Cassazione: i blog non sono testate giornalistiche

di Dario d'Elia, 11 maggio, 2012 13:37

La Cassazione ha confermato nuovamente la differenza tra blog e testate giornalistiche. Il caso del sito "Accade in Sicilia" è chiave: il gestore era stato condannato per reato di stampa clandestina solo perché faceva informazione, occupandosi di casi di Mafia.

I blog non sono soggetti alla legge sull'editoria, quindi non hanno obbligo di registrazione e ancora meno possono essere considerati stampa clandestina. Ieri la terza sezione della Cassazione ha messo fine a una querelle legale iniziata quattro anni fa con la condanna per il reato di stampa clandestina a carico del blogger giornalista Carlo Ruta. 

Nel 2008 il tribunale di Modica e nel 2011 la Corte di appello di Catania avevano ritenuto che il blog "Accade in Sicilia", specializzato nell'occuparsi di notizie di Mafia, avesse superato i confini della legalità. La querela di un Magistrato, tirato in ballo da qualche articolo un po' troppo pungente, forse aveva contribuito a far peggiorare la situazione.

In ogni caso "il tribunale di Modica aveva ritenuto in primo grado che il blog del saggista fosse una vera e proprio testata giornalistica, e che, pertanto, da un lato dovesse considerarsi prodotto editoriale secondo quanto previsto dalla legge nl. 62/2001 dall'altro, proprio in quanto stampa periodica, dovesse essere registrato presso il Tribunale competente", come spiega l'avvocato IT Fulvio Sarzana.  

Cassazione

La Cassazione è ritornata all'interpretazione della normativa vigente e allo spirito della stessa. Non a caso lo stesso difensore di Ruta ha svelato durante l'arringa "di aver ricevuto una comunicazione dall'On. Giuseppe Giulietti, relatore della norma sull'editoria del 2001, che gli avrebbe confermato che i blog non rientrano, né intendevano essere inclusi, nella nozione di prodotto editoriale".

L'evidenza era nella stessa relazione preparatoria alla legge sull'editoria, che chiaramente fa differenza tra prodotti editoriali, con tutte le conseguenze giuridiche del caso, e altre forme di espressione. Immaginare che i blog siano equiparabili a testate giornalistiche, insomma, era parsa una cosa illogica fin dai primi passi della vicenda.

"In casi precedenti la Cassazione ha sempre respinto l'equiparazione tra sito internet (sia pure a carattere informativo) e stampa tradizionale, rilevando l'assoluta eterogeneità della telematica rispetto agli altri media", ha commentato l'avv. Marco Scialdone, responsabile del Team Legale di Agorà Digitale. "C'è poi, secondo la Cassazione, un dato letterale insormontabile: la legge fa riferimento al concetto di stampa, concetto nel quale non può essere ricompresa l'informazione on-line".

"Purtroppo anche i tribunali sono stati spesso incapaci di applicare ad Internet delle normative che risultano oggettivamente antiquate. Non solo siamo sollevati che la Cassazione abbia respinto l'ennesimo miope tentativo di assoggettare la rete alle regole della carta stampata, ma crediamo che processi come quello di Carlo Ruta dimostrino l'urgenza che la politica italiana realizzi in modo inequivocabile riforme a favore di nuove modalità di creazione, pubblicazione e circolazione di contenuti", ha aggiunto Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale.

"Non è solo il ritardo della politica a condannare il paese ma anche i tribunali che continuano ad applicare vecchie normative ad Internet hanno una enorme responsabilità in questo senso".

Ti potrebbe interessare anche:

 

Notizie dal web

 

Commenti dei lettori (14)

1/2 avanti   
titius74 11/05/2012 13:50
+18
Goffi tentativi di censura
rivolus 11/05/2012 13:53
+11
piacevolmente sorpreso della decisione della cassazione ... che abbiano assunto giudici non italiani? ;-)
Aku 11/05/2012 13:57
+1
Era ora
xenom76 11/05/2012 14:00
+1
democrazia : poteri forti 1 a 0
azzurrino 11/05/2012 14:05
+24
Giudici comunisti
ignatech 11/05/2012 14:07
+2
internet fa paura ai nostri politici.
tribalspirit 11/05/2012 14:13
0
era sicuro, non stava in piedi
almeno ora hanno creato un precedente, al massimo ora verrà sempre chiuso al primo grado

speriamo cmq in una legge
pabloski 11/05/2012 14:22
+2
Ok, ottima sentenza quella della Cassazione. Hanno dimostrato massima serietà e competenza.

Ma quello che mi chiedo io è: "è mai possibile che dobbiamo scomodare la Cassazione per cose del genere?". Sono solo io a ritenere assurdo che nel 21° secolo un qualsiasi soggetto debba registrarsi presso un tribunale per poter pubblicare delle notizie?

Poi ci lamentiamo del perchè l'America avanza e l'Italia va indietro.

Stamattina sono rimasto sbigottito leggendo un articolo su gigaom, dove l'autore si chiedeva in che direzione dovesse procedere il capitalismo di ventura, dato che oggi è comparso il fenomeno del crowdfunding. Crowdfunding? Capitalisti di ventura? E chi li ha visti mai in Ita(g)lia?
paolo44 11/05/2012 14:40
+2
A me più l'ascrizione dei blog al reato di STAMPA clanestina è proprio il reato di stampa clandestina a far riflettere/sorridere...ma in uno stato che vorrebbe essere libero e democratico è possibile parlare di stampa clandestina? boh
wingcla 11/05/2012 14:44
+2
forse da fastidio che qualche comico che spopola sul web e non in televisione/giornali,abbia riscosso notevole successo alle ultime amministrative.


ma per fortuna c'e qualcuno che non ragiona come i politi alias mummie.
1/2 avanti   
Devi essere collegato scrivere un commento!

Accesso utenti

Nome utente:
Password:

 
Segui Tom's Hardware!
Informazioni su Tom's Hardware
powered by
Powerd by Aruba Cloud Powerd by Intel Powerd by Dell

Copyright © 2014 - 3Labs Srl - A Purch Company. Tutti i diritti riservati.
P.Iva 04146420965 - Testata registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013
Clicca per i dettagli