Articoli e news    Prezzi

Basta un nanofilo per una batteria agli ioni di litio

07:29 - 2 agosto 2011 di Manolo De Agostini

Un dispositivo composto da migliaia di nanofili potrebbe essere usato come fonte di energia ricaricabile per le future generazioni di prodotti nanoelettronici.

Un'intera batteria agli ioni di litio in un singolo nanofilo. È ciò che è riuscito a fare il professor Pulickel Ajayan della Rice University. Si tratta ancora di una soluzione rudimentale, di un semplice dispositivo che immagazzina energia, ma se la ricerca sarà finanziata tra diversi decenni potremmo avere prodotti con batterie quasi invisibili.

I ricercatori del Rice Lab hanno creato due versioni di quella che hanno definito una soluzione ibrida tra batteria e supercondensatore. La prima - "a sandwich" - è dotata di un anodo in nickel/stagno, un elettrolita formato da ossido di polietilene e un catodo a strati formato da polianilina. 

È stata realizzata per dimostrare che gli ioni di litio sono in grado di muoversi in modo più efficiente dall'anodo all'elettrolita e poi al catodo, che conserva gli ioni in volumi e dà al dispositivo l'abilità di caricarsi e scaricarsi rapidamente.

La seconda versione integra le medesime capacità, ma in un singolo nanofilo. I ricercatori sono riusciti a inserire migliaia di nanofili, ognuno con un'ampiezza di 150 nanometri, all'interno di un'area di un centimetro.

Da diversi anni il professor Ajayan e il suo team lavorano sulla creazione di dispositivi basati su un solo nanofilo. Lo scorso dicembre i ricercatori hanno realizzato una nanobatteria tridimensionale.

Durante lo sviluppo di quel progetto sono riusciti a inserire (in verticale) insiemi di nanofili in nickel-stagno nel polimetilmetacrilato (PMMA, Plexiglas), materiale che ha svolto il ruolo di elettrolita e isolante. I ricercatori hanno "fatto crescere" nanofili attraverso un processo di elettrodeposizione in uno stampo di ossido di alluminio anodizzato (allumina) sopra un substrato in rame.

Hanno ampliato i pori di questo stampo grazie all'incisione chimica, in modo da creare un gap tra i fili e l'ossido di alluminio, e poi hanno versato il rivestimento di PMMA in modo stipare i fili in una guaina. Un processo di lavaggio chimico ha rimosso lo stampo e lasciato i nanofili all'interno dell'elettrolita.

In quella batteria, l'anodo in nickel-stagno era integrato, ma l'anodo doveva essere collegato dall'esterno. Secondo il professor Ajayan il nuovo processo introduce il catodo all'interno dei nanofili. Per arrivare a questo traguardo i ricercatori hanno usato l'ossido di polietilene come un elettrolita simile al "gel". Questa soluzione ha archiviato gli ioni di litio ed è servita come isolante elettrico tra i nanofili.

Un ibrido batteria/supercondensatore contiene migliaia di nanofili, ognuno dei quali è una batteria completamente funzionante.

Dopo molte prove ed errori, i ricercatori hanno stabilito che il catodo giusto era un polimero facilmente sintetizzabile conosciuto come polianilina (PANI). Coprendo i pori in ossido di alluminio allargati con ossido di polietilene sono riusciti a rivestire gli interni, richiudendo gli anodi e lasciando i tubi in cima in modo che i catodi di polianilina potessero essere coperti. Infine, ha completato il circuito un collettore di corrente in alluminio collocato sopra l'insieme di nanofili.

"L'idea è creare dispositivi con nanofili che archiviano energia con una distanza molto contenuta tra gli elettrodi", ha dichiarato Arava Leela Mohana Reddy, ricercatore della Rice University. "Questo influenza il comportamento elettrochimico del dispositivo. I nostri dispositivi potrebbero essere strumenti molto utili per sondare i fenomeni in nanoscala".

Le batterie sperimentali del team sono alte circa 50 micron, il diametro di un capello umano, quasi invisibili. Teoricamente i dispositivi di archiviazione energetica su nanofili possono essere lunghi e larghi fin quanto consente lo stampo, e questo li rende scalabili.

I dispositivi in nanofili hanno mostrato una buona capacità; i ricercatori stanno modificando i materiali per aumentare la loro capacità di caricarsi e scaricarsi ripetutamente, caratteristica che scema dopo circa 20 cicli.

