Ricercatori del MESA+ Institute for Nanotechnology dell'Università di Twente, insieme a colleghi degli istituti di Nankai (Cina) e Utrecht, hanno messo a punto un modo per integrare delle celle solari direttamente sui microchip. Collocando delle celle solari sopra componenti elettronici si possono ottenere chip che non necessitano di alimentazione dedicata o batterie. Il vantaggio indiretto è quello di ridurre lo spazio occupato rispetto alle soluzioni tradizionali, che affiancano chip e celle solari.
In questo modo si potrebbe realizzare un sensore, capace di operare autonomamente, completo persino dell'antenna di comunicazione wireless. Per ora però, secondo i ricercatori, il consumo deve essere ben al di sotto del milliwatt. Il chip inoltre è in grado di catturare energia anche in spazi chiusi.

Per realizzare questa soluzione i ricercatori hanno usato come base il chip e applicato la cella solare, strato per strato. Questo processo è stato ritenuto più efficiente rispetto alla produzione separata dei due componenti, perché oltre a usare meno materiali, le prestazioni raggiunte sono migliori.
Per evitare che la produzione della cella solare danneggi l'elettronica, inficiando l'efficienza del prodotto finale, i ricercatori hanno usato celle solari composte da silicio amorfo o CIGS (rame, indio, gallio, selenide). La produzione non influenza l'elettronica e le celle solari producono abbastanza energia, anche con luce scarsa. I test hanno confermato che tutto funziona correttamente e l'attuale processo di produzione è adatto anche per le esigenze industriali.
Per ora si tratta di un piccolo traguardo, visto il quantitativo di energia raccolta dalla cella solare, ma può essere il primo passo per uno sviluppo davvero importante con risvolti nel mondo della tecnologia, in ogni settore.

Commenti dei lettori (18)
Nemmeno i telefonini andranno bene, spesso tenuti in tasca, borse, custodie, etc.
Vabbhè.
Quindi mi sfugge l'utilità della ricerca.. Se qualcuno mi illumina. Grazie
p.s.
ho letto che funziona anche in spazi chiusi ma è ben diverso chiusi o totalmente bui.
Mi pare ovvio che siano chip destinati ad un montaggio in superficie, almeno per quanto riguarda la parte fotovoltaica.
Si ma quando li tieni in tasca, borsa, custodia o altro sta in standby e consuma già poco. Quindi una volta che lo tiri fuori per guardare l'ora o fare altro il consumo in utilizzo si potrebbe ridurre aumentando l'autonomia. Poi io per esempio quando sono in biblioteca mi piazzo sempre di fianco alle finestre e appoggio il cellulare sul tavolo per vedere quando arrivano messaggi o chiamate in modalità riunione, e quindi potrei ipoteticamente alimentarlo con le celle solari
per esempio le carte di credito o i bancomat hanno un chip simile
Scusa ma le celle solari di una calcolatrice tu non le hai mai viste?
Sono montate su un vano dello chassis a filo con questo. La novità è che invece di tenerle separate dal chip che alimentano sono solidali con quest'ultimo che è costruito al di sotto (quindi il chip rimane comunque all'interno dello chassis)