sostituire il silicio in campo informatico.
La nuova soluzione si chiama Barristor, o se preferite italianizzarlo Barristore, e può interrompere il flusso di corrente nel grafene senza degradare la mobilità degli elettroni. Da tenere presente che il Samsung Advanced Institute of Technology detiene 9 brevetti cardine sulla struttura e il metodo operativo del Barristore al grafene.
Questo dispositivo è stato ottenuto riprogettando i principi operativi degli switch digitali. "La barriera di Schottky al grafene-silicio può immettere o togliere corrente controllando l'altezza della barriera stessa", scrive Samsung nel proprio comunicato stampa.

L'azienda ha anche realizzato gran parte del gate logico base (inverter) e dei circuiti logici (half-adder) ed è anche riuscita a dimostrare un'operazione base (adding). Grazie al risultato di questa ricerca si aprono le porte a nuove strade per l'industria tecnologica che da 40 anni a questa parte ha puntato sul silicio e sulla miniaturizzazione ma oggi si avvicina sempre di più i limiti fisici invalicabili.
Poiché il grafene possiede una mobilità degli elettroni circa 200 volte maggiore rispetto al silicio, è da considerarsi un potenziale sostituto. Il suo principale problema - fino a oggi - è che a differenza dei semiconduttori tradizionali, la corrente non può essere tolta perché si tratta di un materiale semi-metallico. Questo è diventato il problema chiave nella realizzazione dei transistor al grafene, dato che per rappresentare i segnali digitali 1 e 0 in un transistor sono richiesti sia il flusso on che quello off.
In passato altri ricercatori hanno provato a convertire il grafene in un semiconduttore, riducendone però in modo drastico la mobilità degli elettroni e portando così un generale scetticismo sulla fattibilità di transistor al grafene. La scoperta di Samsung risolve proprio questo problema e avvicina un po' di più il grafene ai prodotti commerciali, anche se è meglio che non vi aspettiate novità rilevanti a breve termine: questo è solo un altro passo verso l'obiettivo finale.

Commenti dei lettori (16)
Non era più semplice da gestire il silicene?
Giusto! Perchè non provi a dirlo a quel team di ingegneri specializzati e superselezionati che lavorano al progetto? Magari non ci avevano proprio pensato!
nuova tazza dal cesso fatta di grafene, non ti gelerà più il sedere d'inverno
Tu scherzi ma.....
siamo troppo abituati alle cpu da 60-70Watt se va bene.. uso un culv da 10Watt da 1 anno quasi, ed è perfetto, un pc privo di rumori per un corretto uso, non sarà il più veloce nei benchmark, ma ci navigo tranquillamente!
un bel pc con un chip potente quanto un middle level che consuma come un culv.. magari!
Ricordiamoci sempre che le grandi idee sono nate per caso/fortuitamente,e che una super qualifica non rende le persone il padre eterno
secondo me invece il futuro è nello stronzio
...solo che siccome ha un nome orribile si rifiutano di farci qualcosa solo perchè si vergognano
Per gli economisti
http://www.graphiteblog.com/2012/04/silicene-versus-graphene.html
Per chi non si accontenta
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0167572911000483
su quali basi lo affermi?
sarebbe più completo dare un minimo di spiegazione alle affermazioni