"Molto che può essere fatto in termini di prestazioni, ottimizzando il polimero separatore, il suo spessore e vagliando differenti sistemi di elettrodi", ha concluso Sanketh Gowda, ricercatore del Rice Lab.

Condividi:   

Commenti

Aggiungi un tuo commento
1/2 avanti    
Davide Olianas 02/08/2011 07:58
 
+3 
Adoro queste notizie
mki91 02/08/2011 08:01
 
+14 
Ma quando vedrò la notizia:
''Batterie di Ultima Generazione eccole sul mercato, e ad un prezzo ridicolo.''
?????
deepdark 02/08/2011 08:10
 
+1 
Di sti nani ne sento parlare da diversi anni, ma sul mercato ancora nulla. Forse dopo che ci avranno spennati per bene si vedrà qualcosa...
Atarugolan 02/08/2011 08:17
 
+1 

 Originariamente inviata da mki91

Ma quando vedrò la notizia:
''Batterie di Ultima Generazione eccole sul mercato, e ad un prezzo ridicolo.''
?????



Bhe speriamo presto, ma per il prezzo ridicolo penso mai.. il mercato tende ad aumentare il prezzo e diminuire il costo è sempre stato cosi.

10 anni fa produrre una batteria era molto costoso ed il prezzo era alto, ora produrre una batteria ha un costo irisorio ma il prezzo è uguale se non al massimo ancora più alto (con il passaggio all'euro) quindi teoricamente i mercati lavorano si nel contenimento del costo ma non del prezzo di vendita, la diminuzione del costo è solo una questione di maggiori guadagni.

Per tornare all'articolo, questi nanofili possono essere molto utili per poter anche diminuire drasticamente le dimensioni e poter produrre batterie per oggetti molto piccoli e leggeri. ovviamente è il classico progetto che prima di vederlo effettivo passeranno anni, ma meglio che vadano avanti sempre di più.
Considerando anche che il catodo è preso dal ossido di alluminio e polietilene, fa anche si che si possano sfruttare correttamente il riciclo dei materiali (sempre se volessero).

Si vedrà
rigelpd 02/08/2011 09:10
 
-1 
"ma se la ricerca sarà finanziata tra diversi decenni potremmo avere prodotti con batterie quasi invisibili"

Una previsione tecnologica distante "diversi decenni" ha la stessa affidabilità dell'oroscopo di frate indovino.
marcellinobono 02/08/2011 09:13
 
tutte queste ricerche per le batterie, chissà se un giorno saranno utilizzate per le auto elettriche, sogno sempre di essere un dei primi ad avere un'auto elettrica
diegooo1972 02/08/2011 09:36
 
+4 
Queste notizie non mi divertono piu' specie se si parla di decenni per lo sviluppo. E' bello essere aggiornati sulle ricerche scientifiche ma da questo punto di vista preferivo il pre internet quando le cose piu' sbalorditive le trovavi in un giorno inutile per strada in mano a qualcuno. Ormai si sa tutto con secoli di anticipo e le promesse possono al massimo essere rispettate. In genere e' piu' facile rimanere un po' delusi. Mi piaceva tanto stupirmi per le cose
LUKE_94_94 02/08/2011 10:59
 

 Originariamente inviata da rigelpd

"ma se la ricerca sarà finanziata tra diversi decenni potremmo avere prodotti con batterie quasi invisibili"

Una previsione tecnologica distante "diversi decenni" ha la stessa affidabilità dell'oroscopo di frate indovino.

Non credi in frate indovino????? ERETICOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!
"..e se poi te ne penti??"


interessante la notizia comunque ma effettivamente decenni sono troppi se andiamo avanti così tra 10 anni dovremo alimentare un i5 su un cellulare mi sa XD
Ian Maayrkaas 02/08/2011 14:05
 

 Originariamente inviata da Articolo

...inserire migliaia di nanofili, ognuno con un'ampiezza di 150 nanometri, all'interno di un'area di un centimetro.


Un'area di un centimetro? Forse di un cm quadro...

Ciao
Ian
faglmt 02/08/2011 14:47
 
Se non vado errato questa potrebbe essere una più che valida soluzione di alimentazione per la lente a contatto bionica di cui si parlava tempo fa, che avrebbe garantito realtà aumentata etc etc.
1/2 avanti    
Accedi o  registrati.
Nome utente:
Password:
Segnala TomsHW

Correlazioni

  Categoria: Nuove Tecnologie