Basta copyright e brevetti, per il progresso dell'umanità

di Valerio Porcu, 08 marzo, 2012 11:23

Il copyright non è necessariamente il miglior metodo di proteggere creatività e innovazione. Ce lo ricorda un esperto svedese, che ci racconta tanti esempi in cui è vero l'esatto contrario.

Brevetti, copyright e monopoli sono un ostacolo alla creatività e all'innovazione. Servono solo a mantenere lo status quo e la posizione di dominio di alcune aziende, che a loro volta sono diventate ciò che sono proprio perché nate in un'epoca con meno vincoli - quando violare un brevetto era più facile e meno rischioso.

Lo afferma Rick Falkvinge sull'ormai famoso Torrent Freak. L'autore è un editorialista abituale della testata, e anche il fondatore del Partito Pirata svedese, il primo che vide la luce circa tre anni fa. E per spiegarlo parte da lontano, cioè da quando nel XVI secolo la Gran Bretagna introdusse il concetto di diritto di autore e le etichette Made in XYZ.

Prometeo violò il brevetto sul Fuoco e la pagò cara, ma gli uomini ringraziano

Secondo l'autore da quel momento la Germania guadagnò un duraturo vantaggio nelle competenze ingegneristiche, perché il sapere e la conoscenza potevano circolare più liberamente. Falkvinge prosegue poi citando le case farmaceutiche - nate e cresciute in assenza di regole - e si chiede "se i monopoli intellettuali sono così necessari per il successo, perché i giganti farmaceutici odierni furono fondati nella loro totale assenza?".

E poi c'è Ericsson, che fondò i propri affari infrangendo un brevetto della tedesca Siemens, e che poi fu a sua volta derubata. O Samuel Slater, che nel 1789 memorizzò tecnologie inglesi e le importò "illegalmente" a New York: oggi è considerato un eroe nazionale, non un criminale.

Persino le major di Hollywood, strenue paladine del copyright, nacquero violando i brevetti di Tomas Edison; dovettero fuggire da New York alla California, in un sobborgo di Los Angeles chiamato Hollywood. E c'è il mondo della tecnologia, affollato di geni creativi inseguiti da avvocati.

Non è sempre stato così. Anzi, se vent'anni fa avessimo avuto gli stessi problemi di brevetti e denunce, tutta l'innovazione si sarebbe bloccata o quasi; lo disse nientemeno che Bill Gates nel 1991. E chissà dov'è finito lo spirito iconoclasta, quello de "i grandi artisti rubano" con cui Apple si dipingeva nel famoso spot del 1984.

E così Falkvinge afferma senza mezzi termini che "i monopoli sul copyright e sui brevetti non incoraggiano né l'innovazione né la creatività, piuttosto il contrario", e poi ancora che "il sistema è che le persone che sono arrivate al vertice vogliono i monopoli per garantire la propria posizione dominante, ed evitare che gente che fa qualcosa di meglio possa rimpiazzarli. È un gioco di potere".

E allora il sistema di copyright com'è oggi non funziona e dev'essere sostituito. Contro questa idea (innovativa?) ci sono i giganti del software, i produttori di musica e film, le case farmaceutiche e tanti altri. A favore tutti quelli che hanno delle idee, e di chi crede che la conoscenza debba essere un bene universale e di facile accesso, non un bene di cui fare mercato.

Picasso, un grande innovatore che riciclava il lavoro dei suoi predecessori

Un nuovo copyright non dev'essere sinonimo di "tutto gratis": piuttosto di rendere le conoscenze accessibili, di impedire che una grande idea sia irrealizzabile solo perché non si possono riciclare quelle altrui. Non è così che siamo arrivati dove siamo oggi, e non è così che possiamo continuare a progredire.

Le aziende moderne hanno diritto a difendere le proprie invenzioni, ma forse non è poi così ovvio pensare che se si permettono violazioni allora decadono tutte le motivazioni ad essere creativi, a innovare. Dopotutto l'essere umano ha sempre avuto un istinto naturale verso la conoscenza e l'invenzione, possibile che oggi servano leggi discutibili per stimolarci?

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Commenti dei lettori (30)

1/3 avanti   
werwolf 08/03/2012 11:29
+2
Adoro gli articoli di Rick Falkvinge, non gira attorno alle cose ma va diretto al punto
xhogan89x 08/03/2012 11:29
0
"Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santisima Trinidàd Ruiz y Annibali Picasso"

ho notato adesso dalla wiki D: oh "jesus" ma lui riusciva a ricordarselo? XD
Alex666 08/03/2012 11:33
+21
Prometeo violò il brevetto sul Fuoco e la pagò cara, ma gli uomini ringraziano


Discorso che calza a pennello,anche oggi qualcuno che si crede un Dio vuole farla pagare a caro prezzo.
digit78 08/03/2012 11:34
+2
Picasso non era davvero il caso di citarlo.. sta bene dove sta (sotto terra)! Detto ciò passo all'articolo... velocemente poichè sto al lavoro: mi pare un utopia simile al comunismo la cancellazione dei brevetti e del copyright. Più che questo io auspico maggiore flessibilità sul loro utilizzo e il divieto di lucrarvi accampandovi le ragioni più assurde (vedasi Apple).
grng 08/03/2012 11:34
+2
Sarebbe anche ora, senza una riforma sui brevetti sarà sempre peggio.
Il tutto gratis e libero potrebbe non essere la soluzione, soprattutto in certi capi dove la ricerca costa molto tempo e denaro, ma pure arroccarsi dietro brevetti che durano decenni o secoli è ridicolo
Tsaeb 08/03/2012 11:36
0
AMEN!
Alex666 08/03/2012 11:40
+2

 Originariamente inviata da digit78

Picasso non era davvero il caso di citarlo.. sta bene dove sta (sotto terra)!



Intendi lasciamolo riposare in pace?No perchè scritta così a me suona diversamente quasi un'offesa pesante.chiedo perchè a volte è facile scrivere una cosa intendendone un'altra(capita anche a me)
demon77 08/03/2012 11:40
+1
QUANDO UNO HA RAGIONE.. HA RAGIONE!!!!

Questa normativa va ripensata completamente.
enri09 08/03/2012 11:43
+3
Eliminare del tutto brevetti e diritto d'autore sarebbe forse chiedere troppo, anche perchè spesso dietro ad un brevetto o ad una qualsiasi opera artistica ci sono ingenti investimenti sia economici che di tempo.
Forse una soluzione sarebbe limitarne fortemente nel tempo la durata: che so, a 5 anni per le invenzioni tecnico-scientifiche e 10 per quelle artistiche.
In questo modo le aziende avrebbero comunque modo di guadagnare nel periodo di esclusiva, ma poi ne fruiremmo tutti gratuitamente.
vdv 08/03/2012 11:44
+4
Una soluzione già c'è e si chiama CREATIVE COMMONS. Però capisco che i soldi facciano gola a tutti...soprattutto a chi ne ha già troppi!
http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons
1/3 avanti   
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